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Politica - Luigi Di Maio annuncia le dimissioni da capo politico del M5s: "Ci eravamo illusi che rispettare il programma elettorale potesse portare più voti" - Reggenza del partito affidata a Vito Crimi

“Provano a dividerci perché non possono dirci che siamo ladri”

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Roma - Luigi Di Maio annuncia le dimissioni da capo politico del M5s

Roma – Luigi Di Maio annuncia le dimissioni da capo politico del M5s

Roma - Luigi Di Maio annuncia le dimissioni da capo politico del M5s

Roma – Luigi Di Maio annuncia le dimissioni da capo politico del M5s

Roma – “È giunto il momento di rifondarsi. Oggi si chiude un’era, ho portato a termine il mio compito e mi fido di chi verrà dopo di me”. Luigi Di Maio annuncia così le sue dimissioni da capo politico del Movimento 5 stelle. Al suo posto, come reggente, ci sarà Vito Crimi.

Il ministro degli Esteri arriva alla convention dei facilitatori del team del futuro a Roma e legge un lungo discorso. Un continuo togliersi sassolini delle scarpe: dall’elenco delle “40 leggi approvate durante l’esperienza di governo” agli attacchi ai “traditori” e a quelli che “ci hanno fatto apparire divisi e pasticcioni, perché non potevano dirci che siamo corrotti, mafiosi e ladri”.

Di Maio annuncia gli “stati generali” per fissare il futuro del M5s. “All’inizio eravamo perfetti sconosciuti che godevano della fiducia di milioni d’italiani – spiega l’ormai ex capo politico grillino -. Ho sempre cercato di difendere il Movimento dagli approfittatori e le trappole lungo il percorso, anche prendendo scelte dure e incomprensibili. Alcuni hanno tradito la nostra fiducia, ma tanti altri no”.

Di Maio torna continuamente sul tema della fiducia reciproca: “I peggiori nemici sono quelli che si hanno all’interno – dice -. Quelli che contraddicono i valori per i quali si è lottato insieme, che non lavorano per il gruppo e gli obiettivi comuni, ma per la loro visibilità. Se negli ultimi anni avessimo avuto un po’ più di fiducia in noi stessi, avremmo risultati ancora migliori di quelli che abbiamo raggiunto”.

“Una parte del M5s è rimasta delusa e lo rispetto, ma per fare certi cambiamenti ci vogliono anni – continua Di Maio -. Essere al governo richiede realismo, senza negare quello che s’è promesso. Il M5s non può essere giudicato per 20 mesi al governo. Abbiamo il sacrosanto diritto di essere valutati al termine della legislatura prevista dalla costituzione. Ci serve tempo per mettere a posto il disordine che hanno fatto per 30 anni quelli di prima”.

“Saremo ricordati per aver fatto qualcosa di buono” è comunque certo il ministro degli Esteri. “Abbiamo abbracciato tante battaglie, tutte giuste. Alcune erano realizzabili e le abbiamo realizzate con le unghie e i denti. Altre non sono state realizzabili perché, vedendo tutte le carte da dentro, abbiamo capito che bloccare certi lavori sarebbe stato un danno troppo grande per l’Italia. Ma in quest’anno e mezzo di governo abbiamo approvato 40 leggi che hanno cambiato in bene il Paese”.

Lo sfogo di Di Maio continua. “Molti mi hanno accusato di essere ingenuo – dice -. Nonostante i tanti tradimenti, preferisco continuare a passare per tale, piuttosto che essere considerato imbroglione. E continuerò ad avere fiducia in voi e in chi verrà dopo di me”.

Poi l’immancabile attacco ai media e i poteri forti. “Anche quando un tema era stato scritto sul programma, c’era sempre qualcuno che mostrava dissenso e quella diventava la notizia del giorno. Farci apparire divisi e pasticcioni è stata la loro migliore arma, perché non potevano dirci che siamo corrotti, mafiosi e ladri. Ma qualcuno s’è prestato a questo gioco, facendo apparire continuamente il M5s in guerra al suo interno. Il rumore di pochi ha sovrastato il lavoro di tantissimi”.

In ogni caso, Di Maio annuncia che resterà nel M5s e parteciperà agli stati generali “portando idee”. “Il Movimento è la mia famiglia”.


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22 gennaio, 2020

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