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Andrea Landolfi dal carcere: “Non ho ucciso Sestina, sono un uomo generoso e non sono un assassino”

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Andrea Landolfi [3]

Andrea Landolfi

Andrea Landolfi e Maria Sestina Arcuri [4]

Andrea Landolfi e Maria Sestina Arcuri

L'avvocato Giacomo Marini [5]

L’avvocato Giacomo Marini

Giallo di Ronciglione - Le prime immagini della scala da cui Maria Sestina Arcuri è precipitata - Roberta la mamma di Andrea Landolfi Cudia con l’avvocato Giacomo Marini [6]

Giallo di Ronciglione – Le prime immagini della scala da cui Maria Sestina Arcuri è precipitata – Roberta la mamma di Andrea Landolfi Cudia con l’avvocato Giacomo Marini

Giallo di Ronciglione - Le prime immagini della scala da cui Maria Sestina Arcuri è precipitata [7]

La scala da cui Maria Sestina Arcuri è precipitata

Roma -“Non ho ucciso Sestina, sono innocente, non sono un assassino”. A dirlo dal carcere di Regina Coeli, dove ieri è tornato a trovarlo il difensore Giacomo Marini, è Andrea Landolfi Cudia, il trentenne romano arrestato lo scorso 25 settembre per la morte della fidanzata Sestina Arcuri, sotto processo per omicidio volontario davanti alla corte d’assise del tribunale di Viterbo. 

“Sono innocente” dice Landolfi Cudia dal carcere, rispondendo tramite il suo avvocato alle domande di Tusciaweb.

“Sono innocente e mi dispiace”, dice alla mamma di Sestina. “Sono innocente e ho provato un dolore enorme per non avergli potuto fare le condoglianze”, dice ai familiari, che ha rivisto lunedì in tribunale, alla prima udienza del processo, dopo averli conosciuti lo scorso Natale, quando con Sestina hanno ufficializzato il fidanzamento e trascorso le festività a Nocara, in provincia di Cosenza. Il primo weekend di febbraio lei è morta. 

Andrea, lei nega di essere un assassino. Che effetto le ha fatto ritrovarsi davanti i familiari di Sestina in tribunale? Loro la pensano diversamente. Se potesse parlare con loro, cosa gli direbbe?
“Dico loro che sono innocente e che ho provato un dolore enorme per non avergli potuto fare le condoglianze”.

Per l’accusa al momento della caduta stavate litigando, secondo sua nonna vi stavate baciando. Lei ha detto che è stata Sestina a spingerla. Ha ricordi diversi di quella sera ora che sono passati dieci mesi?
“Ricordo tutto. Ricordo la sua gelosia. Quella sera Sestina si era arrabbiata perché ero andato dalla cameriera per chiedere altri due bicchieri di vino rosso. Si è arrabbiata. Fino a quando abbiamo fatto pace, sulle scale di casa. Sestina mi ha dato una spinta senza volerlo ed è successo tutto. Era una cosa scherzosa a seguito di una battuta”

Una sua ex l’ha denunciato per averla picchiata, presa a morsi…
“Sono stato assolto dalla denuncia della ex”.

Lei è un uomo violento?
“Non sono un uomo violento. Quando ho aperto il mio negozio di frutta, la mia ex lavorava con me”.

Ha mai picchiato Sestina quando ci litigava?
“Non ho mai picchiato Sestina”.

Cosa pensa di un uomo che picchia una donna?
“Penso che non debba farlo. Picchiare una donna è da vili. L’uomo che picchia una donna è un vigliacco”.

Lei e Sestina eravate una coppia litigiosa, eravate gelosi l’uno dell’altro?
“Lei era gelosa, ma non eravamo litigiosi. Capitava qualche volta di discutere, ma raramente. Erano liti passeggere, di quelle tra innamorati. Facevamo subito pace”.

Chi è l’avventore del pub cui avrebbe detto di salutare Sestina che tanto non l’avrebbe vista più? Sembra che ci sia stato uno scambio di messaggi Whatsapp con la sua fidanzata quella domenica…
“Si tratta di un ragazzo che soffre di un ritardo mentale”.

Lei era innamorato di Sestina?
“Sì, molto innamorato. Volevamo un figlio e prendere una casa. Lei amava mio figlio come se fosse il suo”.

Come vi siete conosciuti? 
“E’ stato un colpo di fulmine. Mi ha subito confidato tutto. Anche che era incinta”.

Siete andati subito a convivere, a Natale siete scesi insieme a Nocara, trascorrevate i weekend a casa di sua nonna Mirella a Ronciglione. Non le sembra che abbiate corso troppo?
“No, ci amavamo alla follia. Per me è ancora viva”.

Che progetti avevate? È vero che volevate aprire un pub? E perchè Sestina avrebbe deciso di lasciare il suo lavoro da parrucchiera al salone? Non era salita a Roma apposta? Non era quello il suo sogno?
“Il gestore non la trattava bene, il resto lo dirò in tribunale. Lei voleva andarsene. Prendeva l’indennità di licenziamento”.

Come era la vostra convivenza quotidiana, cosa facevate insieme, che abitudini avevate?
“Facevamo quello che fanno due persone che stanno insieme e che sono innamorate. Facevamo delle passeggiate, cenavamo a lume di candela, chiacchieravamo. Sestina mi accompagnava al lavoro e con mio figlio a scuola. Cose normali, una vita normale”.

Il giorno successivo, lunedì 4 febbraio, sareste dovuti rientrare a Roma. Cosa avevate in programma di fare quella settimana?
“Il giorno dopo, lunedì 4 febbraio, io dovevo andare in clinica per curarmi, per disintossicarmi dai problemi che avevo con l’alcol”.

Come si sta in carcere?
“Male. Ho tentato tre volte il suicidio. Non so stare senza di lei e senza mio figlio”.

Vuole dire qualcosa alla mamma di Sestina?
“Le dico che sono innocente. Che sono innocente e che mi dispiace”.

Chi è Andrea Landolfi?
“Ho sempre aiutato tutti, sono altruista e generoso. Non sono un assassino”.

Silvana Cortignani


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