--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - L'assessore comunale Antonella Sberna ha inaugurato il lavoro dell'Istituto Orioli dedicato ai trent'anni dalla caduta del muro di Berlino - FOTO

“Porteremo la mostra degli studenti al Parlamento europeo”

di Daniele Camilli

Condividi la notizia:


Viterbo - La mostra dedicata al trentennale dalla caduta del muro di Berlino

Viterbo – La mostra dedicata al trentennale dalla caduta del muro di Berlino

Antonella Sberna

Antonella Sberna

Viterbo - La mostra dedicata al trentennale dalla caduta del muro di Berlino

Viterbo – La mostra dedicata al trentennale dalla caduta del muro di Berlino

Viterbo - La mostra dedicata al trentennale dalla caduta del muro di Berlino

Viterbo – La mostra dedicata al trentennale dalla caduta del muro di Berlino

Viterbo - Daniele Sabatini e Giovanni Arena

Viterbo – Daniele Sabatini e Giovanni Arena

Viterbo - La mostra dedicata al trentennale dalla caduta del muro di Berlino

Viterbo – La mostra dedicata al trentennale dalla caduta del muro di Berlino

Viterbo - La dirigente scolastica Simonetta Pachella

Viterbo – La dirigente scolastica Simonetta Pachella

Viterbo – “La mostra che vedete è soltanto un inizio. Continueremo a lavorare assieme agli studenti perché vogliamo portarla al Parlamento europeo per evidenziare il ruolo della nostra città in un contesto più ampio. Quello dell’Europa unita”. L’assessore comunale alle politiche sociali Antonella Sberna parte in quarta e porta ragazze e ragazzi nel cuore del vecchio continente che domani, 9 novembre, festeggia i trent’anni della caduta del muro di Berlino.

E lo fa proponendo allo spazio pensilina di Piazza Martiri d’Ungheria a Viterbo una mostra organizzata dall’assessorato alle politiche giovanili e dall’Istituto superiore Francesco Orioli. Un’idea proposta anni fa dal consigliere comunale Matteo Achilli, all’epoca appena diplomatosi all’Orioli, e dall’ex consigliere regionale Daniele Sabatini. Entrambi, questa mattina, presenti all’inaugurazione dei pannelli espositivi assieme a Sberna e al sindaco di Viterbo Giovanni Arena.

Assieme a loro anche la dirigente scolastica dell’Orioli, gli studenti dell’istituto e il rappresentante studentesco al senato accademico dell’università degli studi della Tuscia Emanuele Brodo.

 Una mostra in un giorno e luoghi simbolici per l’Europa. Anche a Viterbo. Domani è l’anniversario, trent’anni, dalla caduta del muro. La pensilina è stata finanziata con fondi europei, il programma Plus, grazie alla giunta dell’ex sindaco Giulio Marini, e piazza Martiri d’Ungheria, dove si trova la pensilina, il parcheggio del Sacrario, è dedicata alla rivolta ungherese del 1956 contro la dittatura e l’occupazione sovietica del paese. Finì male. Gli ungheresi vennero repressi e il loro gruppo dirigente stroncato e ucciso qualche anno dopo i fatti. Ma fu il primo segnale di un’Europa che si opponeva alla divisione, segnata prima, nel 1947, dalla cortina di ferro, e poi dal muro che venne tirato su a Berlino nel 1961, dividendo in due la città e il continente fino al 1989. Da una parte gli occidentali, americani, francesi e inglesi, dall’altra i sovietici. Avevano prima sconfitto Hitler e i nazisti. Poi si divisero, restando tali fino alla fine della guerra fredda e al crollo dell’Unione delle repubbliche socialiste sovietiche.

Una mostra celebrativa sulla storia dell’Europa unita, per ricordare il trentesimo anniversario della caduta del muro di Berlino. In programma allo spazio pensilina del Sacrario dall’8 al 12 novembre. 

L’evento è incentrato su alcuni pannelli illustrativi che ripercorrono i passaggi più rappresentativi dalla nascita dell’Unione europea ad oggi. La mostra resterà aperta fino al 12 novembre, dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 alle 19, escluso il lunedì.

“Nel ’61 – ha ricordato Arena – ero piccolo, ma ricordo bene quando fu tirato su il muro. E provai rabbia e dolore per le famiglie separate. Per una città divisa. Il crollo del muro è stato fondamentale. Ed è stato bellissimo vedere le persone che buttavano giù quell’orrore. Oggi è importante essere cittadini europei e voi lo state dimostrando con il lavoro che avete fatto e che oggi esponete. Protagonisti di un grande cambiamento”.

Gli studenti presenti questa mattina non erano neanche nati. Achilli stesso nasceva in quell’anno. Nessuno di loro ricorda il muro buttato giù a picconate da gente incredula che, dopo anni, poteva riabbracciare i propri cari e non temere più che i vopos, i militari dell’est a guardia del muro, gli sparassero alla schiena. Come tante altre volte era successo. Nessuno probabilmente ricorda, se non per averlo studiato sui libri di storia, il cancelliere Willy Brandt che con la Ost politik, alla fine degli anni ’60, inizio la marcia di progressivo avvicinamento tra est e ovest, e l’altro presidente della Germania Ovest Helmut Kohl che unì di nuovo le due Germanie nel 1990.

In mezzo la nascita dell’Unione europea. Dalla comunità del carbone e dell’acciaio negli anni ’50, fino alla comunità economica europea del 1957 e al trattato di Maastricht che ha portato infine all’Unione. Eventi che videro anche lo sport protagonista, in particolar modo il calcio. Con i primi campionati europei per nazioni, la coppa dei campioni, delle coppe e Uefa per club. Manifestazioni sportive che contribuirono enormemente alla nascita dell’Unione europea diffondendo man mano un vero e proprio senso di appartenenza ad un’unica e sola identità continentale. Come la prima partita del mondiale di calcio del 1974 che vide fronteggiarsi le due Germanie. Vinse la Germania est per 1 a 0. Di fatto il riconoscimento politico dell’esistenza l’uno dell’altro, la conseguenza immediata della Ost politik di Brandt.

Infine l’Europa di oggi che, dopo la caduta del muro trent’anni fa, si ritrova di nuovo ad essere divisa sul tema dell’immigrazione. 

“Quest’opera vuole essere un modo di chiedere all’Europa il riconoscimento di Italia, Grecia e Malta –  ha detto Pachella – come porta d’Europa per quanto riguarda le migrazioni. L’Europa deve sostenerci. Quando è caduto il muro di Berlino per noi è stata una liberazione. Era una barriera culturale che veniva abbattuta. Oggi non dobbiamo ricostruire un altro muro. Lo dobbiamo alla storia. Lo dobbiamo alle nuove generazioni”.

Daniele Camilli


Fotogallery: La mostra degli studenti dell’Istituto Orioli


Condividi la notizia:
8 novembre, 2019

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR