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Comune - Il gruppo consiliare del movimento civico Viterbo 2020

“Talete: aumenti, disservizi, inefficienza e il sindaco non muove un dito…”

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Chiara Frontini

Chiara Frontini

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Ancora una volta sono i cittadini a doversi mettere le mani in tasca e a pagare in contanti l’inefficienza dei vertici di Talete, la società partecipata del Comune che dal giorno della sua fondazione è stata terra di conquista per spartizioni politiche, lotte intestine tra questo e quel partito, terra d’approdo per gli amici degli amici, insomma tutto fuorché un modello di gestione virtuosa del patrimonio idrico del territorio.

In questi giorni, gli aumenti voluti dai sindaci, tra cui il sindaco Arena per mezzo del consigliere Marini, suo delegato, che hanno votato a favore dell’incremento delle tariffe, stanno materializzandosi nelle bollette dei cittadini viterbesi.
 
Il nostro movimento, che in consiglio si oppose fermamente all’aumento delle tariffe, non solo stigmatizza in modo fermo ed inequivocabile quanto sta accadendo ma ribadisce ancora una volta che l’acqua deve essere sottratta a gestioni societarie e private e tornare ad essere un bene comune e un patrimonio dei cittadini, come auspicato dalla legge regionale 5/2014 completamente disattesa in nome delle logiche di spartizione dei partiti.
 
A una rete di distribuzione ridotta a un colabrodo, alla scarsa efficienza dei servizi alla clientela, alle interminabili attese al centralino, a una sala d’attesa da terzo mondo, si aggiungono aumenti in bolletta decisamente pesanti e soprattutto incomprensibili in un piano di rilancio inesistente. Vennero a spiegarci in consiglio comunale che erano soldi necessari ad accedere ad un mutuo, a copertura dei debiti stessi che la società aveva con i comuni, la cui garanzia economica usciva dalle tasche dei cittadini, irrinunciabile per risollevare le finanze della compagnia.
 
La crisi finanziaria non pare però aver colpito la logica che abbiamo illustrato all’apertura di questo articolo: nell’agosto 2019 Talete fa sei nuove assunzioni, mentre nel frattempo resta aperto il debito di 4,7 milioni di euro che la società deve al Comune, e dunque a noi cittadini, che viene rateizzato dopo che il Comune, nello scorso maggio, pignorò i conti della società.
 
Concludiamo affermando che un sindaco che abbia davvero a cuore i suoi cittadini, si sarebbe da tempo mosso con Talete usando tutto il suo peso perché la società venga incontro, nel rapporto con la clientela, ai disagi creati dal suo stesso malfunzionamento. Posto, ovviamente, che il sindaco in questione abbia un peso sul tavolo delle trattative, cosa di cui francamente cominciamo a dubitare.

Gruppo consiliare movimento civico Viterbo 2020


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8 novembre, 2019

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