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Economia - Non ci sono tentennamenti all'assemblea organizzata da Italia nostra sezione Etruria e altre associazioni ambientaliste

“Tarquinia dice no all’inceneritore a Pian d’organo e Pian dei cipressi”

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Tarquinia - L'assemblea contro l'inceneritore

Tarquinia – L’assemblea contro l’inceneritore

Tarquinia - L'assemblea contro l'inceneritore

Tarquinia – L’assemblea contro l’inceneritore

Tarquinia - L'assemblea contro l'inceneritore - Simona Ricotti

Tarquinia – L’assemblea contro l’inceneritore – Simona Ricotti

Tarquinia - L'assemblea contro l'inceneritore - Marzia Marzoli

Tarquinia – L’assemblea contro l’inceneritore – Marzia Marzoli

I sindaci Giulivi e Testa

I sindaci Giulivi e Testa

Tarquinia - L'assemblea contro l'inceneritore - Il vicesindaco di Allumiere Manrico Borgi

Tarquinia – L’assemblea contro l’inceneritore – Il vicesindaco di Allumiere Manrico Borgi

Il pediatra Giovanni Ghirga

Il pediatra Giovanni Ghirga

Tarquinia - L'assemblea contro l'inceneritore - L'ignegner Achille Cester

Tarquinia – L’assemblea contro l’inceneritore – L’ignegner Achille Cester

Tarquinia – “No all’inceneritore a Pian d’organo e Pian dei cipressi”. Il messaggio arriva dal palazzo comunale di Tarquinia. Dall’assemblea del 22 novembre organizzata da Italia nostra sezione Etruria e altre associazioni ambientaliste, con il patrocinio del comune, per riconfermare la contrarietà al progetto presentato da A2A Ambiente spa. Il tema è importante. Nella sala consiliare non ci sono posti a sedere. L’attivista Marzia Marzoli modera l’incontro. Tra i presenti, il sindaco della città etrusca Alessandro Giulivi, il primo cittadino di Civitavecchia Ernesto Testa, il pediatra Giovanni Ghirga, membro dell’Isde Italia, l’ingegner Achille Cester, il vice sindaco di Allumiere Manrico Brogi e la consigliera regionale Silvia Blasi.

“I termovalorizzatori sono un grosso errore del passato”, dice Marzoli, in apertura. “Non vogliamo arrivare a difenderci in conferenza dei servizi – prosegue -. Ci piacerebbe che qualcosa accadesse prima del 15 dicembre. Solo la Regione può farlo”. E annuncia: “L’1 dicembre alle 10 terremo una manifestazione aperta a tutti a Pian d’organo e Pian dei Cipressi, per dire ancora una volta no all’impianto”. Riassume poi la storia della vicenda. Il 17 giugno nell’area web della Regione Lazio, Via, viene inserito nel registro il progetto dell’A2A Ambiente spa. Il 31 luglio, in relazione alla richiesta della società, viene inoltrata al comune di Tarquinia la richiesta dell’invio delle osservazioni entro 20 giorni. Il 9 agosto il consiglio comunale della città etrusca si dice contrario. Il 16 agosto l’amministrazione trasmette le osservazioni. Il 16 ottobre, la Regione decide comunque di avviare la procedura di Via. Ci sono 60 giorni di tempo per presentare le osservazioni.

“Non dobbiamo mollare”, le fa eco il sindaco di Tarquinia Giulivi, che aggiunge: “Abbiamo creato il Coordinamento salute e ambiente di Tarquinia, cui ha aderito il dott. Ghirga, per favorire la comunicazione e lo scambio d’informazioni tra comitati, associazioni e cittadini”. Netta la contrarietà all’inceneritore. “Come al solito siamo sotto attacco – dichiara il primo cittadino -. Il nostro territorio è interessato da troppi progetti industriali, che non hanno motivo di esistere e non hanno nulla a che vedere con le nostre vocazioni naturali: agricoltura e turismo. Ogni qualvolta viene presentato un progetto industriale di grande impatto ambientale e sanitario non avremo scelta se non quella del no a questi impianti. Dobbiamo difendere Tarquinia anche contro la Regione Lazio, che pubblica un elenco di progetti per impianti che vanno in senso contrario alla raccolta differenziata e al riciclo”.

Al dott. Ghirga il compito di spiegare i danni alla salute: “La Commissione europea ha fatto un punto fermo nel 2000. Chi inquina deve pagare tanto. L’ultima implementazione della stessa Commissione europea sull’ambiente del 2019 non parla d’incenerimento dei rifiuti come forma di smaltimento ma parla di ridurre le discariche e d’incrementare la raccolta differenziata. Le polvere fini emesse dagli inceneritori rimangono per giorni o settimane in aria e viaggiano per migliaia chilometri”. Elenca dati epidemiologici e sottolinea i costi enormi per la sanità nel curare le malattie causate dall’inquinamento. Pone il problema delle deposizioni umide. “Quando piove fino al 90% delle polveri si deposita nei terreni vicino dove sono immesse. Anche la semplice umidità della notte comporta depositi del 20 o 30%”. Evidenzia, infine: “L’inquinamento dell’aria è un grave fattore di rischio per la salute”.

L’ingegner Cester spiega le criticità del progetto proposto da A2A Ambiente spa: “Impianto obsoleto e inquinante, che non risolve per altro il problema dei rifiuti di Roma”. E aggiunge: “La società ha presentato il progetto in fotocopia in tutte le province. La tecnologia, per essere benevolo, è vecchia di 50 anni”. Rileva, inoltre, come questi impianti non servano al recupero energetico, perché l’energia elettrica prodotta ha un prezzo sostenibile solo grazie alle sovvenzioni. “Altro aspetto ignorato – conclude – è la produzione dei rifiuti dell’impianto. Il termovalorizzatore ne riduce il volume. Ma ci sono e non si è pensato dove metterli”.

Seguono numerosi interventi. Per l’attivista Virginia Borgi il territorio tra Tarquinia e Civitavecchia ha grandi potenzialità, per uno sviluppo sostenibile, ma le servitù ambientali rappresentano un gravissimo problema. Simona Ricotti, del Forum Ambientalista, alla quale viene regalato un mazzo di fiori, pone in evidenza come abbiano avvelenato il comprensorio. “Non accetto di vedere venduta la nostra salute. Abbiamo bisogno di creare occupazione “pulita””.

Il sindaco di Civitavecchia Testa definisce il progetto “un’idea scellerata. Con Tarquinia abbiamo preso un impegno, con un consiglio comunale congiunto. Stiamo cercando di costruire una rete territoriale con i sindaci degli altri comuni. La mia città aderirà al Coordinamento salute e ambiente di Tarquinia”. Il vice sindaco di Allumiere Brogi critica la Regione per l’inserimento, avvenuto solo il 18 ottobre, nell’elenco degli indirizzi per l’oggetto della Via . “Un coinvolgimento tardivo. Vedremo quale strada intraprendere per tutelarci. Ma Allumiere è pronta ad affrontare questa battaglia”.

A concludere la consigliera regionale Blasi. “La Regione non ha bisogno di nuovi inceneritori. Farò battaglia. Da parte dei sei consiglieri regionali di zona è stato espresso un secco no. Nell’incontro dello scorso lunedì con Valeriani, l’assessore ha detto che la Regione dirà no in conferenza dei servizi. In consiglio regionale abbiamo predisposto un primo atto perché tutte le forze politiche dicano no. L’ordine del giorno, firmato da 32 consiglieri, sarà discusso la settimana prossima. Occorre, poi, una moratoria per sospendere le autorizzazioni in essere di questo tipo di impianti, fino a quando non sarà approvato in assemblea il nuovo piano regionale dei rifiuti”.

Piano che dovrebbe essere portato in consiglio a breve. Il documento non prevede nuovi inceneritori e ha, invece, tra i caposaldi il potenziamento della raccolta differenziata.

Daniele Aiello Belardinelli


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23 novembre, 2019

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