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La scala della morte di Sestina Arcuri, nella casa dei misteri…

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Giallo di Ronciglione - Le prime immagini della scala da cui Maria Sestina Arcuri è precipitata - Roberta la mamma di Andrea Landolfi Cudia [4]

Giallo di Ronciglione – Le prime immagini della scala da cui Maria Sestina Arcuri è precipitata – Roberta la mamma di Andrea Landolfi Cudia

Giallo di Ronciglione - Le prime immagini della scala da cui Maria Sestina Arcuri è precipitata - Roberta la mamma di Andrea Landolfi Cudia con l’avvocato Giacomo Marini [5]

Giallo di Ronciglione – Le prime immagini della scala da cui Maria Sestina Arcuri è precipitata – Roberta la mamma di Andrea Landolfi Cudia con l’avvocato Giacomo Marini

Giallo di Ronciglione - Le prime immagini della scala da cui Maria Sestina Arcuri è precipitata [6]

Giallo di Ronciglione – Le prime immagini della scala da cui Maria Sestina Arcuri è precipitata

Giallo di Ronciglione - Le prime immagini della scala da cui Maria Sestina Arcuri è precipitata [7]

Giallo di Ronciglione – Le prime immagini della scala da cui Maria Sestina Arcuri è precipitata

Ronciglione – La casa a soqquadro. Gli ambienti rimasti come li avevano lasciati gli investigatori dopo ore di sopralluoghi per setacciare ogni angolo.

Maria Sestina Arcuri ha iniziato a morire nel salotto di questo appartamento, sigillato per nove mesi, in via Papirio Serangeli a Ronciglione. Il dissequestro è di novembre. 

Mirella Iezzi, la nonna del trentenne romano Andrea Landolfi Cudìa, accusato di aver ucciso qui la sua fidanzata Sestina, non è più riuscita a tornarci. Era casa di questa anziana signora fino al 4 febbraio scorso, quando Sestina, parrucchiera calabrese di 25 anni, è precipitata dalle scale dell’appartamento

“Siamo caduti abbracciati”, ha sempre sostenuto il fidanzato Andrea, a processo per omicidio volontario aggravato. Per la procura, invece, l’ha sollevata oltre il parapetto e scaraventata al piano di sotto.

È la prima volta che la casa viene aperta ai giornalisti. Nell’appartamento entrano Tusciaweb, il Corriere della Sera e le telecamere della Vita in diretta. Il salotto occupa quasi tutto il primo piano; nell’angolo in fondo a destra il camino, che si trova su un piccolo rialzo triangolare. Quasi attaccata a quel focolare che nessuno ha acceso più, comincia la stretta e ripida scala di peperino grigio: 14 gradini che fanno paura a guardarli dall’alto. “Non hanno tutti la stessa altezza, sono irregolari”, dice l’avvocato Giacomo Marini, subentrato da pochi giorni nella difesa di Andrea Landolfi. Proprio per questo, il 9 dicembre ha ottenuto un rinvio del processo al suo assistito in Corte d’Assise: “Abbiamo montagne di carte da studiare”, dice.

Dal piano di sotto la scala ha come la forma di una L: dopo i primi sei gradini descrive un angolo retto e continua verso le camere. È su questi scalini che, secondo Andrea, Sestina lo ha spinto per gioco, poi l’ha abbracciato sbilanciandosi in avanti e cadendo con lui per tutta la lunghezza delle due rampe, fino ai piedi del camino. Impossibile che abbiano rotolato giù fino al primo scalino, per il consulente della procura Martino Farneti: proprio perché la gradinata è stretta e a forma di L, Andrea e Sestina si sarebbero dovuti fermare tra la prima e la seconda rampa.

E infatti il pm Franco Pacifici ha ricostruito quella notte diversamente, grazie ai risultati dell’autopsia, alla relazione di Farneti e alla testimonianza del bimbo di 5 anni, figlio di Andrea, che aveva passato tutta la sera col padre e Sestina. Prima al ristorante, poi al pub, poi a casa di nonna Mirella, con la quale sarebbero dovuti ripartire per Roma il giorno dopo. Il bambino ha detto di aver assistito alla scena senza essere visto: papà cerca di abbracciare Sestina, lei lo spintona e lo fa cadere; lui si rialza, la prende di peso da sotto le braccia e la lancia di sotto. Due metri almeno di volo e lo schianto sul pavimento, davanti al camino.
Per Andrea, Sestina è cosciente e dice di stare bene. Per i medici legali entra da subito in uno stato pre-coma. 

Nonna Mirella in quel momento è lì. È sveglia, ma quandanche non lo fosse stata non avrebbe potuto non sentire: dorme sul divano in salotto proprio per paura di quella scala troppo pericolosa per un’anziana. Sta sistemando i panni. Dice di veder cadere rovinosamente Andrea e Sestina. La procura la indaga per omissione di soccorso, false dichiarazioni al pm e abbandono di persona incapace. Perché dopo quella caduta, secondo le indagini, Andrea – che è a processo anche per lesioni alla nonna – la prende a pugni e le rompe tre costole. Lei scappa impaurita e va al pronto soccorso a piedi. 

La madre di Andrea, Roberta Landolfi, guarda spaesata quella casa che non conosce più. “Mi manca mio figlio”, dice tra le lacrime.

“Sono stanca ma Andrea mi dice di tenere duro per lui”. Ogni lunedì lo va a trovare in carcere. “Non ho mai dubitato della sua innocenza – dice ai microfoni della Vita in diretta -. Non è il mostro che hanno dipinto. L’ho guardato negli occhi e gli occhi non mentono. Dirò all’infinito che amava Sestina e voleva una famiglia con lei. Gli manca, come gli manca suo figlio che non vede, come noi, da 9 mesi. Alla madre di Sestina vorrei dire che le sono vicina con tutto il cuore. Mi piacerebbe anche starle vicino concretamente, sentirla, parlarle, ma non me ne viene data la possibilità. Lo capisco: questa famiglia è distrutta dal dolore”.


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