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Viterbo - Con i soldi delle polizze false l'ex broker Pasquale Piro ha acquistato Porsche, Bmw e quattro case vacanze - Gli inquirenti: "L'arrestato è scaltro e privo di scrupoli" - Il gip: "Truffa da 300mila euro", ma potrebbe sfiorare il milione

Comprava auto e case di lusso con i risparmi di una vita dei clienti

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Pasquale Piro

Pasquale Piro

Pasquale Piro

Pasquale Piro

Viterbo – (r.s.) – Con i soldi che i clienti avevano risparmiato per anni, avrebbe dovuto stipulare delle polizze assicurative. Ma Pasquale Piro, ex agente della Generali, se li sarebbe intascati per comprare Porsche e Bmw e immobili di lusso. Quattro case vacanze tra la Puglia e il Grossetano. Secondo la Guardia di finanza di Viterbo, avrebbe fatto “credere alle vittime di versare gli assegni a favore della compagnia assicuratrice quando in realtà gli accrediti li effettuava sui propri conti correnti dai quali traeva fondi per condurre un tenore di vita al di sopra delle sue capacità economiche”.

“Faceva una vita da nababbo con i nostri soldi”, riassumono oggi le vittime. Tra queste, molti anziani che hanno perso i risparmi di una vita che avrebbero voluto mettere da parte per avere poi una rendita.

Da sabato Pasquale Piro è ai domiciliari a Gavorrano, il piccolo comune in provincia di Grosseto dove vive. I finanzieri della Toscana, per conto dei colleghi della Tuscia, gli hanno notificato l’ordinanza d’arresto firmata dal gip di Viterbo per truffa aggravata. Aggravata perché, secondo gli investigatori, con “artifici e raggiri il subagente concludeva le polizze o percepiva i pagamenti negli ambienti dell’agenzia, così che le persone offese ritenevano di concludere i contratti direttamente con la compagnia che invece era all’oscuro delle truffe che si stavano perpetrando”. Ovvero: Piro, non avendo agito in proprio ma presso la filiale del Riello della Generali, avrebbe carpito la buona fede dei clienti facendosi forza proprio sul nome dell’assicurazione per la quale lavorava. Un nome noto e affermato, che ovviamente ha ispirato estrema fiducia nelle vittime.

Ma la truffa è aggravata anche perché l’indagato si sarebbe “impossessato indebitamente, in più occasioni e con diverse modalità, di centinaia di migliaia di euro”. Nell’ordinanza d’arresto si parla di circa 300mila euro, ma gli accertamenti delle fiamme gialle sono ancora in corso e non è escluso che la cifra possa sfiorare il milione di euro. Alcune operazioni infatti potrebbero essere state fatte in contanti, quindi non registrate e non immediatamente verificabili.

Le indagini, coordinate dalla pm Eliana Dolce, sono scattate tra aprile e maggio 2019. Contemporaneamente Generali ha allontano Piro, che da quel momento risulta essere disoccupato. Ma gli approfondimenti dei finanzieri stanno procedendo pure in questo senso. In questi circa sei mesi, gli investigatori hanno eseguito perquisizioni e sequestrato documenti e i cellulari e i computer dell’ex agente, che poi sono stati passati al setaccio insieme ai suoi conti bancari. In oltre, sono state ascoltate le vittime. Circa una ventina tra Viterbo e provincia, ma potrebbero esserci persone truffate anche fuori dai confini della Tuscia. L’esito dell’attività? “È stato scoperchiato – spiegano i militari – un sistema ben consolidato messo in atto dall’agente che, privo di scrupoli, carpiva la buona fede degli assicurati e si impossessava illecitamente delle somme che gli venivano corrisposte inducendoli in errore circa l’effettiva stipula di polizze in realtà mai attivate”.

Le vittime, alcune delle quali raggirate dal 2016, Piro le avrebbe scelte soprattuto tra chi era suo cliente fisso da tempo e che magari in passato aveva già concluso dei contratti di assicurazione legali e andati a buon fine. “Con scaltrezza e abilità – sottolineano le fiamme gialle -, creava con la clientela vincoli di amicizia e rapporti professionali di apparente regolarità per la conclusione delle polizze e al fine di ottenere versamenti dagli ignari assicurati”. Applicando anche sconti su pratiche e rendendosi disponibile ad andare a casa delle vittime per evitargli l’incomodo di recarsi in agenzia, sarebbe riuscito a instaurare rapporti di fiducia. Al tal punto che qualche vittima si sarebbe fatta convincere a pagarlo con assegni in bianco. Ma invece di “versarli a favore della compagnia assicuratrice, effettuava gli accrediti sui propri conti correnti”. I clienti, infine, “venivano tratti in inganno anche con la consegna di documenti abilmente artefatti con mezzi informatici”.

Nelle prossime ore Piro comparirà davanti al gip per l’interrogatori di garanzia, che si terrà presso il tribunale di Grosseto.


Articoli: Le vittime: “Faceva una vita da nababbo coi nostri soldi…” – Polizze false, una truffa da centinaia di migliaia di euro che potrebbe rivelarsi milionaria – Intascava centinaia di migliaia di euro per polizze false, arrestato agente assicurativo


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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11 dicembre, 2019

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