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Viterbo - Stefano Ubertini alla presentazione della mostra sui 40 anni Unitus dal 18 nella sala delle Bandiere

Prima uscita ufficiale per il rettore in comune

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Viterbo - Comune - Presentazione mostra 40 anni Unitus

Viterbo – Comune – Presentazione mostra 40 anni Unitus

Stefano Ubertini

Stefano Ubertini

Stefano Ubertini e Giovanni Fiorentino

Stefano Ubertini e Giovanni Fiorentino

Gilda Nicolai e Antonella Sberna

Gilda Nicolai e Antonella Sberna

Giovanni Arena e Stefano Ubertini

Giovanni Arena e Stefano Ubertini

Viterbo – (g.f.) – 40 anni di Unitus, primo impegno ufficiale per il Stefano Ubertini. È in comune, che il rettore Unitus apre la sua serie d’impegni dopo il recente passaggio di consegne con Ruggieri, per presentare la mostra dedicata ai primi quarant’anni dell’ateneo.

Sarà inaugurata lunedì nella sala delle Bandiere. “È il mio primo impegno”, spiega Ubertini. Per rafforzare un rapporto ormai datato, tra città e università.

“Saluto con entusiasmo il nuovo rettore – osserva Arena – e con piacere ospiteremo la mostra che ancora si trova ancora a Santa Maria in Gradi. Si rafforza un binomio tra ateneo e città. Tra l’altro, ho scoperto d’essere presente in diverse immagini, segno di una vicinanza che c’è sempre stata con l’Unitus e che oggi voglio rafforzare ancora di più.

Tra l’altro, mio padre è stato uno dei primi professori volontari all’università, insegnando matematica e fisica”.

La mostra ripercorre quattro decenni. “Quarant’anni – fa notare Ubertini – come la carriera di un docente”. Racconta l’ateneo, ma anche la città. “Un luogo – continua il rettore – a misura di studenti. Chi arriva da fuori regione o studenti stranieri, quando immaginano una città dove poter studiare, la immaginano con tutte le caratteristiche che Viterbo ha. Alta qualità e costi contenuti. Per i miei figli, dovessi scegliere tra Viterbo e Milano, preferirei Viterbo”.

Un lungo periodo di trasformazioni, quello che ha attraversato l’Unitus. “Documentate dalla mostra – spiega Giovanni Fiorentino, direttore Dicosum – non solo per l’ateneo ma anche della città. Basti pensare a Santa Maria in Gradi com’era quindi anni fa.

La mostra è il frutto non solo del lavoro degli studenti, ma è un’operazione che ha tirato fuori dal cassetto materiale straordinario che ci racconta dei cambiamenti avvenuti”.

Il processo d’integrazione fra Unitus e comune è in evoluzione. “Ricordo il progetto di ripopolazione del centro storico – osserva l’assessora ai Servizi sociali Antonella Sberna – che stiamo portando avanti con associazioni di studenti e di categoria, per integrare pienamente le due realtà”.

Le immagini arrivano dall’archivio che l’università ha prodotto nei 40 anni. “E dopo questo periodo – ricorda Gilda Nicolai, docente archivista generale Dicosum – diventa archivio storico e quindi può essere reso fruibile.

In parte le foto sono su cartaceo e parte digitale. Quest’ultimo è di più difficile conservazione. Magari si trovano sul computer di una persona che una volta andata in pensione è dismesso.

L’intervento di organizzazione del materiale è un impegno che stiamo portiamo avanti”.

La mostra alla sala delle Bandiere sarà inaugurata lunedì 18 novembre alle 12.


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13 novembre, 2019

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