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Tribunale - Imputato un neopatentato accusato di guida sotto l'effetto di stupefacenti - D'accordo accusa e difesa: "Il test sulle urine non vale"

Abbatte lampione della luce al cimitero e risulta positivo ai cannabinoidi, assolto

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Viterbo - Incidente tra auto vicino al cimitero

Viterbo – Incidente tra auto vicino al cimitero

Viterbo – (sil.co.) – Assolto un neopatentato accusato di avere fatto un incidente sotto l’effetto di una canna. Per i cannabinoidi, il test sulle urine non vale. All’uscita del raccordino sulla Cassia Nord, davanti al cimitero di San Lazzaro, finì contro un lampione con una violenza tale da far precipitare a terra perfino la lampada. Ma quel giorno pioveva a dirotto, come ha fatto notare la difesa. 

Impossibile dire che il conducente fosse in stato di alterazione psicofisica anche se il test sulle urine effettuato a Belcolle è risultato positivo ai cannabinoidi.

E’ stato assolto dopo quasi quattro anni dall’accusa di guida sotto gli effetti di stupefacenti il 18enne che la mattina del 29 febbraio 2016 era alla guida della Chevrolet verde finita contro il palo di un lampione dopo avere perso il controllo in uscita dal raccordino di fronte al cimitero di San Lazzaro. Un impatto così violento da far precipitare sull’asfalto perfino la lampada del lampione. 

Il giovane, rimasto leggermente ferito, fu portato a Belcolle in ambulanza dal 118 per le cure del caso. E in ospedale fu sottoposto anche gli accertamenti sull’assunzione di droghe o alcol. Sul posto per i rilievi e per la viabilità intervennero invece gli agenti della polizia municipale. 

Il difensore Claudia Polacchi, sottolineando come quella mattina stesse piovendo a dirotto, ha ribadito – come aveva fatto poco prima la stessa accusa chiedendo l’assoluzione – l’ormai accertata inattendibilità del solo test sulle urine, che non consente di risalire al tempo esatto del consumo di cannabinoidi, il quale potrebbe essere anche di molto antecedente al momento delle analisi. 

Un sospiro di sollievo per il giovanissimo conducente, assolto con formula piena, anche se dopo quasi quattro anni, dal giudice Giacomo Autizi, secondo il quale “il fatto non sussiste”. 


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1 dicembre, 2019

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