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Bilanci 2019 - Il questore Massimo Macera sulle attività di polizia del 2019 e sulle violenze nel centro storico

“Una parte di gioventù viterbese non sta crescendo nel migliore dei modi…”

di Elisa Cappelli
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Massimo Macera

Massimo Macera

Viterbo – “C’è una gioventù viterbese che probabilmente non sta crescendo nel migliore dei modi”. Il questore di Viterbo Massimo Macera, nel tracciare un bilancio delle attività di polizia del 2019, parla delle reiterate violenze che hanno avuto luogo nel centro storico durante l’anno da parte di giovani o di persone spesso vicine ad ambienti di estrema di destra.

Una situazione, spiega il questore, “da valutare e analizzare”.

Nonostante questi episodi, spiega Massimo Macera, la città è sicura ma la guardia non va mai abbassata.

Il quartiere di San Faustino, comunque, rimane una realtà “calda”, ci sono ancora troppe violenze durante le partite di calcio e l’ordine pubblico deve rimanere l’obiettivo più importante.

Facciamo un bilancio del 2019, come è andata quest’anno?

“L’attività in generale è stata simile a quella dello scorso anno, senza sensibili oscillazioni. Da quello che sembra una tendenza in positivo. Ci sono un maggior numero di interventi, un maggior numero di reati denunciati e con autori noti, piccola flessione di reati comuni come il furto in appartamento o in auto. Ma questo non ci consola perché ci sarà sempre la persona a cui sono entrati dentro casa e io me ne faccio un cruccio. C’è una frase che vorrei fosse scolpita in tutti i cittadini: ad ogni azione corrisponde una conseguenza. Molte volte ci consoliamo e ci accontentiamo del trend positivo, però, sino a quando noi avremo il 10% delle persone arrestate e denunciate per un furto in appartamento, per me sarà sempre un problema”.

E’ aumentato il fenomeno dello spaccio di droga e sono aumentati gli arresti?
“Noi non sappiamo quanti siano coloro che commettono il reato di cessione e di acquisto degli stupefacenti ma per certo sappiamo che quei reati denunciati sono quelli per cui abbiamo individuato gli autori. Quando si legge che è aumentato il numero degli arresti per spaccio di droga, non significa che è aumentato lo spaccio, significa solo che la polizia ne ha arrestati di più. Sono aumentati semplicemente i reati che abbiamo individuato e per i quali abbiamo individuato gli autori. Un dato che mi preoccupa sempre”.

Com’è la situazione della violenza di genere? Le vittime trovano il coraggio di denunciare?
“Siamo passati da 56 interventi nel 2018 a 184 nel 2019, soltanto per quanto riguarda le chiamate al 113 quindi senza calcolare le persone che vengono qua di persona. Vuol dire che la gente è più portata a denunciare certe cose, è un trend positivo in un certo senso perché la gente sta prendendo coraggio. Ci abbiamo lavorato tanto, abbiamo fatto conferenze… Purtroppo però c’è violenza di genere anche tra gli adolescenti – parlo del bullismo – e abbiamo dovuto prendere alcuni provvedimenti di natura amministrativa nei confronti di minori.

Viterbo può essere definita una città sicura?
“E’ di tutta evidenza, Viterbo è una città sicura. E lo è ancora di più nel momento in cui il cittadino si abitua al cambiamento. Se io dovessi ragionare con le stesse categorie mentali di mia nonna la definirei estremamente insicura. Penso che lei non abbia mai saputo cosa fosse un’inferriata o una porta blindata. Quindi parlare di città sicura a una persona abituata a tutt’altre cose farà venire fuori che ha una percezione della sicurezza totalmente negativa. Chi nasce in questo periodo sa che basta allontanarsi da questa provincia per vivere una realtà peggiore. Certo questo non ha mai legittimato un poliziotto o un dirigente a dire “Cosa volete che sia?”, se fai questo discorso sei perdente. Qual è il problema qui? E’ questo? E di questo ci si deve occupare”.

Quindi i disordini nel quartiere di San Faustino, l’omicidio Fedeli, lo stupro nel pub di CasaPound, l’uomo massacrato in via della Pettinara, le piccole risse che ci sono di continuo possono essere definiti casi isolati?
“Sicuramente la situazione a San Faustino è ‘calda’ e questi episodi l’hanno esasperata. Il passaggio di polizia o carabinieri è perenne. Ma non è un problema di polizia. Noi controlliamo e interveniamo, ma alla base c’è un problema di degrado, serve un intervento più massiccio di carattere sociale e c’è la consapevolezza da parte dell’amministrazione comunale: ci sono ordinanze emesse come quella dell’antibivacco. La città deve crescere, non possono essere lasciati immobili abbandonati nel degrado, vetrate rotte o situazioni dove va a bivaccare chiunque. Anche una lampadina messa in un angolo potrebbe evitarmi una piazza di spaccio e costa molto meno. Comunque sono in atto dei servizi speciali per San Faustino, non è vero che si mandano due pattuglie della polizia e poi ci si dimentica. Ho un’ordinanza che ho fatto già da più di un anno, mai cambiata, in cui si disponde un sevizio continuo voluto dal comitato della sicurezza pubblica e concordato con le altre forze di polizia”.

A proposito dello stupro nel pub di CasaPuond, negli ultimi anni si sono riscontrati tanti casi di violenza legati a CasaPound o ad ambienti di estrema destra. Sta diventando un problema? 
“Ci sono una serie di poche persone che condividono un certo modo di fare. E non sto parlando di CasaPound in generale, sto parlando di alcune persone che fanno parte di CasaPound o di fasce di estrema destra che hanno commesso determinati delitti. E’ sicuramente una situazione su cui prestare attenzione. C’è stata una forte presa di posizione verso questi due ragazzi da parte di tutta la politica compresa  la stessa CasaPound, c’è stata un’espulsione da parte del consiglio comunale. E’ stata massacrata di botte in pieno centro una persona per rapina, e anche in modo piuttosto pesante, non è stata una bella cosa che una persona sia stata in coma per mesi. In quel caso non è uscita nessuna colorazione politica. Sicuramente c’è una gioventu viterbese che probabilmente non sta crescendo nel migliore dei modi. Ecco cosa mi allarma. Perché molte volte, e non sto facendo nessuna allusione, una scelta politica può essere determinata dalla consocenza di altre persone che conosco e condividono il mio modo di fare o di essere. Commettere un reato è un altro tipo di scelta. Dobbiamo stare attenti affinché non si coalizzino tante persone che la pensano in questo modo assolutamente negativo e si diano una colorazione politica. Questo è il fenomeno che dobbiamo valutare e analizzare. Di recente c’è stata una conferenza di CasaPound in sala Regia. A me non preoccupava l’esposizione di quei dati. Preoccupava in qualche modo il fatto che persone che la pensavano in modo diametralmente opposto fossero le une in sala Regia e le altre, le Sardine, in piazza delle Erbe. Non abbiamo blindato la piazza, ma quasi. Non è successo nulla. Mi piace poter dire che con strumenti democratici cerchiamo di frenare alcune situazioni. Non è avvenuto nulla per volontà di entrambe le parti ma anche perché sapevano che non lo avremmo consentito. In più c’è un altro aspetto da sottolineare nella nostra attività: l’ordine pubblico”.

Si spieghi meglio…
“C’è una grande attività di ordine pubblico ma non se ne parla mai. C’è ma non si vede. Se ci sono fenomeni di delinquenza che incominciano ad avere degli effetti negativi sulle attività sociali, il sistema di vita delle persone, allora quello è un problema di ordine pubblico. La pacifica convivenza non deve essere alterata. Se qualcuno spara un mortaretto – vedi i fatti di Torino – nei momenti in cui le persone sono una attaccata all’altra e non si riesce nemmeno a camminare ci sono i morti per strada per panico e schiacciamento. C’è una grande lavoro da parte della questura per eventi del genere. Come prima di una partita. Facciamo migliaia di servizi di ordine pubblico e non li vede nessuno”.

A Viterbo c’è Santa Rosa e lì la questione dell’ordine pubblico diventa importante, giusto?
“Lei ha in mente quanto si può lavorare su fenomeni che aggregano tante persone la cui sicurezza deve essere garantita? C’è una macchina che pesa cinque tonnellate, alta trentuno metri che passa in mezzo a 50mila persone. Vogliamo evitare che succeda qualcosa durante il passaggio come in effetti è successo qualche anno fa con il lancio di un fumogeno. Poteva creare una cosa devastante. Mettiamo in atto tutte le misure di cui c’è bisogno per evitare, ad esempio, che qualcuno passi con il furgone e schiacci tutti. Quella è un’occasione. O una macchina che perde il controllo… non possiamo permettercelo”.

Quindi in questo senso parliamo anche di azioni messe in campo per il terrorismo?
“Quello è il leitmotiv. Ce lo aspettiamo a Viterbo come al Vaticano, agli Uffizi o al Palazzo dei Papi. Ovunque. Non solo la Digos è in campo, ma tutti i nostri poliziotti sono sempre all’erta. La guardia sull’allarme terrorismo non si è abbassata, anzi è sempre più alta perché ce lo aspettiamo sempre di più. Ma non è allarmismo, è un dato reale. Possiamo essere oggetto di un attentato di terrorismo di matrice islamica e non si può abbassare la guardia. Tant’è che in periodi dell’anno come questo siamo ancora più allertati. Sa quando sono tranquillo a santa Rosa? Dopo i fuochi o i giochi d’acqua. E neanche. Perché poi c’è il deflusso delle persone, riapre il traffico, il giorno dopo c’è la fiera, sono tutti momenti sensibili”.

Parliamo di mafie. Quest’anno per la prima volta c’è stata una mafia autoctona a Viterbo. C’è la paura che ci possano essere anche infiltrazioni esterne?
“Ci sono delle verifiche che sta facendo l’autorità giudiziaria su ciò che è successo a Viterbo. Ma se vogliamo far passare Viterbo per una provincia in cui ci sono organizzazioni criminali di stampo mafioso mi sentirei proprio di escluderlo. In questa provincia, di passaggio e di partenza, possono transitare, ovviamente, alcune situazioni. Ma un territorio in cui possa esserci una feudalizzazione no. Certo, bisogna studiare tutto, gli addentellati, situazioni indotte che possano far pensare a collegamenti e quant’altro. Brava l’arma dei carabinieri – con la quale abbiamo collaborato in qualche modo – che ha estirpato questo tumore che si era creato. Ma parlare di una diffusa metastasi sul territorio mi sembra molto ardito”.

Com’è la realtà degli ultrà e dei tifosi nel viterbese?
“E’ una realtà da monitorare. Ho aumentato i provvedimenti verso tutte quelle persone che ritengono di poter fare violenza negli stadi. I Daspo nell’ultimo anno sono stati una ventina, il numero è aumentato per monitorare e controllare la situazione. Nel 2019 sono aumentati del 700%. Dai 3 del 2018 ai 24 del 2019. Abbiamo dato Daspo a ultrà della Viterbese ma anche a minorenni o calciatori dilettanti e mi preoccupa molto il fatto che una persona in una partita di terza categoria, dove ci si sta giocando pizza e birra, possa avere usato violenza contro l’arbitro. Vuol dire che non abbiamo capito nulla dello sport e che si emulano solo le cose peggiori del calcio. C’è qualcosa che non va. Non può essere una valvola di sfogo come ai tempi di Caligola”. 

Come procede l’attività amministritiva della polizia?
“L’attività di quel settore è molto importante e spesso non viene citata. C’è un ufficio che predispone ordinanze per l’afflusso o il deflusso di persone in occasione di una partita, solo per fare un esempio. Un lavoro immenso che parte dalla partita e arriva anche alla sagra di paese. C’è il settore anticrimine, è molto importante, ha emesso misure di prevenzione con una crescita del 61%. E’ lo stesso ufficio che fa i Daspo. La donna che arriva dopo essere stata picchiata dal marito parla con l’anticrimine. Ci sono stati 18 ammonimenti per violenza domestica, 13 per atti persecutori, 24 Daspo, soltanto per citare alcuni dati. Quasi 60mila telefonate alle volanti, 25mila di interesse di polizia e che l’operatore che risponde deve gestire”.

Elisa Cappelli


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6 gennaio, 2020

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