Tusciaweb-150x200-luglio-20-b

    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Interviene il coordinamento comitato Acqua pubblica della Tuscia Non ce la beviamo

“Talete, si diano risposte ai cittadini a cominciare dalle bollette pazze”

Condividi la notizia:

Acqua

Acqua

Viterbo – “Su Talete, è ora di smettere di fare lo scarica barile, caro Arena, la responsabilità è di tutti voi amministratori che fino a oggi avete sostenuto la società”.

Ad affermarlo è il Coordinamento comitato Acqua pubblica della Tuscia Non ce la beviamo.

“Si dimentica quando lo scorso anno mandò in sua rappresentanza il consigliere Marini all’assemblea dei soci di Talete a votare Sì all’aumento delle tariffe?

Lei, i suoi predecessori e tutti gli amministratori che attualmente compongono l’assemblea dei soci di Talete sono responsabili di aver alimentato sino ad oggi una società che da anni è in dissesto economico e inefficiente nei servizi resi all’utenza”.

Prosegue il comitato: “Continui aumenti delle bollette, distacchi ingiustificati, file interminabili agli sportelli e i ripetuti errori nelle fatturazioni.

Dinamiche che inevitabilmente si ripropongono nelle gestioni private dove la torta da spartire questa volta è il profitto; d’altronde basta vedere i territori gestiti da Acea.

Ora però la misura è colma! Cari sindaci e caro presidente della Provincia, smettete di cadere dal pero e di rimpallare le responsabilità.

A nulla serve chiedere alla Regione nuovi finanziamenti per alimentare lo stesso sistema, a nulla serve portare linfa ad una società agonizzante.

Occorre cambiare modello di gestione, l’esperienza Talete va superata e la gestione del servizio idrico va sottratta alle Spa e restituita alle comunità. Ciò si può e si deve fare!”.

Il primo passo da compiere, per il Comitato, è “trasformare la natura giuridica di Talete e trasformarla in un ente di diritto pubblico che possa ricevere finanziamenti pubblici ed avere accesso direttamente al credito da parte di Cassa Depositi e Presti.

Alla Regione va richiesto l’intervento della fiscalità generale per affrontare i problemi di inquinamento, va richiesta l’individuazione dei bacini idrografici per uscire dalle dinamiche del gestore unico, in sostanza va pretesa l’applicazione della Legge Reg.le 5/2014.

Ma sono i sindaci e il presidente della Provincia che devono decidere da quale parte stare: continuare a sostenere ancora Talete Spa o scegliere la strada della ripubblicizzazione”.

Infine: “Alcuni amministratori coraggiosi, come il sindaco di Farnese, stanno conducendo nella nostra provincia la battaglia per difendere la gestione pubblica del servizio idrico che attualmente esercitano direttamente nei propri territori e che è esempio di efficienza e di economicità.

Chiediamo quindi che ognuno si assuma la propria responsabilità e che dichiari quale è la sua scelta.

Il tempo è scaduto, si diano risposte ai cittadini ora, a cominciare dalle bollette pazze.
Noi siamo pronti a scendere in piazza”. 


Condividi la notizia:
13 novembre, 2019

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR