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Montalto di Castro - Per arrivare alla sentenza di primo grado ci sono voluti sei anni, una richiesta di archiviazione, un doppio incidente probatorio e una perizia psicologica - L'avvocato della minore: "La vittima ha rischiato di non essere creduta"

Violentano una dodicenne, condannati a due e quattro anni di reclusione

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L'avvocato Matteo Moriggi

L’avvocato Matteo Moriggi

Montalto di Castro – (sil.co.) – Violentano una dodicenne di Montalto di Castro, condannati a due e quattro anni di reclusione. Per la precisione, il tribunale di Civitavecchia li ha condannati, rispettivamente, a un anno e undici mesi e a tre anni e undici mesi di reclusione in primo grado. 

Sono i due operai romeni che nel 2013 avrebbero abusato della figlia di un imprenditore loro connazionale, approfittando della fiducia dei genitori, dei quali erano amici di famiglia. La vittima, per cinque anni, ha rischiato di non essere creduta. Quando è cominciato il processo aveva 17 anni, adesso è maggiorenne. 

“Finalmente è stata fatta giustizia, dal momento che per anni è stato messo in dubbio il racconto della vittima. Ci sono voluti cinque anni per arrivare al processo per violenza sessuale aggravata su minore a carico dei due indagati”, sottolinea l’avvocato di parte civile Matteo Moriggi, che si è battuto contro al richiesta di archiviazione, assistendo nel corso di un doppio incidente probatorio la minore, sottoposta anche a perizia psicologica.

“La vittima ha veramente rischiato di non essere creduta, se la Dda di Roma non avesse accolto l’opposizione della famiglia alla richiesta di archiviazione della procura di Civitavecchia. I genitori hanno sempre creduto alla figlia e fatto tutto quanto era nelle loro possibilità perché avesse ragione di quello che aveva subito. Alla fine è stata la stessa procura che a suo tempo aveva chiesto l’archiviazione a chiedere la condanna dei due imputati. E il tribunale ha anche riconosciuto una provvisionale in vista del risarcimento danni da quantificare in sede civile”, spiega il legale. 

Il padre e la madre, durante il processo, hanno raccontato al collegio del tribunale di Civitavecchia di quando sei anni fa la piccola si sarebbe confidata per la prima volta con un’amica, raccontando di essere vittima di attenzioni a sfondo sessuale da parte dei due imputati, con i quali sarebbe venuta in contatto in quanto avrebbero lavorato occasionalmente per il padre e preso parte a occasioni di famiglia.


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7 novembre, 2019

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