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Viterbo - Il presidente della consulta Giacomo Maria De Vito racconta come la vita degli studenti sia condizionata da una mobilità pubblica troppo lenta

“Serve un ripensamento del sistema di trasporto per garantire agli universitari di poter studiare”

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Viterbo - Giacomo Maria De Vito

Viterbo – Giacomo Maria De Vito

Viterbo - Unitus - Facoltà di agraria

Viterbo – Unitus – Facoltà di agraria

Viterbo - Università della Tuscia - Santa Maria in Gradi

Viterbo – Università della Tuscia – Santa Maria in Gradi

Gli studenti all'Open day dell'Unitus

Gli studenti all’Open day dell’Unitus

Viterbo – Nel recente passato, noi studenti, più volte, abbiamo dovuto costruire in autonomia azioni vertenziali nei confronti delle aziende di trasporto pubblico o delle amministrazioni pubbliche ma nel farlo non siamo mai stati in grado di superare i confini delle scuole e delle università.

In passato, come Studenti della Tuscia, abbiamo contribuito alle vertenze regionali costruite dal Sindacato Studentesco degli Studenti Medi e tutt’oggi, grazie alla Rete degli Studenti Medi, seguiamo attentamente le trattative con la Cotral che mirano al riordino degli orari delle corse studentesche. Tuttavia, il livello di complessità che caratterizza la società odierna impone a tutti la necessità di rivedere i paradigmi attraverso i quali costruire contrattazione e operare rappresentanza.

L’università di Viterbo è dislocata su cinque diversi sedi e conta circa 8500 studenti. Si stima che circa il 38% degli studenti, e quindi approssimativamente circa 3400 colleghi, siano pendolari e pochi sono coloro che possono permettersi di raggiungere l’università con un mezzo proprio. La scelta ricade quindi sui mezzi di trasporto pubblici quali pullman e treno.

Le tratte più frequentate e che presentano più lacune sono Civitavecchia-Viterbo, Roma-Viterbo e Terni-Viterbo. Le due parole chiave che accomunano chi viaggia su tutte le tre le tratte sono il potenziamento ed il miglioramento dei servizi erogati da Cotral e Ferrovie dello Stato che gestisce anche il servizio Bus Italia che collega Terni a Viterbo.

Le lezioni universitarie iniziano alle 9 di mattina e si concludono, alle volte, anche alle 20 e hanno una durata media di 1 ora e trenta o due ore a lezione. A causa degli orari dei mezzi pubblici attuali, molti studenti sono costretti o ad aspettare una, due ore o più ore in facoltà o a rinunciare a mezz’ora o un’ora di lezione per prendereil treno o il pullman. Ad esempio, gli studenti che provengono da Terni hanno solo due corse la mattina, alle 8 o alle 14, e per tornare a Terni alle 13 o alle 19. Oppure l’esempio della tratta Civitavecchia-Viterbo che all’andata conta solo tre partenze la mattina, 08, 09 e 12,05, e una il pomeriggio alle 16,58. Per il ritorno prevede una corsa la mattina alle 10, 04 e tre il pomeriggio, alle 14,04, alle 18,34 e 19,24.

Tutt’altro discorso va fatto invece per la tratta Roma-Viterbo. Delle cinque province del Lazio, Viterbo è la terza città con la popolazione più alta. Si presume, dunque, che un numero elevato di persone debba spostarsi da Roma a Viterbo e viceversa ogni giorno. Le compagnie di trasporto pubblico offrono un ampio ventaglio di alternative per collegare le due città quali pullman e o treni. Dunque, il problema degli orari non dovrebbe sussistere. Tuttavia, a causa delle infrastrutture, le corse subiscono spesso ritardi. Infatti, sia la cassia che la linea ferroviaria ad un certo punto subiscono un ridimensionamento passando da due a una corsia e da due a un binario. La cassia è spesso frequentata da tir e mezzi agricoli che rallentano il traffico e non agevolano il regolare scorrimento. I treni invece devono aspettare le coincidenze.

Penso che il tema del collegamento della provincia di Viterbo con la capitale sia un tema più complesso e che richiede una attenzione particolare. In primo luogo collegare la provincia con Roma vuol dire collegarla con il resto del mondo non solo perché la capitale è tappa indispensabile di qualunque viaggio vada oltre i confini della nostra regione, ma anche e soprattutto perché offre una serie di possibilità che non sono confrontabili con quelle offerte dalla nostra provincia.

In questi casi, il primo pensiero va ai tanti coetanei che tutti i giorni sono costretti a raggiungere Roma per studiare e che affrontano viaggi di diverse ore solo per assolvere a un loro diritto. Perché è vero che Viterbo è una città universitaria ma sono molti i giovani che, per frequentare corsi di studio che l’Università della Tuscia non offre, sono costretti a un quotidiano pendolarismo tra Roma e Viterbo.

È semplicemente assurdo che ancora oggi non esista un mezzo che colleghi Roma e Viterbo in meno di due ore. Latina e Frosinone, che distano da Roma circa quanto Viterbo, sono raggiungibili con treni che impiegano intorno a un ora di tragitto. Addirittura, Terni, che è in Umbria, dista solo un’ora di treno regionale da Roma.

Servono quindi potenziamenti infrastrutturali concreti, non possiamo limitarci a chiedere la riorganizzazione degli orari delle corse. Dobbiamo pretendere che ci sia un ripensamento complessivo del sistema di trasporto regionale che oggi mostra tutta la sua inadeguatezza.

Lo studente pendolare, come anche il lavoratore pendolare, si sposta ogni giorno con i mezzi pubblici e nella routine settimanale anche piccole accortezze possono migliorare la giornata. È necessario dunque anche un perfezionamento dei servizi offerti. Ad esempio, mi è stato fatto notare che sia nella stazione di porta fiorentina che quella di porta romana vi è solo una biglietteria automatica. Questo numero esiguo di biglietterie ha causato code e la conseguente perdita del treno che si voleva prendere. Oppure i tabelloni elettronici alle fermate dei pullman che segnalano l’orario preciso di arrivo dei pullman.

Per tirare le somme si può certamente dire che il trasporto pubblico è una parte importante della carriera universitaria di uno studente. La nostra età è caratterizzata dal fatto che dobbiamo necessariamente muoverci e uscire dai nostri paesi per poter continuare il nostro percorso scolastico. Dunque, siamo costretti a passare diverse ore sui mezzi pubblici. Lo studio è per noi un diritto imprescindibile e un servizio di trasporto pubblico deve agevolare questo nostro diritto e non ostacolarlo. In un mondo dove le distanze sembrano ridursi sempre di più è impensabile il fatto che per arrivare da Roma a Viterbo occorrano due ore. 

Giacomo Maria De Vito

Presidente della Consulta degli studenti – Università degli studi della Tuscia

 


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7 dicembre, 2019

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