--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Bologna - La 46enne è stata uccisa a Riccione il 5 ottobre 2016 - Sul banco degli imputati Michele Castaldo

Omicidio Olga Matei, la Cassazione annulla lo sconto di pena

Condividi la notizia:

Tribunale

Tribunale

Bologna – Omicidio Olga Matei, la Cassazione annulla lo sconto di pena per “tempesta emotiva”.

Era il 5 ottobre 2016 quando a Riccione venne uccisa Olga Matei. Sul banco degli imputati, come presunto responsabile, finì Michele Castaldo. 

Olga Matei e Michele Castaldo si frequentavano da circa un mese. Poi la decisione di Olga Matei, 46 anni, di mettere un stop alla storia perché infastidita dall’eccessivo controllo che l’uomo esercitava nei suoi confronti, ossessionato probabilmente dalla gelosia.

La sera del 5 ottobre forse un chiarimento tra i due. Poi la tragedia. Per la giustizia Michele Castaldo strangolò Olga Matei a mani nude e poi tentò il suicidio. 

Per l’omicidio Michele Castaldo fu condannato dal gip di Rimini, con rito abbreviato, a 30 anni di carcere. In appello la condanna è passata a 16 anni (24 anni, ridotti di un terzo sempre per effetto del rito) per il bilanciamento tra attenuanti e aggravanti dovuto allo stato emotivo, alla valutazione positiva della confessione e della volontà di risarcire la figlia della vittima.

Il Pg aveva poi chiesto che venisse rigettato il ricorso della procura generale di Bologna contro la sentenza della Corte d’assise d’appello, che ha quasi dimezzato gli anni di carcere. 

Di oggi la notizia che la Cassazione ha accolto il ricorso della procura generale di Bologna e ha così annullato la sentenza della Corte d’assise d’appello che aveva quasi dimezzato la condanna, da 30 a 16 anni, basandosi sulla perizia psichiatrica sull’imputato che aveva rilevato una “soverchiante tempesta emotiva” causata dal vissuto dell’uomo.

I giudici hanno infatti annullato con rinvio la sentenza d’appello, “limitatamente al riconoscimento delle attenuanti generiche”. Ora a  Bologna dovrà celebrarsi un processo d’appello-bis nei confronti di Castaldo, detenuto nel carcere di Ferrara.


Condividi la notizia:
8 novembre, 2019

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR