--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Italian Film Festival Berlin - Il regista Leonardo D’Agostini racconta la sua opera prima “Il campione”

“Volevo fare un film d’intrattenimento ma con un messaggio profondo”

di Valeria Conticiani

Bassano-Presepe-19-560x60

Condividi la notizia:

Leonardo D'Agostini regista del film Il campione

Leonardo D’Agostini regista del film Il campione

Leonardo D'Agostini con Enrico Magrelli

Leonardo D’Agostini con Enrico Magrelli

Leonardo D'Agostini con Mauro Morucci

Leonardo D’Agostini con Mauro Morucci

Italian Film Festival Berlin 2019

Italian Film Festival Berlin 2019

Berlino – “Volevo fare un film d’intrattenimento ma con un messaggio profondo”. Il regista romano Leonardo D’Agostini presentata a Berlino la sua opera prima. Suscitando risate e  commozione.

La seconda serata dell’Italian Film Festival Berlin ha riscosso rinnovato successo, sulla buona scia della prima che ha registrato il sold-out nelle sale del Kulturbrauerei. Il film in proiezione, “Il campione” del giovane regista romano D’Agostini, ha emozionato la platea della sala più grande, alternando momenti di leggerezza e risate, a momenti di profondità che hanno fatto riflettere e toccato il pubblico. 

Ad introdurre il film, come di consueto, l’esperto cinematografico Enrico Magrelli che, prima della proiezione, con una telefonata in diretta all’ex calciatore Marco Tardelli – che per un imprevisto dell’ultimo momento non è più potuto arrivare a Berlino – ha domandato: “Il Campione racconta di un giovane pieno di talento ma che nella vita privata è un po’ disordinato, dunque va affiancato. È stato così anche per lei?”. E Tardelli molto sinteticamente ha replicato: “No. Ai miei tempi i nostri tutor erano i nostri genitori. E i miei neanche amavano il calcio”.

Il regista, intervistato, ha raccontato un po’ se stesso e le origini dell’idea del film.

Come è nata l’idea di questo film?
“Questo film nasce nel 2014 – racconta D’Agostini -. Ma l’idea iniziale è iniziata a maturare già dal 2013, insieme alla scrittrice Antonella Lattanzi, che ha dato un contributo fondamentale allo sviluppo e alla nascita di questo progetto – spiega il regista D’Agostini -. Quando Mario Balotelli era al Milan di Berlusconi. E, a causa della sua condotta un po’ turbolenta e indisciplinata diciamo, Berlusconi ha voluto che si istituisse un tutor per lui.  Che lo seguisse. E in realtà questa persona era un ex poliziotto che gli ha fatto da vero e proprio body-gard. Da qui, con la Lattanzi, abbiamo provato ad immaginarci cosa potevano dirsi questi due soggetti così antitetici e apparentemente lontani. Fino a disegnare questa storia di un legame che, partendo da due mondi distanti e distinti, è arrivato poi a diventare persino amicale”.

Da quanto tempo fa questo lavoro?
“In realtà sono quasi vent’anni che faccio questo mestiere – racconta il regista -. Ho lavorato e scritto molto, anche per la società di Produzione di Valsecchi, la TaoDue. Ma ora era arrivato il momento per tirare fuori un lavoro, un’idea tutta mia, da dirigere così come la avevo nella testa”.

Dunque è stato un progetto nato da subito chiaro nella sua mente o ha avuto dei risvolti a sorpresa durante lo svolgersi dei lavori?
“Beh diciamo che questo è un mestiere dove l’elasticità è fondamentale. Ma io sono anche uno un po’ maniaco del controllo – replica D’Agostini -. Pertanto la visione d’insieme dell’obiettivo è stata fin da subito chiara e c’è stato poco da discutere o da scoprire strada facendo insomma. Siamo andati abbastanza dritti al pensiero originario”.

E la scelta dell’attore Stefano Accorsi come è nata?
“Accorsi è un attore che mi ha un po’ suggerito Matteo Rovere con “Veloce come il vento”. Ed è un professionista bravissimo oltre che una persona generosissima e umile – racconta entusiasta D’Agostini -. Che ci ha dato un grande contributo, spendendosi moltissimo anche per la promozione del film. Cosa per la quale non gli sarò mai grato abbastanza. Ha dato davvero l’anima”.

E invece del protagonista Carpenzano che ci dice, come lo ha scoperto?
“Andrea ha ventitre anni. E capacità attoriali innate. È magnetico, ha un talento naturale. Eccezionale. Inizialmente volevo un ragazzo romano, di colore e ho fatto tante ricerche per questo – spiega Leonardo D’Agostini. Ma nessun risultato mi ha convinto. Finchè non ho scoperto Carpenzano. Che è diventato un attore da pochi anni e per caso ma che ha già lavorato anche in “Tutto quello che vuoi” per Francesco Bruni e poi anche per il film “La terra dell’abbastanza”, che lo ha portato anche qui a Berlino”.

Qual è secondo lei un particolare valore di questo suo lavoro?
“Volevo fare un film che avrei voluto vedere anche io. Come spettatore intendo. Una commedia dove ci fosse intrattenimento ma anche anima. Intrattenimento ma con dentro la profondità di un messaggio. In questo è stata fondamentale Antonella Lattanzi – risponde D’Agostini – una spalla importantissima per lo spessore della narratività”.

Cosa le trasmette Berlino, cosa sente trovandosi qui?
“Vivo a Roma e non posso che notare, ahimè, che Berlino, come tantissime altre città del mondo che mi trovo a girare per lavoro, siano più stimolanti. Hanno tutte un maggiore rispetto per la cultura. A partire dall’impegno che mette per primo lo Stato nel supportarla. All’appoggio istituzionale oltre che alla disponibilità di appositi luoghi dove tutto viene celebrato e può esprimersi con piacere. Posti dove la sera ti viene voglia di uscire e andare a bere una cosa e vedere un film. Dove viene dato degno spazio alla cultura, promuovendola e agevolandola. Da noi si sente che è come se avessimo perso qualcosa purtroppo – spiega rammaricato il regista romano”.

Prossimi progetti?
“In verità c’è un progetto. Ma non posso e non voglio rivelarne molto. Posso solo dire che sarà un lavoro che prenderà forma da un libro. Un film di genere di cui per scaramanzia non ora non dico altro…”.

Valeria Conticiani


Condividi la notizia:
15 novembre, 2019

    • Altri articoli

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR