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Sciopero dei penalisti contro la riforma - Alla maratona oratoria il consigliere della camera penale, avvocato Marco Russo

“Prescrizione, il tribunale di Viterbo esempio virtuoso”

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Marco Russo

Marco Russo

Roma - Sciopero dei penalisti contro la riforma

Roma – Sciopero dei penalisti contro la riforma

Roma – Sciopero dei penalisti contro lo stop alla prescrizione, alla maratona oratoria in corso fino all’8 dicembre di fronte alla corte di cassazione di Roma anche il consigliere della camera penale di Viterbo, avvocato Marco Russo.

Il suo intervento, come quelli dei legali giunti nella capitale da tutta Italia, è stato trasmesso in diretta sulla pagina Facebook dell’Unione delle camere penali italiane e su Radio Radicale.

“Questa riforma schizofrenica – ha detto l’avvocato Marco Russo – vorrebbe arginare la irragionevole durata dei processi attraverso quello che da più parti è stato definito come l’ergastolo processuale. Il vessillo della certezza della pena viene sbandierato da improvvisati giuristi degni della migliore tradizione televisiva dei dilettanti allo sbaraglio. La prerogativa statuale di rispondere ad una domanda di giustizia in tempi certi non può in alcun modo essere confusa né contaminata da pretese giustizialiste che vorrebbero la pena irrogata quale mera vendetta dello stato, in una deriva populista oggi tristemente imperante”.

“Abbiamo efficacemente evidenziato a Taormina attraverso lo studio Eurispes le reali ragioni dei rinvii rappresentando ai cittadini che non è vero che sono le garanzie a far prescrivere i reati”, ha proseguito.

“Basti pensare alla infinita durata delle indagini, specie per taluni reati ritenuti di maggiore allarme sociale e soprattutto il meccanismo delle iscrizione nel registro 335 del codice di rito che è il vero ed autentico potere delle procure, privo di un efficace quanto reale strumento di controllo giurisdizionale”, ha sottolineato.

“Processi che arrivano al dibattimento dopo quattro anni nella migliore delle ipotesi e reati che si prescrivono già nella fase delle indagini nella maggior parte dei casi”, ha ribadito il legale.

“Fra i possibili rimedi in una visione miope ed approssimativa si abroga la prescrizione senza ripensare all’obbligatorietà dell’azione penale o ad aumentare l’organico dei magistrati in funzione ovvero richiamare quelli fuori ruolo che latitano in un ministero e che sono il vero scandalo del sistema giustizia. E’ di questi giorni la notizia che ci sono ben 250 magistrati in attesa di nomina”.

“Porto l’esempio del tribunale di Viterbo cui appartengo che, al di là delle fisiologiche disfunzioni, può essere definito come esempio virtuoso se è vero che operano ben cinque giudici togati e due collegi che a ritmo serrato per almeno cinque giorni a settimana stanno tentando di eliminare l’arretrato di anni e dove le citazioni a giudizio che prima avvenivano o tre anni dalla richiesta ora vedono tempi molto più brevi e comunque inferiori ad un anno”.

“Il medioevo della giustizia è alle porte, dal prossimo primo gennaio ogni cittadino e tutti coloro, noi per primi, che si trovino ad essere coinvolti in una vicenda penale a non avrà più certezze, né speranze”.


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7 dicembre, 2019

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