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Viterbo - I dati sono della Uil - Tra settembre e ottobre la crescita è stata del 702%

Cassa integrazione, boom di ore nella Tuscia… in un solo mese

di Daniele Camilli
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Viterbo - Il segretario Giancarlo Turchetti

Viterbo – Il segretario Giancarlo Turchetti

Un cantiere

Un cantiere

Viterbo - Ivana Veronese della Uil

Viterbo – Ivana Veronese della Uil

Viterbo – Cassa integrazione, boom di ore autorizzate in provincia di Viterbo. In un solo mese. Da settembre a ottobre di quest’anno c’è stato un aumento del 702%, passando da 5480 ore a 43.999. I dati sono dell’Inail, rielaborati e resi noti dal servizio politiche attive e passive del lavoro del sindacato Uil.

“Gli aumenti più consistenti – ha detto il segretario regionale della Uil Viterbo, Giancarlo Turchetti – si sono avuti per quanto riguarda la cassa ordinaria, passata da 5480 ore a 21.707, e la cassa straordinaria. In tal caso siamo passati dalle 0 ore del mese di settembre alle 22.292 di ottobre. Al palo invece la cassa in deroga, rimasta a 0 ore sia a settembre, sia a ottobre”.

La cassa integrazione è uno dei principali ammortizzatori sociali e consiste nel versamento da parte dell’Inps di una somma di denaro in favore dei lavoratori il cui datore ha diminuito la retribuzione per effetto di una riduzione o della sospensione dell’attività lavorativa. Si distingue, a seconda dei presupposti e dei soggetti che ne beneficiano, tra cassa integrazione guadagni ordinaria, straordinaria e in deroga. “In sintesi – spiega Turchetti – è un ammortizzatore sociale che permette all’azienda di riprendere fiato e al lavoratore di non morire di fame. In vista della riassunzione. Anche se poi, alla fine, la cassa integrazione si conclude spesso, soprattutto durante questo lunghissimo periodo di crisi, con il licenziamento”.

L’aumento delle ore di cassa integrazione si è verificato anche durante tutto il corso dell’anno. Infatti, se si fa il confronto tra il periodo gennaio-ottobre 2018 e il corrispettivo del 2019, la crescita è pari al 28,2%. Da 412.720 ore a 529.239.

Per quanto attiene invece il dato nazionale, “a distanza di due mesi dalla fine dell’anno – sottolinea la segretaria confederale Uil Ivana Veronese – la cassa integrazione continua a salire portando a un totale di 212,5 milioni di ore il numero delle ore autorizzate nei primi dieci mesi. Un aumento, dunque, del 18,3% rispetto allo scorso anno. I dati, purtroppo, mostrano una crescita molto forte della cassa integrazione straordinaria, +34,8% rispetto ai primi dieci mesi del 2018, che assorbe il 60,6% del totale e ciò deriva da una situazione di perdurante sofferenza di una parte del nostro tessuto produttivo. L’aumento delle ore di cassa integrazione ordinaria (+2,5%) però, testimonia che negli scorsi mesi anche nuove aziende sono entrate in difficoltà”.

Se, in valore assoluto, è nel nord che si ha la più alta concentrazione di ore autorizzate (98,4 milioni), è nel mezzogiorno che si ha l’incremento maggiore rispetto allo stesso periodo del 2018 (+44,6%). In 14 regioni e nella provincia autonoma di Bolzano si registra un aumento di ore autorizzate, con il picco più alto in Molise (+180,9%). Sono, inoltre, 47 le province interessate da aumenti di cassa integrazione. 

“Poiché la situazione di crisi che stanno vivendo molte aziende – conclude Veronese – soprattutto nel settore industriale, dove i dati mostrano un aumento della cassa integrazione del 30,7%, è anche figlia di una perdurante assenza di politiche di sviluppo e di competitività, la prima e principale azione da intraprendere è quella di rilanciare il Paese con una politica industriale che guardi al lungo periodo. E’ necessario, inoltre, lavorare con la massima celerità, al fine di dare una soluzione in positivo alle molteplici vertenze aperte, nonché apportare correttivi che migliorino gli interventi a sostegno del reddito delle lavoratrici e dei lavoratori che hanno bisogno di sicurezza e di risposte nell’immediato”.

Daniele Camilli


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17 dicembre, 2019

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