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“Ho fatto degli sbagli, ma non voglio essere rovinato per gli altri”

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Mafia a Viterbo - I tredici arrestati [3]

Mafia a Viterbo – I tredici arrestati

Viterbo – (sil.co.) –  “Ho fatto degli sbagli, ma non voglio essere rovinato per gli altri”, avrebbe detto Sokol Dervishi, accettando di collaborare con i pm antimafia Fabrizio Tucci e Giovanni Musarò della Dda di Roma nell’ambito della maxinchiesta Erostrato.

“La benzina, mettila sempre sul vetro davanti”, gli avrebbe detto di fare Giuseppe Trovato la notte tra il 13 e 14 gennaio 2017, quando sono andati all’Ellera a dar fuoco alla macchina di Claudio Ubertini con una bottiglia da mezzo litro di carburante versato sul parabrezza.

Tre gli incendi ai danni di Ubertini, il consigliere comunale che, frequentando il bar di via Genova all’epoca di Luigi Forieri, presunto ritrovo dei boss Trovato e Ismail Rebeshi, sarebbe stato intercettato per sollecitare appalti edili col Comune.

“Vediamo” avrebbe risposto genericamente Ubertini, preso alla lettera dai criminali che con metodi mafiosi, il rogo delle vetture sua e dei figli, avrebbero cercato di intimidirlo, sentendosi presi in giro visto che prendeva tempo.

Oltre alla questione dei mancati appalti che Trovato e Rebeshi davano per promessi, Ubertini sarebbe stato, secondo la banda, anche il “mandante” di controlli ai compro oro di Trovato nonché, tramite il figlio, uno scomodo concorrente nel settore.

Sia Ubertini che i due figli sono tra le 19 vittime del sodalizio che si sono costituite parte civile nella prima udienza preliminare davanti al gup, che si è tenuta sabato 21 dicembre nell’aula di corte d’assise “Vittorio Occorsio” del tribunale di piazzale Clodio a Roma.

A rivelare i particolari l’ex braccio destro di Rebeshi, il “pentito” albanese 33enne detto Nicola, Codino o Nero, anche lui arrestato con gli altri dodici indagati nel blitz antimafia del 25 gennaio e diventato nel frattempo collaboratore di giustizia.

Sarà giudicato il 10 febbraio con lo sconto di un terzo della pena dell’abbreviato col barista Luigi Forieri e Martina Guadagno, commessa in uno dei compro oro del boss Giuseppe Trovato.


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