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Viterbo - Il dirigente comunale Eugenio Maria Monaco alla conferenza stampa di presentazione dei dati sulla differenziata nella città dei papi

“Sono animali, ma l’omertà nel campo dei rifiuti non paga…”

di Daniele Camilli
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Viterbo - La conferenza stampa sulla raccolta differenziata

Viterbo – La conferenza stampa sulla raccolta differenziata

Eugenio Maria Monaco

Eugenio Maria Monaco

Pierluigi Tortorella

Pierluigi Tortorella

Claudio Torcolacci

Claudio Torcolacci

Maurizio Mariani

Maurizio Mariani

Viterbo – “Animali”, li ha definiti così Eugenio Maria Monaco, dirigente del settore VIII del comune di Viterbo intervenendo questa mattina alla conferenza stampa nella sala del consiglio di Palazzo dei Priori. “L’omerta però – ha poi aggiunto – in questo campo non paga. Perché il rifiuto ha una sua carta d’identità precisa e si può risalire a chi lo ha prodotto. E se viene pizzicato, non c’è solo una multa, ma si apre anche un fascicolo in procura”.

La situazione peggiore? Le isole di prossimità dove negli ultimi 30 mesi sono stati rimossi 660 tonnellate di rifiuti fuori dai cassonetti. Di fatto, un campo di calcio coperto da rifiuti per un’altezza di 5 metri.

Oggetto della conferenza, raccolta differenziata e abbandono di rifiuti sul territorio del comune di Viterbo. “Se non ci fossero questi animali che abbandonano i rifiuti – ha sottolineato Monaco – raggiungeremmo tranquillamente il 65% di differenziata, risparmiando 100 mila euro”.

Il comune di Viterbo è fermo invece al 57,6%. In tutto, oltre 26.600 tonnellate raccolte nel 2019, circa 400 chili ad abitante. Più alta del dato regionale, 47,3%, ma al di sotto della media nazionale, 58,1%.

Seduti ai tavoli della giunta, assieme a Monaco, ci sono anche il sindaco di Viterbo Giovanni Arena, il consigliere del cda di Viterbo Ambiente Claudio Torcolacci, Pierluigi Tortorella e Maurizio Mariani, sempre di Viterbo Ambiente, la società che si occupa della raccolta di rifiuti.

“Sono sempre più convinto – ha commentato Arena – che con la partecipazione attiva da parte della cittadinanza si possono ottenere risultati migliori. Al processo di riutilizzo devono tuttavia partecipare anche le grandi aziende degli imballaggi. Riutilizzate e riciclate il più possibile. Dobbiamo incrementare la video sorveglianza e le foto trappola. Ma serve il via libera della prefettura”.

Dove finiscono i rifiuti che non vengono differenziati? In mezzo alla strada, abbandonati. E tra questi, come hanno evidenziato tutti gli intervenuti, ci sono anche amianto, vernici e risulte di lavorazione. “A volte – ha rilanciato Monaco – con tanto di ‘firma’ dell’impresa che ce li ha buttati”.

La situazione peggiore si riscontra nelle isole di prossimità, in periferia. Qui la raccolta differenziata è inchiodata al 9,7%. Secondo i dati di Viterbo Ambiente, attorno alle isole di prossimità, “negli ultimi 30 mesi sono state rimosse 660 tonnellate di rifiuti fuori dai cassonetti. Praticamente un intero campo di calcio coperto da rifiuti per un’altezza di 5 metri e costo per lo smaltimento di 100 mila euro. Sempre a ridosso delle isole di prossimità, la raccolta differenziata di plastica e carta ha fatto registrare un tasso di impurità nei rifiuti conferiti intorno al 38% imponendo l’invio di tali frazioni a smaltimento piuttosto che a recupero”.

“La percentuale di raccolta differenziata – ha aggiunto Torcolacci – non dipende dal gestore ma dal comportamento dell’utenza. Abbiamo voluto evidenziare le criticità derivanti dal comportamento di alcuni cittadini. Conferimento improprio significa che non adotto il regolamento comunale. Non differienzio, non sto attento a come differienzio. Poi c’è il fenomeno degli abbandoni. Il classico sacchetto nero depositato in un angolo della città o delle isole di prossimità. Quando poi diventa significativo ci troviamo di fronte a vere e proprie discariche abusive”.

Va meglio nel centro storico dove la differenziata è al 64%. Ma anche qui nel 2019 sono stati raccolti 7200 sacchi irregolari. “Nel 2019 poi – ha fatto notare Mariani – ci sono state 169 segnalazioni di conferimento improprio. Il 7 per cento nella zona c, il 45 per cento nel centro storico e il 47 per cento nella zona c.”.

Differenziare fa inoltre risparmiare. Le casse comunali innanzitutto. Raggiungere infatti il 65% di differenziata comporterebbe un risparmio di 159 mila euro. Arrivare al 75%, circa 373 mila euro.

Infine una novità. L’ha data il sindaco. “Entro il 2020 faremo un nuovo eco centro al Poggino e amplieremo quello di Grotte Santo Stefano”. Come dire, la speranza è l’ultima a morire. 

Daniele Camilli


 

La nota del comune:

3.5.7 Rifiuti abbandonati su aree pubbliche ( SNPA – Del. Cons. n° 61/2019)

Ai sensi della normativa vigente (articolo 184, comma 2, del d.lgs. n. 152/2006) “i rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d’acqua”. La loro rimozione rappresenta attività di tutela della salute pubblica. Una possibile procedura di rimozione e classificazione dei rifiuti, che può essere applicata dal Comune direttamente o attraverso soggetti delegati, può prevedere, tra le altre cose, l’attuazione delle seguenti operazioni :

  • identificare il sito ove sono presenti rifiuti abbandonati (meglio se con coordinate GPS, corredate di report fotografico) e descriverne l’uso o lo stato tramite l’utilizzo di una scheda descrittiva;
  • determinare (o, quanto meno, stimare) il volume dei rifiuti abbandonati e della superficie dell’area di sedime interessata. Ove possibile, distinguere i singoli cumuli in funzione della dimensione e della natura dei materiali.
  • nel caso in cui sul sito si sospetti la presenza di rifiuti di provenienza industriale potenzialmente contenenti rifiuti pericolosi (ad esempio, fusti, bidoni, big-bags, ecc.), procedere alla messa in sicurezza e richiedere l’intervento degli Enti preposti (VV.FF., ARPA, ASL, ecc.) al fine di definire le modalità per la successiva gestione. Ad esempio, nel caso di presenza di materiali contenenti amianto si procede alla messa in sicurezza, adottando sistemi di copertura idonei a evitare la dispersione, e all’interdizione dell’area. La ditta incaricata dovrà predisporre apposito piano di lavoro che sarà trasmesso alla competente ASL. Le operazioni di messa in sicurezza dei materiali contenenti amianto dovranno essere effettuate nel rispetto di quanto dettato dal d.lgs. 81/2008.
  • Qualora i rifiuti siano classificabili a vista e siano palesemente non pericolosi e comunemente gestibili e rientranti tra le tipologie di rifiuti contemplati nel DM 08.04.2008 (ad esempio, pneumatici fuori uso, mobili, materassi, ecc.) gli stessi potranno essere rimossi e trasportati, con il relativo codice dell’elenco europeo dei rifiuti, dal gestore del servizio di igiene urbana presso un impianto autorizzato alla gestione della specifica tipologia o presso il Centro di raccolta.
  • Qualora i rifiuti non siano qualificabili a vista perché eterogenei sono rimossi e trasportati presso un impianto di gestione di rifiuti autorizzato, dove, considerata la natura e la provenienza di questi rifiuti, gli stessi saranno sottoposti alle opportune verifiche e procedure di gestione per il successivo avvio ad operazioni di recupero/smaltimento. Ai soli fini della rimozione e del successivo trasporto, a tali rifiuti può essere attribuito il codice CER 20 03 01 (rifiuti urbani non differenziati).
  • Qualora nell’area si rinvengano rifiuti combusti, in considerazione del fatto che l’elenco EER non prevede siffatta tipologia, ai soli fini della rimozione e del successivo trasporto, a tali rifiuti rinvenuti sul suolo pubblico può essere attribuito il codice CER 20 03 99 (Rifiuti urbani non specificati altrimenti) specificando sul formulario di identificazione dei rifiuti che trattasi di rifiuti combusti. È opportuno in questi casi effettuare una valutazione particolarmente accurata della tipologia dei rifiuti circostanti, per provare a comprenderne l’origine e la natura.

In seguito alla rimozione, in considerazione delle condizioni del sedime potranno essere previste delle analisi volte a caratterizzare la potenziale contaminazione del terreno sulla base di quanto previsto dalla normativa sulle bonifiche. La caratterizzazione dei rifiuti abbandonati deve prevedere una parte di caratterizzazione merceologica volta a definire le principali componenti che sono distinguibili. Il rifiuto potrebbe necessitare di più campioni per poter essere caratterizzato in funzione della sua composizione. I parametri previsti devono essere identificati e definiti da personale esperto anche in considerazione della natura del rifiuto stesso e della presenza di materiale combusto. In questo caso andrebbero previste caratterizzazioni analitiche che includano anche la determinazione dei parametri IPA, PCDD/PCDF, oltre ad eventuali ulteriori parametri scaturenti da osservazioni di campo.

I dati:

Rifiuti indifferenziati:
– nel 2012: 25.440 ton circa
– nel 2013: 23.925 ton circa
– nel 2017: 12.060 ton circa
– nel 2018: 11.590 ton circa
– nel 2019: 11.370 ton circa
 Delta 2019/2012: – 14.070 pari a – 55% circa
 
Rifiuti ingombranti:
– nel 2012: 1075 ton circa
– nel 2013: 478 ton circa
– nel 2017: 525 ton circa
– nel 2018: 400 ton circa
– nel 2019: 315 ton circa
Delta 2019/2012: – 760 pari a -70% circa
 
Rifiuti totali raccolti da VT AMB per conto del Comune di Viterbo:
– nel 2012: 31.500 ton circa
– nel 2013: 30295 ton circa
– nel 2017: 26.995 ton circa
– nel 2018: 27.435 ton circa
– nel 2019: 26.535 ton circa
Delta 2019/2012: – 4.965 pari a 16% circa


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20 gennaio, 2020

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