Tusciaweb-150x200-luglio-20-b

    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Il garante dei detenuti del Lazio dopo che un 24enne è stato trovato impiccato in cella: "Tutto questo carcere per cose da niente serve a qualcosa?"

Suicidio a Mammagialla, Anastasia: “Impressionano giovane età, solitudine e fine pena breve”

Condividi la notizia:

Stefano Anastasia, garante dei detenuti del Lazio

Stefano Anastasia, garante dei detenuti del Lazio

Viterbo - Il carcere di Mammagialla

Viterbo – Il carcere di Mammagialla

Viterbo – Avrebbe dovuto scontare circa un anno di carcere. Entrato a Mammagialla a marzo, sarebbe dovuto uscire tra pochi mesi (fine pena nel 2020), il 24enne che lunedì si è suicidato nel penitenziario di Viterbo. È stato trovato impiccato in cella dagli egenti di polizia, intorno alle 14 e poco dopo il passaggio.

“Non faceva colloqui né telefonate – spiega il garante dei detenuti del Lazio, Stefano Anastasia -. Impressionano la giovane età, la solitudine e il fine pena breve. Alla faccia di quelli che dicono che tanto in carcere non ci va nessuno, che sotto i due-tre anni di pena stanno tutti fuori”.

Il 24enne aveva origini africane. “C’è una disperazione tra i giovani stranieri in carcere – afferma Anastasia – a cui non sappiamo dare risposta, minacciando loro solo la pena aggiuntiva dell’espulsione. Ancora una volta: non perdiamo tempo su presunte colpe individuali, sulla mancata assistenza, sulla mancata vigilanza, e pensiamo piuttosto se tutto questo carcere per cose da niente serva davvero a qualcosa”.

Sulla tragedia è intervenuto anche Danilo Primi, agente di polizia penitenziaria e sindacalista dell’Uspp. “Il detenuto sembra avesse patologie psichiatriche – sottolinea -. Questo nuovo suicidio mette in evidenza quello che abbiamo sempre detto: il problema della gestione di questi soggetti non deve essere demandato solo alla polizia penitenziaria, ma deve essere supportato da idonee strutture. Come le Rems, che hanno sostituito gli ospedali psichiatrici giudiziari ma che purtroppo non coprono nemmeno un quarto dei posti degli stessi manicomi psichiatrici”.

Primi conclude: “Naturalmente chi ne fa le spese è sempre il poliziotto penitenziario, che giornalmente deve sopportare ogni tipo di angherie e minacce”.

Il suicidio del 24enne ricorda la tragica fine di Andrea Di Nino e Hassan Sharaf, 36 e 21 anni. Entrambi detenuti a Mammagialla ed entrambi morti per impiccagione lo scorso anno, a due mesi di distanza l’uno dall’altro: Di Nino a maggio e Sharaf a luglio.

Per il consigliere di Forza Civica, Giacomo Barelli, “il carcere di Viterbo è un’emergenza nazionale. Ormai una situazione intollerabile per uno stato di diritto. Credo che chi continua a girarsi dall’altra parte è corresponsabile di tutto questo. Come consigliere comunale, insieme al consigliere regionale Alessandro Capriccioli, in questi mesi lo abbiamo denunciato più volte ma invano. È ora che intervenga il ministro della giustizia”.


Articoli: Arci: “Un’altra persona muore in carcere, un altro fallimento del sistema sociale”– Francesco Battistoni (FI): “Mammagialla, servono risorse e investimenti in questa legge di bilancio” – Giacomo Barelli (Forza Civica): “Mammagialla è un’emergenza nazionale”Giovane detenuto si impicca in carcere


Condividi la notizia:
13 novembre, 2019

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR