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Orte - La delegazione Lipu di Viterbo e il Comitato associazioni animaliste viterbesi contro la decisione del comune

“Emergenza piccioni, disponibili a suggerire metodi efficaci e non cruenti”

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Piccioni

Piccioni

Orte – Riceviamo e pubblichiamo – Da quello che leggiamo su alcuni media, sembrerebbe che la giunta comunale di Orte voglia utilizzare metodi drastici con ricorso ad armi da fuoco contro i piccioni (columba livia).

Come al solito, le amministrazioni in questi casi si guardano bene dal consultare esperti della materia come ad esempio la nostra associazione che ha un settore (fauna urbana) appositamente dedicato alle “specie problematiche” come può essere considerato il piccione.

Per contro, le amministrazioni spesso si affidano ad apprendisti stregoni, perfino a falconieri per poter poi giustificare: i metodi non cruenti non hanno funzionato, passiamo ai fucili; la brutta storia si ripete da sempre eppure ci sono animali come il cinghiale, tanto per citarne uno per il quale il ricorso massiccio allo sparo è stato estremamente esplicativo nel dimostrarne l’assoluta inefficacia.

Ora, vorremmo ricordare che la vigente collocazione giuridica del colombo o piccione di città è stata definita dall’organo giudicante di terzo grado con la sentenza nr. 2598 del 26/01/2004 dalla sezione terza penale della Corte di cassazione la quale ha stabilito che il piccione di città sia da considerare a tutti gli effetti “animale selvatico” in quanto vivente allo stato naturale di libertà. Da questa sentenza discende tra l’altro che il riferimento per la gestione dei conflitti ascrivibili alla specie, va individuato nella legge nazionale 11/02/92 nr. 157; che le amministrazioni comunali non hanno alcuna competenza in ambito venatorio; che il piano provinciale per il controllo del colombo aveva decorrenza quinquennale (2015-2019) e quindi, supponiamo, terminato; che lo stesso piano, prevedeva e raccomandava, “metodi ecologici” per l’approccio alla risoluzione o al contenimento della problematica.

In definitiva, siamo disponibili a collaborare, dare suggerimenti e consigliare metodologie efficaci e incruente per quello che riguarda i piccioni o gli storni, altra specie particolarmente sotto stretta osservazione in questo periodo.

Il ricorso a metodologie estemporanee, non testate, inefficaci sono solo palliativi e soprattutto, offrono spunto a chi, lontano dal dare risposte civili e di buon senso, propone la solita medicina, il piombo.

La delegazione Lipu di Viterbo
Il Comitato associazioni animaliste viterbesi


 – Emergenza piccioni, dopo i falchi arrivano i fucili


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13 gennaio, 2020

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