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Bilanci 2019 - Politica - Intervista a Chiara Frontini (Viterbo 2020)

“Questa è la maggioranza delle parentele, delle tasse e di chi vuole un posto in comune”

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Chiara Frontini

Chiara Frontini

Viterbo – “La maggioranza delle parentele, delle tasse e di chi vuole un posto in comune”. Non le manda a dire Chiara Frontini. La leader di Viterbo 2020 attacca l’operato dell’amministrazione e critica il sindaco Arena che per lei è “semplicemente inadeguato al ruolo”. E di dice “pronta per nuove sfide per rilanciare e rinnovare un progetto in continua progressione”.

Un bilancio dell’attività dell’amministrazione per il 2019.
“La maggioranza delle tasse – esordisce Frontini -, delle parentele, dei consiglieri comunali che partecipano ai concorsi per i posti in comune e dei cambi di casacca da un partito all’altro: questo è quanto si ricorda fino ad ora della giunta Arena in città. L’aumento delle bollette dell’acqua e della Tari hanno inciso non poco nelle tasche dei cittadini viterbesi, senza avere al contempo un miglioramento del servizio, anzi, con l’appalto ponte vinto di nuovo da Viterbo Ambiente”.

Cosa ne pensa del fatto che dopo mesi il sindaco non abbia ancora assegnato la delega all’ambiente?
“Che dia adito a sospetti e retropensieri, sicuramente infondati, ma più che leciti a questo punto. Ad esempio, perché la delega deve obbligatoriamente restare in capo a Forza Italia? Di certo terremo gli occhi ben aperti, si tratta di un servizio di massima importanza che già ha danneggiato troppo la nostra città”.

Finalmente è stato aggiudicato l’appalto dei rifiuti. La situazione è davvero in discesa come sostiene il sindaco?
“Ma quale appalto… si sono inventati il concetto di “appalto ponte”, aggiudicato a Viterbo Ambiente per un altro anno, dopo quasi un anno di proroga. Dell’appalto vero ancora non si sa nulla. Più che una discesa, la definirei una scarpata, anche piuttosto insidiosa”.

La città è più pulita?
“Grazie a tanti volontari si sta via via diffondendo una cultura di cura dell’ambiente. Noi per primi, con Pulita è Bella, ogni ultima domenica del mese ci occupiamo di un’area della città, ormai da anni. Ma anche singoli cittadini, o gruppi organizzati spesso di giovani si muovono in questo senso. Nel medio periodo, insieme ad un servizio sicuramente da migliorare, solo così si potrà ottenere una città davvero pulita: con coscienza ed educazione al rispetto”.

Come è stata gestita la cultura, visto che il Caffeina christmas village se ne è andato, è a rischio anche quello estivo e molte iniziative stanno morendo?
“L’assessorato alla cultura viene attualmente interpretato come un impresario di eventi, che prende pacchetti e li piazza in città. Il problema, che è stato vero per Caffeina e lo è per ogni lodevole iniziativa privata, è che non si può delegare la politica culturale ai privati.

Perché se poi, per i motivi più vari, l’evento si sposta, resta il vuoto. Gli operatori culturali privati, soprattutto se locali e se permettono di far crescere delle professionalità generando lavoro regolare, vanno incentivati e quindi ogni festival che se ne va è una sconfitta per la città.

Con buonsenso, gli operatori culturali sono un valore aggiunto nella cooperazione con l’assessorato, che però deve tracciare una linea. Quale impronta culturale sta lasciando questa Giunta? Nessuna, di tanto in tanto in occasione delle feste comandate riempie contenitori improduttivi, tutto qui”.

Il centro storico è rivitalizzato?
“Il piano di rilancio del centro storico abortito nel pantano della politichetta di basso livello: dopo un consiglio, richiesto dall’opposizione, si è preferito rinviare tutto in commissione per produrre un documento operativo che non è mai arrivato.

Ancora una volta, le logiche della politica hanno la meglio sul bene comune: perché al di là della presenza agli eventi, dei selfie e dei tagli di nastri, nessuno concreto programma di rilancio che affronti i temi della vita reale è stato messo in campo”.

Per salvare il palazzo Papale il comune, maggioranza e opposizione, non hanno fatto nulla.
“Ha ragione, se fossimo stati maggioranza avremmo di certo fatto la nostra parte. Il bilancio del Comune ha delle economie e trovare i fondi necessari non sarebbe stato un problema. Ovviamente a discapito di altri investimenti, ma il Palazzo Papale è l’identità della città e i viterbesi avrebbero senza dubbio capito”.

Quali sono le priorità da mettere subito in campo per la città?
“La prima sfida è creare posti di lavoro attraverso uno sviluppo turistico non mordi e fuggi, che punti su una medio-lunga permanenza. I dati sono ovvi: un turista mordi e fuggi spende in media 7 euro, chi si ferma per la notte 102. Far base a Viterbo per visitarla, muoversi verso gli ex Comuni e le altre bellezze della nostra provincia: questo è Viterbo Cuore della Tuscia, che si realizza facendo sinergia con gli altri comuni e riconquistando il ruolo di capoluogo traino della crescita locale.

Con questa amministrazione è cambiato qualcosa nella città?
“Si, in peggio. Perché se prima non c’era nulla, ora si è instaurato un clima di controllo del territorio che ci porta indietro anni. Come se ci preferissero sudditi, mentre noi siamo cittadini. Cultura della legalità, cittadinanza consapevole, coraggio e orgoglio sono i migliori antidoti, da somministrare in dosi massicce”.

Un voto al sindaco?
“È semplicemente inadeguato al ruolo”.

Al di là della maggioranza, l’opposizione non sembra aver concluso nulla. Solo “chiacchiere e distintivo”. Sembrerebbe.
“Su 12 consiglieri di opposizione, 5 erano candidati sindaco e forse appena un paio, come singoli, non hanno votato Arena al ballottaggio. È difficile fare opposizione con chi ha sostenuto l’attuale sindaco nel momento cruciale dove la città sceglieva se cambiare o restare al palo.

Abbiamo testato diversi approcci, adottando una linea dura quando è stato necessario, ma cooperativa nell’interesse della città quando la situazione lo richiedeva, come nel condannare gli atti di violenza che hanno scosso Viterbo, o nel tracciare una strada per il rilancio del centro. Tuttavia, le proposte avanzate in questi due anni sono rimaste lettera morta perché questa maggioranza non ha a cuore l’interesse generale, ma solo di consorterie particolari”.

Il palazzo papale si sta sfaldando, la vita culturale della città viene rasa al suolo, non c’è una sola iniziativa per rivitalizzare il centro storico e le periferie, nessuno tutela i monumenti ad iniziare dalle fontane tutte abbandonate. La città è sempre più sporca. Senza che l’opposizione faccia nulla. Non riesce a neppure ad imbastire una protesta degna di questo nome.
“Il nostro impegno è sulla proposta, sul consolidamento e la crescita di un’alternativa di governo. Che la maggioranza non funzioni è sotto gli occhi di tutti e il malcontento in città è diffuso. Nella nostra storia abbiamo dimostrato di saper scendere in piazza, ma i viterbesi vogliono sapere, oltre la protesta, qual è l’alternativa? Abbiamo toccato con mano come i movimenti di sola protesta, alla prova del governo, risultano peggio dei partiti. Ecco, questo non accadrà a Viterbo.

La città vive un momento terribile e un clima fatto di piccoli egoismi diffusi. Cosa intende fare?
“L’alternativa è non arrendersi alla cappa di consociativismo, paura ed omertà che sembrano aver attanagliato la città dall’inizio di questa consiliatura e stare sui contenuti, sui progetti, sulle proposte: economia, lavoro, sviluppo, marketing territoriale sono i grandi assenti di questo governo cittadino, perché per portare risultati impattanti ci vuole capacità, visione ed unità di intenti, una squadra che punti tutta verso lo stesso obiettivo, con una guida autorevole e capace di ricucire le tante fratture che dividono la nostra meravigliosa città.

Caratteristiche che evidentemente questa maggioranza non ha. “Io sono Chiara, loro sono il caos” non era uno slogan ma una facile previsione. Purtroppo, i collage di simboli messi insieme per vincere, peraltro di misura, evidenziano tutti i loro limiti nel governare. Un governo che è piuttosto un vivacchiare, distribuendo briciole qua e là.

Con il nostro dizionario civico abbiamo dato un colpo d’ala in tal senso, definendo quelli che a nostro avviso sono i paradigmi del civismo, con lo scopo di aggregare tutti coloro che si rivedono in un progetto concreto, post ideologico e che mette la comunità al centro. Un processo appena iniziato, che ci porterà a consolidare e rafforzare un’alternativa di governo che è già esistente”.

Che senso ha a questo punto il suo risultato elettorale e il suo movimento Viterbo 2020?
“Abbiamo segnato una tappa di un processo che non si ferma e che continua a crescere. Otto anni fa immaginammo la Viterbo del 2020, che ancora non si è realizzata: siamo partiti dal basso, artigiani, con una scarpa e una ciabatta, e come tutti i veri processi di cambiamento democratici, c’è bisogno di tempo per farli maturare.

Non solo: stiamo lavorando solo per costruire una squadra di governo, un gruppo dirigente nuovo che sia pronto quando arriverà il tempo di dimostrare il suo valore. La scorsa competizione elettorale ha certificato che la maggioranza della città e quasi la metà dei cittadini del Comune hanno voglia di credere e scommettere su una proposta positiva, energica, concreta, trasparente. E noi continuiamo a rappresentare questa speranza: ora che siamo arrivati al 2020, ci aspettano nuove sfide per rilanciare e rinnovare un progetto in continua progressione”.


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31 dicembre, 2019

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