--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Processo "Fai da te" - Due benzinai contro la banda di "scassinatori di notte, pusher di giorno" - Undici gli imputati di associazione per delinquere

“Per segare la colonnina del self service col frullino hanno provocato un black out”

Condividi la notizia:

Viterbo - Carabinieri - Operazione Fai da te

Operazione Fai da te – Assalto a un distributore

Viterbo - Carabinieri - Operazione Fai da te

Operazione Fai da te – Assalto a un distributore

Viterbo - Carabinieri - Operazione Fai da te

Operazione Fai da te – Assalto a un distributore

Viterbo - Carabinieri - Operazione Fai da te

Operazione Fai da te – Lo spaccio

Viterbo - Carabinieri - Operazione Fai da te

Operazione Fai da te – Lo spaccio

Viterbo – (sil.co.) – Un colpo andato male a Montefiascone, il 16 novembre 2014, perché i carabinieri si sono accorti delle scintille mentre di notte segavano la colonnina self service del distributore costringendoli a darsi alla fuga. Un altro colpo finito male sull’Aurelia bis, a Vetralla, il 3 dicembre di sei anni fa, perché, sempre mentre gli davano di frullino, è saltato l’impianto elettrico mandando in tilt la corrente in tutta l’area di servizio.

Scassinatori di self service nel weekend, spacciatori fuori scuola nei giorni feriali. Sono gli undici dei diciassette arrestati nell’operazione “Fai da te” – scattata all’alba del 28 maggio 2015 – per i quali si è aperto ieri il processo davanti al collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone con la testimonianza di due benzinai, un 35enne di Montefiascone e una 41enne di Vetralla. Per loro c’è l’aggravante dell’associazione per delinquere. 

Quattro imputati sono italiani, tutti viterbesi. Sette invece sono stranieri. Nel frattempo è stata nominata una perita per la trascrizione delle intercettazioni ambientali e telefoniche che inchioderebbero gli imputati. 


“Per segare la colonnina del self service hanno provocato un black out”

In aula i primi due testimoni dell’accusa. Due benzinai vittime di altrettanti tentati furti, i cui impianti hanno riportato ingenti danni.

“Mi ha chiamato la vigilanza nel cuore della notte, dicendomi che i carabinieri avevano sorpreso dei ladri. Avevano segato la colonnina del self service, collegando i fili al palo della luce, ma alla vista dei militari si sono dati alla fuga, provocando ingenti danni, ma senza riuscire a rubare i soldi”, ha detto il testimone di Montefiascone.

“La mattina, quando sono andata ad aprire l’impianto, ho notato dei fili elettrici in giro nella piazzola, due vicini al contatore e altri vicino al gabbiotto, dove c’era una presa scardinata dal muro. Il distributore era tutto spento, senza corrente. Poi ho visto che avevano fatto un taglio orizzontale sulla colonnina self service e tentato di fare anche un taglio verticale, come per aprire una finestra, ma a quel punto devono avere provocato il black out, per cui non sono riusciti a prendere i soldi”, ha raccontato al pm Michele Adragna la 41enne. 


Nasi finti e parrucche per sfuggire alla videosorveglianza

Il covo della banda sarebbe stato un magazzino nelle campagne tra Viterbo e Montefiascone. Lì i banditi avrebbero nascosto gli arnesi da scasso, nasi finti e parrucche per sfuggire alla videosorveglianza. Lì avrebbero diviso il bottino. Prima dei colpi si sarebbero drogati. È il collegamento che avrebbe permesso agli investigatori di scoprire il filone dello spaccio agli studenti.


Scassinatori di notte, pusher di giorno

I carabinieri, sulle tracce della “banda del frullino”, beccarono anche una gang di pusher. In manette finirono undici presunti spacciatori e sei specialisti del furto, accusati anche di associazione per delinquere. Nel corso del blitz furono sequestrate 50 dosi di hashish e marijuana destinate agli studenti delle superiori. Obiettivo baby assuntori ancora minorenni, che avrebbero introdotto la droga a scuola. Fondamentale la collaborazione dei 25 acquirenti pizzicati in flagrante e dei loro familiari. Ganci insospettabili le fidanzatine degli stessi pusher, mentre (letteralmente) piazze di spaccio erano piazza San Faustino, della Rocca e del Teatro.


Terrore dei benzinai la banda del frullino

Un traffico scoperto dando la caccia alla “banda del frullino” che, secondo la procura, da ottobre 2014 avrebbe messo a ferro e fuoco decine di distributori, sei solo nel mese di aprile 2015, agendo di notte nei festivi. Colpi da 5-6mila euro, danni per migliaia di euro. Un’organizzazione in stile militare, in grado di attaccare rapidamente l’obiettivo. Tre gli arresti in flagranza, il 5 dicembre 2014 a San Martino.

Il processo riprenderà il prossimo 15 luglio, quando saranno sentiti altri sei testimoni dell’accusa. 


Condividi la notizia:
23 gennaio, 2020

    • Altri articoli

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR