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Tribunale - A suo tempo la vittima lo aveva perdonato - Nonostante l'imputato fosse ai domiciliari da nove mesi, la coppia nel frattempo si sarebbe nuovamente avvicinata

Minaccia di morte la ex per la seconda volta in cinque anni, condannato 54enne

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Vincenzo Lapaglia Casciana

Vincenzo Lapaglia Casciana

L'avvocato Domenico Gorziglia

L’avvocato Domenico Gorziglia

L'avvocato Samuele De Santis

L’avvocato Samuele De Santis

Canino – (sil.co.) – Il 5 dicembre dell’anno scorso è tornato ad aggredire la sua ex, una 37enne di Canino, facendo irruzione nell’abitazione della donna e minacciandola di morte.

Per questo ieri un artigiano 54enne, Vincenzo Lapaglia Casciana, è stato condannato a nove mesi dal giudice Giacomo Autizi. Il pm aveva chiesto che l’imputato, difeso da Domenico Gorziglia, venisse condannato a due anni di reclusione. Alla parte civile, assistita dall’avvocato Samuele De Santis, dovrà versare una provvisionale di 1500 euro di risarcimento. 

Cinque anni fa l’aveva picchiata mentre era incinta davanti alla figlioletta di 8 anni. E le aveva puntato coltelli alla gola minacciandola di farle fare la fine di uno che aveva ammazzato nel 1992 in Sicilia, scontando 12 anni per omicidio volontario in varie carceri e in affidamento ai servizi sociali.

Fu arrestato il 3 maggio 2016 dalla polizia per maltrattamenti in famiglia. Nonostante la condanna a due anni e due mesi, con lo sconto di un terzo dell’abbreviato, il giorno della sentenza emerse che lei lo aveva già perdonato e che la coppia si scambiava lettere d’amore mentre lui era in carcere. 


– Picchia la compagna incinta vantandosi di avere già ucciso, condannato la aggredisce ancora…


“Ti odio, mi fai schifo, puttana”, le avrebbe detto il 5 dicembre dell’anno scorso, prendendo la vittima per il collo e scaraventandola contro una credenza. All’arrivo dei carabinieri della locale stazione, comandati dal maresciallo Aldo Nardone, l’imputato avrebbe spiegato di essere entrato a forza perché lei non voleva fargli visitare il figlioletto malato.

Il legale di parte civile, sottolinenando la pericolosità della situazione, ha stigmatizzato come all’uomo, dopo un periodo di arresti a Orte, siano stati concessi i domiciliari a Canino, autorizzati dal gip in un’abitazione a 40 metri da quella dove vive la ex, nonostante il divieto di avvicinamento a meno di 500 metri dalla donna e dagli altri familiari.

La difesa, dal canto suo, ha fatto notare come negli ultimi sei mesi la coppia si sia nuovamente riavvicinata – come confermato dal comandante Nardone – sentito come teste – tanto che la stessa vittima avrebbe portato più volte il figlioletto a trovare il padre nella sua abitazione, per farglielo incontrare. 

Quali che siano gli attuali rapporti della coppia, il pm ha chiesto due anni, ridotti poi a nove mesi e 1500 euro di provvisionale dal giudice, che ha condannato il 54enne per minacce e violazione di domicilio, assolvendolo dall’accusa di furto delle chiavi della macchina della donna, che gli furono trovate in tasca dai carabinieri durante la perquisizione. 


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2 novembre, 2019

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