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Tarquinia - E' uno degli obiettivi della costituzione del comitato del biodistretto Terre della Farnesiana che partirà a breve - A spiegarlo il vicesindaco Luigi Serafini

“Il nostro territorio è a vocazione agricola, non è fatto per inceneritori o centrali”

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Il vicesindaco di Tarquinia Luigi Serafini

Il vicesindaco di Tarquinia Luigi Serafini

Tarquinia – (e.c.) – Terre della Farnesiana, a breve la costituzione del comitato promotore.

Dopo le riunioni dei mesi scorsi, ne è prevista un’altra subito dopo le feste per trasformare in realtà il progetto che vede coinvolti comuni, università agrarie e agricoltori.

“Nella riunione che si terrà dopo le feste – spiega il vicesindaco Luigi Serafini – verrà definito il gruppo del comitato promotore. Fatto questo presenteremo il progetto alla regione per il riconoscimento. L’idea del biodistretto parte direttamente dai produttori delle Terre della Farnesiana, dagli agricoltori.

Loro sono già costituiti come associazione Terre della Farnesiana e hanno proposto il progetto ai cinque comuni che insistono sul territorio, Tarquinia, Monte Romano, Allumiere, Tolfa e Civitavecchia – anche se Civitavecchia non confina fisicamente ha al suo interno l’area archeologica di Centumcellae e abbiamo deciso di coinvolgerla – e le cinque università agrarie di Tarquinia, Monte Romano, Tolfa, Allumierie e Civitavecchia”.

La costituzione del comitato porterà un riconoscimento importante al territorio e ci sono diversi obiettivi alla base del progetto.

“Il primo – spiega il vicesindaco – è l’agricoltura bio. I produtti che hanno proposto la creazione del comitato fanno coltivazioni bio e lo scopo è quello di andare verso un agricoltura sempre più di qualità”.

La costituzione del comitato permetterà, inoltre, di riceve dei fondi europei per portare avanti le iniziative di promozione dei prodotti locali ma anche di fruizione delle aree interessate, la creazione di percorsi naturalistici.

E poi il secondo obiettivo della costituzione del comitato.

“E’ un’iniziativa importante per lanciare il messaggio che il nostro territorio è bio, a vocazione agricola, turistica, non è un territorio per inceneritori o centrali – sottolinea Luigi Serafini -. Siamo interessati alla promozione dell’agricoltura di qualità ma anche della salvaguardia ambientale della nostra area.

Questo progetto serve a far capire qual è la vocazione del territorio, una vocazione agricola e non industriale. Non quella della produzione di energia, ma quella della produzione alimentare e turistica”.

Nella riunione in programma dopo le feste verranno raccolte tutte le ultime adesioni, poi ogni comune dovrà deliberare l’adesione al comitato promotore. Fatto ciò si lavorerà sul progetto, una bozza già c’è, e verrà presentata in regione per il riconoscimento. Il tutto dovrebbe essere pronto in primavera.


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17 dicembre, 2019

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