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Viterbo - Sei le persone che hanno perso la vita - Dodicesimo posto a livello nazionale

Morti sul lavoro, la Tuscia ha il più alto indice di incidenza di tutta la regione Lazio

di Daniele Camilli

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Viterbo – Morti sul lavoro, la Tuscia ha il più alto indice di incidenza di tutta la regione Lazio e tra i più alti a livello nazionale. Non solo, ma dopo Roma, nei primi nove mesi dell’anno ha avuto il più alto numero di morti sul posto di lavoro. Sei in tutto i morti, a pari merito, purtroppo, con la provincia di Latina. Per quanto riguarda l’indice di incidenza, la provincia di Viterbo è al 12° posto a livello nazionale. Molto prima di  Rieti (27°), Frosinone (36°), Latina (45°) e Roma (61°).

Sono i dati resi noti dall’osservatorio nazionale sulla sicurezza del lavoro della Vega Engineering.


Un operaio

Un operaio


Una strage. Senza mezzi termini. In un contesto socio-economico dove le regole vengono rispettate sempre meno e, pur di non perdere il posto di lavoro o guadagnare qualcosa in più, l’attenzione alla sicurezza è un problema sempre meno sentito. Da tutti. Da chi deve massimizzare i profitti e da chi, invece, deve mettere insieme il pranzo con la cena.

Nella regione Lazio, finora, i morti sul posto di lavoro sono stati in tutto 53. Sei in provincia di Viterbo, 40 in quella di Roma, 6 a Latina, 5 a Frosinone e 2 a Rieti.


Usb - Lavoro precario

Lavoro precario


A livello nazionale invece i morti sono di meno. “Diminuiscono, infatti, del 6,5% nei primi nove mesi del 2019 – spiega Mauro Rossato dell’osservatorio Vega – e mostrano un ulteriore decremento rispetto al mese precedente quando la flessione della mortalità era al 4%. Insomma, una notizia ‘positiva’ in una tragedia che comunque rimane, e che rappresenta una delle più grandi emergenze del nostro Paese perché il numero di infortuni mortali sul lavoro da gennaio a settembre continua ad essere allarmante. Sono infatti 780 i decessi: 563 quelli avvenuti a seguito di un infortunio mortale in occasione di lavoro e 217 quelli verificatisi in itinere”.

La situazione appare più grave soprattutto in Lombardia, che non solo rimane ancorata al podio con 118 vittime ma è anche una delle regioni in cui – in controtendenza rispetto alla media del Paese – si registra un aumento della mortalità (+4%). Nulla a che vedere in ogni caso con l’aumento della mortalità rilevato in Trentino Alto Adige che, sebbene non sia tra le regioni in cui si contano più vittime nel Paese, ha visto purtroppo quasi triplicare i decessi sul lavoro rispetto al 2018 (passati dai 9 dello scorso anno ai 25 del 2019).

Ai vertici dell’emergenza, poi, accanto alla Lombardia troviamo l’Emilia Romagna (con 78 vittime), Lazio (77), Veneto (69), Piemonte (67), Campania (59), Sicilia (56), Puglia (49), Toscana (48), Trentino Alto Adige (25), Abruzzo e Marche (23), Calabria (19), Liguria (14), Umbria (13), Sardegna, Basilicata e Friuli Venezia Giulia (12) e Molise (6).


Lavoro

Lavoro


Le donne che hanno perso la vita nel 2019 sono 63; 32 quelle decedute in occasione di lavoro e 31 in itinere. Il maggior numero di infortuni mortali verificatisi esclusivamente in occasione di lavoro in Italia viene registrato in Lombardia (86), Lazio (53), Emilia Romagna (53), Piemonte (50), Campania (44), Veneto (40) e Sicilia (38). Seguono Puglia (35), Toscana (31), Trentino Alto Adige (21), Abruzzo e Marche (17), Calabria (14), Basilicata (12), Liguria e Sardegna (11), Friuli Venezia Giulia (10), Umbria (9) e Molise (5).

La provincia in cui si conta il maggior numero di infortuni mortali in occasione di lavoro è Roma (40 decessi). Seguita da Brescia (21), Napoli (19), Milano e Torino (18), Foggia (17) Vicenza (13), Palermo e Firenze (12).


Viterbo - Incidente sul lavoro in via della Palazzina

Viterbo – Incidente sul lavoro


A mietere più vittime in occasione di lavoro sono il settore delle attività manifatturiere (88) e quello delle costruzioni (con 76 decessi). Seguono trasporto e magazzinaggio (65), mentre nel commercio, riparazione di autoveicoli e motocicli i morti sono 33. La fascia d’età più colpita dagli infortuni mortali sul lavoro totali è tra i 45 e i 54 anni (271 su 780 vittime).

Infine sono 143 gli stranieri deceduti sul lavoro da gennaio a settembre 2019 (il 18%).

Daniele Camilli


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4 dicembre, 2019

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