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Viterbo - Consulta del volontariato, la maggioranza prima si spacca in commissione Bilancio, poi si ricompatta - Cepparotti impallina la proposta di Insogna, ma alla fine la soluzione si trova

Scontro Lega-Fondazione per l’assegnazione della sala Gatti alle associazioni

di Daniele Camilli
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Elisa Cepparotti

Elisa Cepparotti

Viterbo - Il gruppo di Fondazione in seconda commissione

Viterbo – Il gruppo di Fondazione in seconda commissione

Viterbo - Sergio Insogna

Viterbo – Sergio Insogna

Viterbo - Il gruppo della Lega in seconda commissione

Viterbo – Il gruppo della Lega in seconda commissione

Viterbo - Lina Delle Monache

Viterbo – Lina Delle Monache

Viterbo – Consulta del volontariato. La maggioranza in comune prima si spacca, poi si ricompatta. Ed evita così che la proposta avanzata da una sua forza politica, Fondazione, per l’esattezza il consigliere Sergio Insogna, passi con il voto decisivo della minoranza.

L’oggetto del contendere è l’assegnazione della Sala Gatti in via del macel Gattesco a Viterbo alla consulta presieduta da Insogna. “Per le iniziative di volontariato – ha spiegato Insogna – a sostegno delle problematiche a livello sociale esistenti nella città di Viterbo”. Una concessione, però, permanente e sostanzialmente in via esclusiva alle associazioni che fanno parte della consulta. Lo scontro è invece tra Fondazione e la Lega. Il tutto, l’altra mattina nel corso della riunione della seconda commissione (Bilancio) in sala consiliare a Palazzo dei Priori.

Prima Insogna fa la sua relazione. Poi arriva la doccia fredda. Una vera e propria gavettonata sulla schiena. Direttamente dalla consigliera della Lega Elisa Cepparotti seduta ai banchi alle spalle del presidente della consulta. 

Cosa chiedeva Insogna? Due i passaggi critici. “Il presidente della consulta del volontariato – stava scritto nella proposta di delibera presentata da Fondazione – si impegna a rendere disponibile la sala medesima, nel caso ve ne sia necessità, all’amministrazione comunale o ad altre associazioni, rispettando le modalità previste dal regolamento comunale per le concessioni delle sale, nelle giornate in cui non si svolgeranno gli eventi e le iniziative della consulta e delle associazioni accreditate ad essa”. Ciò stava a significare, l’imperfetto è d’obbligo visto ciò che è successo dopo, che di fatto la sala Gatti sarebbe stata affidata in via esclusiva alle associazioni della consulta. Poi alle iniziative proposte dal comune, laddove vi fosse stato spazi.

Il secondo passaggio critico. “I locali di che trattasi – continuava la proposta di delibera avanzata da Insogna – ancorché assegnati a titolo di sede permanente della consulta del volontariato”.

“La sala Gatti – dice subito Cepparotti – non va lasciata in esclusiva solo alle associazioni della consulta. Ma il suo utilizzo va garantito a tutte le associazioni del territorio. Anche se non fanno parte della consulta. Non solo, ma l’assegnazione non può essere permanente e le attività della consulta non possono prevalere su quelle del comune”.

Silenzio in aula. Insogna è nervoso e palesemente infastidito. Non lo nasconde e sbraccia verso Cepparotti. Attorno a lei tutto il gruppo della Lega in suo sostegno. Arriva anche Paolo Bianchini di Fratelli d’Italia, prima assente. La minoranza corre invece in aiuto di Insogna. Il rischio di far passare un provvedimento, che comunque sia verrà portato in consiglio comunale per la sua approvazione definitiva, è consistente.

Alvaro Ricci del Partito democratico è il primo a tendere la mano al presidente Insogna. Citando persino Nando Gigli. “L’ottimo è nemico del buono, diceva una volta Gigli. E l’iniziativa di Insogna è un buon punto di partenza. Non possiamo di certo risolvere noi i problemi della maggioranza. La proposta di Insogna tuttavia sta bene e siamo disposti a votarla”. 

Il secondo affondo arriva da Luisa Ciambella, sempre del Pd. “Ognuno si assuma le sue responsabilità, senza prendere in giro le associazioni che stavano aspettando questo provvedimento”. Il terzo da Patrizia Notaristefano di Viterbo 2020, il gruppo di Chiara Frontini. “Evitiamo le impuntature – esordisce subito Notaristefano -. La sede serve a nobilitare tutte le iniziative che abbiano un riscontro importante per la città. Va fatto poi un regolamento che stabilisca priorità e tempi. Si tratta poi di una sala chiusa per almeno 200 giorno l’anno. Evitiamo le impuntature”, ripete infine.

A questo punto il quadro è chiaro. Se la maggioranza non trova un accordo, la minoranza può decidere per tutti. Bianchini e poi Gianmaria Santucci di Fondazione chiedono la sospensione dei lavori per un quarto d’ora. Per ricompattare il tutto e trovare la quadra. La minoranza non la prende bene. Lina Delle Monache di Impegno Comune sbotta e minaccia di andarsene. Vittorio Galati della Lega risponde… “che ce frega!”. Subito dopo, maggioranza tutta in riunione, nella sala del Sindaco. Un quarto d’ora dopo sono tutti di nuovo in aula. La soluzione è stata trovata. Con tanto di emendamento presentato da Cepparotti che chiarisce. “La sala Gatti – commenta infatti la consigliera – verrà assegnata alla consulta del volontariato. Non più in modo permanente, ma per due anni, dal 2020 al 2022. Le attività della consulta non prevarranno su quelle del comune e tutte le associazioni del territorio, anche quelle che non fanno parte della consulta, potranno richiederla e averne titolo”.

Daniele Camilli


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14 dicembre, 2019

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