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Senato - Matteo Salvini replica alle dichiarazioni del premier: "O lui o Gualtieri non la raccontano giusta, sabato e domenica in piazza contro il Mes"

“Conte si vergogni, qualcuno al governo mente”

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Matteo Salvini in Senato

Matteo Salvini in Senato

Roma – “Si vergogni”. Matteo Salvini replica con durezza all’informativa del premier Giuseppe Conte sui negoziati per il fondo salva-stati. “Sui banchi del governo c’è qualcuno che mente – dichiara il leader della Lega -. L’Eurogruppo ha detto che il Mes è approvato, il ministro Gualtieri ha detto che non è emendabile. E allora decidete voi se il presidente Conte sta mentendo, o sta mentendo il ministro Gualtieri”.

“Fossi in lei mi preoccuperei – continua Salvini, sempre rivolto a Conte -. Mancano 60 parlamentari della maggioranza: ecco la fiducia che hanno in lei. Ditemi se è normale”.

L’invettiva contro la maggioranza e il premier prosegue con vigore: “Un giorno l’Italia vi chiederà conto e non vorrei essere nei vostri panni – dice Salvini – In Umbria hanno già dato un giudizio su di lei, presto lo daranno anche in Emilia-Romagna, in Calabria eccetera. E presto lo daranno anche 60 milioni di italiani. Il nostro è un grande Paese, è sopravvissuto a tante cose e sopravviverà anche a lei, presidente Conte. Si vergogni”.

Sul Mes, il segretario del Carroccio ricorda che “il governatore di Bankitalia dice che questo trattato comporta rischi enormi e il presidente dell’Abi ha detto che le banche non compreranno più titoli italiani. Dei 200 miliardi prestati ai greci, ai cittadini greci è rimasto il 5% di quei soldi. Il resto è andato alle banche tedesche e francesi”.

“Sabato e domenica saremo in mille piazze italiane, raccoglieremo le firme necessarie per fermare il trattato e impedirvi di barattare il futuro dei nostri figli con le vostre poltrone” annuncia Salvini.

Dopo l’intervento del leader della Lega, il clima si accende e la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati sospende la seduta. Alla ripresa dei lavori, la maggior parte dei senatori del Carroccio abbandona l’aula.

 

 


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2 dicembre, 2019

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