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Viterbo - Roberto Talotta (FondAzione) fa un appello al ministro Lorenzo Guerini affinché possa rettificare le norme legislative

“Militari in pensione richiamati in servizio, non si pensa all’occupazione giovanile”

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Roberto Talotta

Roberto Talotta

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – In Italia resta ancora molto forte il grido di milioni di giovani e meno giovani che sono ancora alla ricerca di un lavoro e i numeri della disoccupazione sono ancora più rilevanti a Viterbo e provincia.

Ma se c’è chi spera in un’inversione di marcia per risolvere questo drammatico problema, si sbaglia di grosso, perché tutto si è andato complicando con l’annuncio dell’allora ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, che così aveva proferito: “Oggi apriamo una nuova pagina per la Difesa e per il Paese. Tutte le pubbliche amministrazioni (nazionali e locali) potranno finalmente attingere al personale della Difesa in ausiliaria, a costo zero”.

E’ di questi giorni la notizia che un certo numero di militari, già collocati in pensione nella nostra città, sono stati richiamati in servizio e assegnati alla prefettura di Viterbo.

La titolare del dicastero, a suo tempo, aveva spiegato che, in presenza di particolari esigenze, le varie amministrazioni pubbliche, in carenza di determinate professionalità, come ingegneri specializzati, medici, biologi o informatici, potevano contattare direttamente la direzione del personale militare, chiedendo se tra le forze armate ci fossero professionisti in ausiliaria, residenti nel comune stesso, e chiamarli in supporto dell’amministrazione per i 5 anni previsti.

Inoltre, l’ex ministro aveva sottolineato che “si trattava di uno strumento che è sempre esistito, ma che la Difesa – nei governi che si sono susseguiti fino ad oggi – non ha mai saputo mettere a disposizione dei comuni o delle regioni, ed oggi, finalmente, con questa decisione, si concretizza un altro piccolo, grande risultato, verso il cambiamento”.

Insomma, che dire, proprio un “bel cambiamento” ma, in realtà, dobbiamo parlare di uno stucchevole stratagemma che elude, ancora una volta, lo “svecchiamento” del personale, il solito meschino espediente che fa lavorare i vecchi anziché assumere i giovani.

Particolare, questo, che, in una provincia come la nostra, con alto tasso di disoccupazione, assume connotati a dir poco irritanti e del tutto irrazionali e che dà ragione ai biasimi di matrice sindacale per i dannosi effetti provocati da quella circolare del ministero dell’Interno che invita le prefetture ad attingere agli elenchi dei “pensionati in ausiliaria” per sopperire alle carenze di organico, carenze oggi registrate in tutte le amministrazioni pubbliche, con la possibilità di sanare vuoti di “risorse umane” mediante l’utilizzo dei militari in sostituzione dei dipendenti che hanno lasciato, o lasceranno a breve, il servizio tra anticipo pensionistico, pensione di vecchiaia e quota 100.

FondAzione si augura che il ministro Lorenzo Guerini possa rettificare tali norme legislative che mal si conciliano con l’attuale contesto occupazionale, un contesto nazionale che, ogni anno, costringe migliaia di giovani italiani ad emigrare all’estero per trovare un lavoro, quella necessaria occupazione che consentirebbe ai nostri figli la possibilità di mettere su famiglia e guardare al futuro con più serenità e più fiducia in se stessi.

Roberto Talotta
Direttivo comunale di FondAzione


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30 novembre, 2019

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