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Viterbo - I bambini della Fantappiè sperimentano un bel modo di essere felici attraverso la connessione con la natura

Una pianta e un libro per celebrare la “Festa degli Alberi”

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"Festa dell'albero"

“Festa dell’albero”

"Festa dell'albero"

“Festa dell’albero”

"Festa dell'albero"

“Festa dell’albero”

"Festa dell'albero"

“Festa dell’albero”

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “Lui ha trovato un bel modo di essere felice”, così la guardia forestale commenta la vita del pastore nel libro di Jean Giono, “L’uomo che piantava gli alberi”. Un bel modo di essere felici è sperimentare la connessione con la natura: questa l’esperienza che la scorsa settimana hanno vissuto ragazzine e ragazzini dell’istituto “Fantappié”.

Bambine e bambini delle prime e delle seconde della primaria “Luigi Concetti”, alunni dell’infanzia Pilastro e San Sisto, in un fortunato sprazzo di mattinata luminosa, si sono trovati in cerchio intorno ad un giovane fusto, nei rispettivi giardini.

L’azienda “Vivai Brachini Linfa” ha voluto regalare alla nostra scuola degli alberi per i nostri cortili scolastici. Così i nostri alunni, dai tre ai sette anni, hanno partecipato al rito ancestrale del piantare un albero. Il vivaista ha infatti permesso ai bambini di riempire con lui la buca e di calpestarne il suolo. Per un minuto ognuna e ognuno di quei bambini si è sentito protagonista e ha voluto restituire quella gioia con poesie, canti, cartelloni preparati con le maestre.

Regalare un albero è un dono di futuro, i tempi vegetali sono diversi da quelli umani, un albero supera anagraficamente l’individuo, spesso diventa il ricordo della generazione passata. Come scrive Jean Giono, l’azione di piantare gli alberi “è di una generosità senza pari” perché è un investimento di fiducia ed un affidamento a chi viene dopo, che dovrà custodire e rispettare il vivente. È un coltivare nel suo significato antico, ovvero di onorare, abitare, ma anche esercitare, praticare. Richiede impegno, dedizione e rispetto, come l’educare.

Ci raccontava un frate priore che i Cappuccini avevano la tradizione, quando fondavano un convento, di piantare il bosco e di istituire una biblioteca. Oggi che l’ambiente è minacciato seriamente, ancora più stringente diventa il desiderio di conoscenza e di approfondimento dei giovani.

E i “Vivai Brachini Linfa” hanno regalato alle scuole il libro più tenero che sia stato scritto su un’azione umana illuminata verso la natura, appunto il libro de “L’uomo che piantava gli alberi”. Il testo, adattato, e, prendendo spunto dalle raffinate illustrazioni, è stato proposto ai giovani alunni anche con il teatrino del Kamishibai.

La storia di un uomo semplice che, per tutta la vita, prima da pastore poi da apicoltore, con un’ostinazione gentile, continua a popolare di piante il suo ambiente fino a trasformarne la fisionomia, arriva al cuore del lettore. Così come a tutta la comunità scolastica dell’istituto “Fantappié”, il doppio dono dell’albero e del libro ha generato un sentimento di condivisione e di gratuità di quelli che ci rendono tutti e tutte sempre migliori.

Un bel modo di celebrare la “Festa degli Alberi”, grazie a Chiara Brunori che ne è stata la madrina.

Giovanna Gobattoni
Iinsegnante dell’istituto scolastico Fantappié


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2 dicembre, 2019

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