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“Una nuvola di lucciole o di stelle cadenti in via Signorelli”

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Viterbo - Inaugurata l'opera di Filippo Riniolo "Forse solo un pensiero luminoso" [4]

Viterbo – Inaugurata l’opera di Filippo Riniolo “Forse solo un pensiero luminoso”

Viterbo - Visita guidata tra le installazioni del centro della città [5]

Viterbo – Visita guidata tra le installazioni del centro della città

Viterbo - Inaugurata l'opera di Filippo Riniolo "Forse solo un pensiero luminoso" [6]

Viterbo – Inaugurata l’opera di Filippo Riniolo “Forse solo un pensiero luminoso”

Marco Trulli [7]

Marco Trulli

Filippo Riniolo [8]

Filippo Riniolo

Viterbo - Visita guidata tra le installazioni del centro della città [9]

Viterbo – Visita guidata tra le installazioni del centro della città

Viterbo – “Con questa installazione volevo evocare una nuvola di lucciole o di stelle cadenti”. Tante piccole luci illuminano da ieri sera un albero in via Signorelli, all’incrocio con via Pio Fedi. E’ ‘Forse solo un pensiero luminoso’, opera di Filippo Riniolo. E proprio ieri l’artista è intervenuto all’inaugurazione. 

“Con questa installazione volevo evocare una nuvola di lucciole o di stelle cadenti – ha spiegato Filippo Riniolo  -. L’idea è quella di ripensare le luci ambientali in un’ottica ispirata dalla natura. In questo albero quindi ci può essere uno sciame di lucciole o di stelle cadenti”.

L’opera è composta da piccole lucine a batteria, montate una per una. “Ogni luce – ha aggiunto Riniolo – ha una sua carica e quindi nel giro di qualche giorno si spegneranno. Le luci svaniranno proprio come le lucciole e magari anche in maniera diversificata a seconda della carica della singola luce”. 

Sono circa 600 le lucine che compongono l’opera che sarà quindi temporanea. La nuova installazione è stata inaugurata ieri sera al termine della vista guidata di Luminaria, il percorso di installazioni luminose nello spazio pubblico curato dall’associazione culturale Percorsi e da Cantieri d’arte, in collaborazione con Algoritmo festival. Queste tre realtà hanno risposto a un bando pubblico del comune che già indicava le vie da illuminare e hanno così organizzato le varie installazioni. 

Il tour è iniziato alle 18 da via Marconi ed è poi terminato nel quartiere San Faustino con la presentazione dell’opera di Riniolo. A fare da guida Marco trulli che ha curato Luminaria insieme a Serena Achilli.  

La camminata è iniziata sotto la scritta “Il cielo è di tutti”, frase che si trova all’inizio e alla fine del percorso di Luminaria.

Una citazione voluta alla poesia di Gianni Rodari. “La poesia di Rodari – ha chiarito Trulli – è il tema a cui ci siamo ispirati. L’idea è quella di riappropriarsi del cielo e dei sogni”.

Un tema che si lega al nome del progetto ‘Luminaria’. 

“Sono ‘lumi in aria’ – ha detto Trulli – ed ecco perché abbiamo chiamato il percorso Luminaria. L’idea è quella di far alzare lo sguardo alle persone. Luminaria è un insieme di installazioni luminose nello spazio pubblico di Viterbo. E’ quindi un progetto di arte contemporanea. Alla base del progetto c’è l’idea di illuminare il quartiere San Faustino, quartiere con tante difficoltà. Poi ci siamo allungati su via Marconi”.

Tra le prime opere c’è ‘Specchietto per le allodole’ di Massimo De Giovanni. Poco più in là c’è un gioco di luci proiettato sulla Banca d’Italia. Una serie di luci che accendono di vita le finestre.

Terza installazione quella dal titolo ‘Il nido del cuculo’ con due bambù e un nido luminoso. “Si gioca – ha spiegato Trulli – con la possibilità di vivere in altezza. C’è una chiara allusione al film omonimo e quindi al disagio mentale e alla possibilità di rifugiarsi in altezza nel nido”. 

Nello Spazio Pensilina c’è ‘il ritorno’ di Chiara Tommasi, un video retro-proiettato con musica di sottofondo. Nel filmato viene mostrata la natura come “momento di riflessione attraverso i paesaggi incontaminati”.  

Si susseguono poi ‘Effimero Barocco’ di Tommaso Cascella all’inizio di via Cairoli. Su un balcone di via Cairoli si affaccia poi ‘Unicorno’ di Pasquale Altieri. E poi San Faustino prende vita nelle sue vie più interne. In via della Morra un mappamondo con luci e filo spinato in richiamo “dei confini e delle difficoltà geopolitiche di questo tempo”. 

In via delle Piagge le ultime parole della poesia di Rodari. In via Bellavista ‘Il sogno di cosa’. In via della Morretta un trapezista. Una farfalla in via Sant’Agostino. Fino ad arrivare alle ‘Tre case blu‘ in piazza San Faustino e all’ultima nuvola di lucciole di Filippo Riniolo. 

Accanto a ogni opera c’è un cartello con il codice Qr per la spiegazione. Le luminaria rimarranno fino al 12 gennaio. Per apprezzarle non serve che perdersi un po’ tra le vie di Viterbo. 


Multimedia – Gallery: ‘Luminaria’, visita guidata tra le installazioni luminose della città [10]


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