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Tribunale - Un anno e otto mesi per violenza sessuale su minore - L'accusa l'ha chiamata "violenza con sorpresa", in quanto l'episodio sarebbe maturato in un contesto "scherzoso"

Si porta la mano di una quattordicenne sul pene e le palpeggia il seno, condannato 45enne

di Silvana Cortignani

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Il sostituto procuratore Chiara Capezzuto

Il sostituto procuratore Chiara Capezzuto

Antonio Rizzello

Antonio Rizzello

Capranica – Si porta la mano di una quattordicenne sul pene e le palpeggia il seno, condannato a un anno e otto mesi di reclusione per violenza sessuale su minore un 45enne di Capranica. E’ stato invece assolto dall’accusa di avere minacciato la vittima e la madre in seguito alla denuncia, nonché un ragazzo presente ai fatti per non farlo testimoniare. 

Per l’uomo, difeso dall’avvocato Antonio Rizzello, la pm Chiara Capezzuto aveva chiesto una condanna a tre anni e sei mesi. Gli è stata riconosciuta l’attenuante della cosiddetta “minore gravità”.

L’accusa l’ha chiamata “violenza con sorpresa”, in quanto l’episodio sarebbe maturato in un contesto “scherzoso”.

Era la sera del 3 agosto 2015 quando l’imputato si fermò a salutare una coppia di giovani del paese, che a sua volta stava salutando la vittima e una sua amica, entrambe minorenni. 

“Facciamo un gioco”, avrebbe detto alla ragazzina il quarantenne, originario della Tunisia, facendo il gesto di porgerle la mano, con la quale si sarebbe poi fulmineamente portato sul pene quella allungata istintivamente dall’adolescente. Colta di sorpresa, la vittima non avrebbe fatto quasi in tempo a tirare via la mano che l’uomo le ha palpeggiato il seno, facendola scappare a gambe levate assieme all’amica, con cui è corsa a casa ad avvisare i genitori, quindi a sporgere denuncia. 

Prima della sentenza, ieri, il collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone ha sentito come teste l’amica, oggi 19enne, la quale ha confermato la dinamica dell’episodio. La vittima, la cui versione è stata cristallizzata quattro anni fa nell’incidente probatorio, non ha invece dovuto testimoniare al processo.

“Trattandosi di un adulto ci siamo spaventate, mentre fuggivamo avevamo paura, temevamo che potesse seguirci. Quindi siamo corse a casa a chiamare i genitori, riferendo subito loro cosa era successo”, ha detto la 19enne, confermando, sollecitata dalla pm Capezzuto, un episodio avvenuto il sabato precedente. Il quarantenne, incontrandola al bar, avrebbe offerto da bere alla minorenne, dicendole: “Sei bellissima e a una persona bella va offerto da bere”. 

Il 21 settembre di quattro anni fa, l’imputato, denunciato a piede libero, è stato colpito da divieto di avvicinamento alla vittima e alla madre. In seguito alla querela, infatti, oltre a prendersela con l’amico, anche lui minorenne, della quattordicenne, se la sarebbe presa anche con loro. Da qui l’ulteriore accusa di minacce, dalla quale è stato assolto “perché il fatto non sussiste”. 

Condannato a un anno e otto mesi di reclusione, il 45enne ha potuto beneficiare della sospensione condizionale della pena, ma è stato interdetto in perpetuo da qualunque incarico nelle scuole e in strutture pubbliche e private frequentate da minori.

Silvana Cortignani


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7 novembre, 2019

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