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Omicidio Sacchi - Ilaria Magnanti, la criminologa viterbese della famiglia della giovane vittima, dopo la svolta nell'inchiesta

“Luca era un ragazzo pulito, le indagini lo hanno confermato”

di Raffaele Strocchia

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Luca Sacchi e Anastasiya Kylemnyk

Luca Sacchi e Anastasiya Kylemnyk

Ilaria Magnanti

Ilaria Magnanti

Luca Sacchi e Anastasiya Kylemnyk

Luca Sacchi e Anastasiya Kylemnyk

Roma – “Luca era un ragazzo pulito, le indagini lo hanno confermato”. Ilaria Magnanti, viterbese, è la criminologa della famiglia Sacchi. Famiglia che non ha mai avuto dubbi sulla totale estraneità del 24enne, ucciso con un colpo di pistola alla testa a fine ottobre a Roma, nella compravendita di droga che sarebbe dietro all’omicidio. E la conferma non sarebbe arrivata solo dall’ultima ordinanza nei confronti di cinque giovani, tutti tra i 21 e i 25 anni, tra cui la fidanzata di Luca e il suo amico Giovanni Princi, ma anche dalle parole del procuratore della Capitale Michele Prestipino: “Allo stato, non c’è nessun elemento per dire che Luca fosse coinvolto, partecipe o consapevole della compravendita di stupefacenti”.

Insomma, il personal trainer di 24 anni sarebbe stato all’oscuro di tutto: dalla trattativa per l’acquisto dei 15 chili di marijuana, all’incontro avvenuto la sera del 23 ottobre davanti al John Cabot Pub nel quartiere Appio-Tuscolano. Maledettamente, Luca sarebbe stato nel posto sbagliato, al momento sbagliato e con le persone sbagliate. “Era un ragazzo pulito – afferma la criminologa Ilaria Magnanti -, la famiglia lo ha sempre detto e le indagini lo hanno confermato. Indagini che comunque stanno ancora proseguendo e che noi seguiremo passo passo fino alla chiusura”.

Magnanti, che in passato si è occupata anche del caso di Rudy Guede, che nel carcere viterbese di Mammagialla sta scontando la condanna per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, per la famiglia Sacchi ricostruirà in particolare la vita di Luca: chi era e quale erano le sue abitudini e i suoi interessi. Per il momento, insieme ai legali Armida Decina e Paolo Salice e al collega Nicola Caprioli, ha preso parte agli accertamenti eseguiti dai Ris. Tra i quali l’analisi dei cellulari degli indagati e della vittima e i prelievi eseguiti sulle due Smart che sarebbero state noleggiate da Paolo Pirino. L’auto, la sera dell’omicidio, sarebbe stata guidata da Valerio Del Grosso, il 21enne che avrebbe esploso il colpo di revolver calibro 38 alla testa del personal trainer uccidendolo. Dopo essere stata danneggiata (aveva il fascione rotto probabilmente in seguito a un urto), il giorno successivo al delitto sarebbe stata sostituita con un’altra Smart. Uguale alla prima, ovvero sempre bianca e nera.

Oltre a Pirino e Del Grosso, arrestati 48 ore dopo l’omicidio, sono indagati altri tre giovani: Marcello De Propris, Giovanni Princi e Anastasiya Kylemnyk, la fidanzata di Luca. Sabato mattina De Propris e Princi sono finiti in carcere. Il primo, 22 anni, avrebbe armato materialmente Pirino e Del Grosso. Il secondo, 24 anni, avrebbe svolto la trattativa per l’acquisto della droga. Obbligo di firma invece per Anastasiya Kylemnyk, 25 anni. Accusata di avere tentato di comprare per 70mila euro 15 chili di marijuana la sera dell’omicidio, dovrà presentarsi dai carabinieri ogni lunedì, mercoledì e venerdì dalle 18 alle 20.

“Siamo profondamente delusi e addolorati da ciò che sta emergendo, sapendo quanto Luca amasse Anastasiya. Come abbiamo sempre detto, scoprire un suo coinvolgimento avrebbe aggiunto dolore a dolore”, fanno sapere i genitori di Luca tramite la criminologa Magnanti.

Raffaele Strocchia


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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1 dicembre, 2019

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