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Ambiente - Lo annuncia il docente Unitus Giuseppe Nascetti nell'ambito del progetto Seasave: "Ecosistemi chiave per la pesca sostenibile”

“Altri 20mila giovani astici liberati nelle aree protette di Tarquinia”

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Tarquinia - Ripopolamento degli astici

Tarquinia – Ripopolamento degli astici

Tarquinia - Ripopolamento degli astici

Tarquinia – Ripopolamento degli astici

Tarquinia - Ripopolamento degli astici

Tarquinia – Ripopolamento degli astici

Tarquinia - Ripopolamento degli astici

Tarquinia – Ripopolamento degli astici

Tarquinia - Ripopolamento degli astici

Tarquinia – Ripopolamento degli astici

Tarquinia - Ripopolamento degli astici

Tarquinia – Ripopolamento degli astici

Tarquinia – Riceviamo e pubblichiamo – Proseguono le azioni di recupero della biodiversità marina nel mare dell’Alto Lazio: altri 20mila giovani astici sono stati liberati nelle aree protette del litorale di Tarquinia il 3 e 5 gennaio, a Punta Murelle e a Pian di Spille, andando a raggiungere i 10mila già rilasciati a fine dicembre davanti alle coste di Montalto di Castro.

Prosegue così il progetto Seasave, che da luglio 2019 sta utilizzando fondi europei Feamp e del ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali per aiutare il mare di Tarquinia e Montalto a liberarsi almeno in parte dagli effetti dannosi delle attività umane.

Lungo le coste del Lazio settentrionale troviamo ben 5 Sic (Siti di Interesse Comunitario) con prateria di Posidonia, cioè aree protette a livello europeo che ospitano un habitat fondamentale per la riproduzione e la sopravvivenza di moltissime specie marine.

Per proteggere e recuperare questi ecosistemi che sono dei veri e propri “hot-spot” per la biodiversità, insieme alla rimozione della plastica e al monitoraggio del pescato il progetto Seasave sta rilasciando in queste aree piccoli di astice e mazzancolla.

Il ripopolamento di queste specie è importante non solo per l’equilibrio dell’ecosistema costiero ma anche per la piccola pesca locale, che potrà beneficiare nei prossimi anni dell’incremento di queste importanti risorse.

Le tre zone dove sono stati rilasciati gli astici sono aree protette di nome e di fatto: in due di queste infatti sono state posizionate delle barriere sommerse che bloccano la pesca a strascico illegale (Progetto Life-Natura “Poseidone”), e nella terza la pressione di pesca è esclusa per gran parte dell’anno, essendo un poligono di tiro militare.

Questa situazione permette agli organismi marini di crescere in un ambiente scarsamente disturbato, rendendo più sicuro il risultato dei ripopolamenti.

Le operazioni di allevamento e rilascio continueranno nelle prossime settimane, al Centro ittiogenico sperimentale delle Saline di Tarquinia sotto la supervisione scientifica dei professori Roberta Cimmaruta e Giuseppe Nascetti, del Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche dell’Università della Tuscia di Viterbo.

Giuseppe Nascetti
Ordinario di Ecologia
Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche
Università degli Studi della Tuscia


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8 gennaio, 2020

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