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Viterbo - Ieri sera all'incontro "Io voglio Caffeina" è stato ribadito che il festival estivo resta in città - Nasce Caffeina Group che si occuperà della parte operativa

Filippo Rossi torna presidente della fondazione, Carlo Rovelli rimane nel direttivo…

di Daniele Camilli
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Viterbo – Caffeina anno zero. Come la Germania. Dopo la guerra. Filippo Rossi riparte da qui. E lo fa con un nuovo progetto che ridefinisce gli assetti di una struttura che nel corso degli anni ha tentato di cambiare Viterbo. Ieri sera, al teatro di via Cavour. Un centinaio le persone presenti.

Le macerie sono tante, altrettanta la volontà. Anche perché, senza Caffeina, il Natale in città è stato diverso. Meno turisti, meno persone. Meno appeal. S’è respirato, sentito, visto dappertutto.


Viterbo - Gaetano Carramusa, Filippo Rossi e Annalisa Canfora

Viterbo – Gaetano Carramusa, Filippo Rossi e Annalisa Canfora


“La notizia è questa – dice Rossi – il festival culturale resta a Viterbo. Abbiamo già chiesto gli spazi al comune”. Una buona notizia. Un universo rinnovato. Per certi aspetti, rovesciato. “Quasi dieci anni fa – racconta Rossi – dicevamo che la misticanza era meglio della militanza. Oggi cerchiamo invece militanti”.

Nuovi assetti. Per recuperare terreno. E un nuovo soggetto. Caffeina Group, con l’imprenditore Gaetano Carramusa amministratore delegato. Resta la Fondazione, l’origine di tutto. Ma cambia il presidente. Via Carlo Rovelli, che resta nel consiglio direttivo. Alla presidenza torna Filippo Rossi.


Viterbo - Filippo Rossi

Viterbo – Filippo Rossi


Due binari che correranno in parallelo. “Da una parte – ha spiegato Rossi – la Fondazione, che organizzerà il festival estivo. Dall’altra Caffeina Group che investirà e organizzerà eventi, gestendo tutta la parte commerciale. Servirà a fare profitti”. Quelli che finora sono mancati. Nonostante le dicerie”. In mezzo il teatro, diretto da Annalisa Canfora, arrivato alla sua terza stagione. Niente male. Considerati i mezzi.

“I teatri – ha detto Canfora – sono sempre fabbriche di passivo. Questo richiede dei contributi. Noi quest’anno avremo Marco Paolini, che dopo anni torna in scena. E questo dovrebbe rendere orgoglioso un territorio. I teatri si costruiscono per anni sui passivi poi arriva il Fus (il fondo unico per lo spettacolo del ministero per i beni culturali, ndr) che ripiana le cose. Non entro nel merito delle polemiche di queste settimane. Ma questa è una città che ha due teatri. Perpetuare una guerra fratricida è una politica fallimentare. Un perdita per il territorio. Oggi è necessario creare sinergie costruttive. È possibile, e necessario, pensare un progetto teatrale complessivo per la città. La frammentazione è una perdita per la città”.


Viterbo - L'incontro al teatro Caffeina

Viterbo – L’incontro al teatro Caffeina


I vertici della fondazione, Filippo Rossi in primis, verranno affiancati da un comitato di presidenza. “Persone – ha proseguito Rossi – che vogliono aiutare questa storia. Una cosa che ricomincia a creare un percorso di amicizia cittadina”. L’ex consigliera comunale di Viva Viterbo, Maria Rita De Alexandris, fuori dalla sala, raccoglie le adesioni. Che sono tante. Ancora da quantificare. Ma il capannello che alla fine di tutto le si è fatto attorno era evidente. “Il comitato – ha poi aggiunto Rossi – avrà incontri periodici. Non è un gruppo di amici che si vedono per fare una cosa. Ma un gruppo che ha un interesse e un obiettivo comune. Per ripartire”.

Filippo Rossi sta seduto al centro del palco. A sinistra Carramusa. A destra Canfora. Davanti i fedelissimi di un’avventura. Tra il pubblico lo scrittore Giorgio Nisini e lo psicologo Stefano Scatena. Andrea Baffo e Giacomo Barelli. C’è scambio. Tra chi sta sul palco e chi in platea. Domande, battute. Toni pacati. Nessuna accusa alla politica o alla città. Solo voglia di ricomincia da capo. Nessun accenno allo scontro con Fantaworld che quest’anno ha organizzato il Christmas Village nella città dei papi.


Viterbo - Annalisa Canfora

Viterbo – Annalisa Canfora


“La nostra azienda – ha esordito invece Carramusa – sarà l’azionista di maggioranza di Caffeina Group. Un’opportunità che cogliamo volentieri conoscendo il valore reale di Caffeina. Con la speranza che lavorare insieme per Viterbo dia nuova vita e respiro a questo tipo di situazione”.

Rossi affronta anche il tema dei guadagni, quelli della fondazione. E quelli suoi, personali. “Una delle cose che più soffro delle critiche fatte in questi anni – ha detto – è che io ci abbia guadagnato. Economicamente c’ho solo perso. Ho fatto solo un errore. Pensare troppo in grande. Ma se non lo facevo non sarebbe esistita Caffeina, non sarebbe nato il teatro, né tantomeno la stagione teatrale. Però ne è valsa la pena.Perché Caffeina sono io, è mio figlio, mia figlia. Se Caffeina sta male sto male, io sto male. Se sta bene, io sto bene. E sono disposto a tutto per non perdere questa cosa”.


Viterbo - Gaetano Carramusa

Viterbo – Gaetano Carramusa


Quanto costa il festival? “Di media un ospite di Caffeina – risponde Rossi – costa minimo 400 euro. E ogni giorno, quando c’è il festival, facciamo almeno 20 eventi. Quattrocento euro, senza considerare il gettone di presenza. Senza tener conto dei service, del suolo pubblico e delle tasse. Ottantamila euro solo per gli ospiti. Per le spese vive che li accompagnano. Poi ci sono due persone fisse che lavorano al programma. E queste costano come minimo 40 mila euro a testa- Altri 80 mila euro. Siamo già a 160 mila. E stiamo ancora al niente. Poi c’è la comunicazione. Comunicare un grande festival nazionale costa minimo 100 mila euro”. Insomma, 240 mila euro, al netto, però, di altre spese.


Viterbo - Maria Rita De Alexandris

Viterbo – Maria Rita De Alexandris


I debiti. “Caffeina – ha confidato Rossi – ha circa 300 mila euro di debito. Sono tanti. La sfida è rientrare di tutto questo senza mollare o abbandonare la mia città. Io vivo qui, amo la mia città. Però se questa città vuole il festival deve fare il salto di qualità”.

Le entrate. “Ogni anno – dichiara il presidente della Fondazione – beneficiamo di 50 mila euro da parte del comune di Viterbo e 20 mila euro benedetti della Fondazione Carivit. Più sponsor e stand. In tutto incassiamo circa 200 mila euro”.

Un’ora e mezza di confronto. Dalle 18,30 alle 20. Quando cala il sipario. “Servono militanti – ha concluso Filippo Rossi -, impegno e risorse economiche. Una rete di salvataggio. Ma ogni nostro salvataggio, è sempre stato un rilancio”.

Daniele Camilli


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23 gennaio, 2020

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