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Cuneo - Sulla porta dell'abitazione di Lidia Beccaria Rolfi compare un messaggio antisemita come quello che lasciavano i nazisti durante i rastrellamenti

“Qui c’è un ebreo”, scritte razziste a casa di una ex deportata

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Mondovì - Scritte razziste a casa di una deportata

Mondovì – Scritte razziste a casa di una ex deportata

Mondovì – “Juden hier”, cioè “Qui c’è un ebreo” e sotto una stella di David. È l’agghiacciante scritta comparsa questa mattina a Mondovì, in provincia di Cuneo, sulla porta di casa di Lidia Beccaria Rolfi, staffetta partigiana deportata dai nazisti al campo di concentramento femminile di Ravensbruck.

A casa di Lidia Rolfi, morta nel 1996, abita oggi il figlio Aldo, che ha pubblicato la foto della porta imbrattata su Facebook e ha già sporto denuncia contro ignoti.

La scritta è comparsa il giorno successivo alla pubblicazione di un articolo di Rolfi a ricordo della madre su un giornale locale.

La casa sorge proprio nella via intitolata alla stessa Rolfi, che dopo l’esperienza nel campo nazista ha scritto numerosi libri di divulgazione e si è impegnata come testimone della memoria fino agli ultimi giorni della sua vita.

La famiglia Rolfi, tra l’altro, non è di origine ebraica. La donna era stata deportata a Ravensbruck per motivi politici. 


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24 gennaio, 2020

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