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Il fotografo Enrico Barbini protagonista di un viaggio oltre il circolo polare artico

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Il fotografo Enrico Barbini protagonista di un viaggio oltre il circolo polare artico [3]

Il fotografo Enrico Barbini protagonista di un viaggio oltre il circolo polare artico

Sutri – Domenica 12 gennaio Enrico Barbini ospite del Caffè letterario di Colle Diana, a Sutri.

Il fotografo di Ronciglione ha presentato il suo reportage di viaggio nella penisola Yamal, oltre il circolo polare artico, sulle tracce dei Nenets: popolazione nomade che  abita alla “fine del mondo”, in quella parte della tundra siberiana caratterizzata da un suolo permanentemente ghiacciato e da una natura dura, ostile.

Il pubblico è rimasto incantato dagli scatti di Barbini che ha immortalato quei luoghi fuori dal comune e lo stile di vita di quelle popolazioni così lontane da noi non solo geograficamente.

Il fotografo ha raccontato le difficoltà e i disagi logistici affrontati per documentare usi e costumi dei Nenets, che vivono unicamente dell’allevamento delle renne.

Per questo – ha sottolineato Barbini – si spostano frequentemente durante l’anno, sempre alla ricerca di nuovi pascoli per i loro animali. Pascoli costituiti quasi esclusivamente da licheni che le renne trovano scavando sotto la neve con il muso o le zampe anteriori“.

Durante l’inverno i loro accampamenti sono insediati nella parte meridionale della penisola Yamal per sottrarsi, almeno in parte, alle condizioni ancora più rigide dell’inverno artico che anche qui si fa comunque sentire, con temperature che raggiungono spesso i -40 e con bufere di neve che rendono particolarmente difficili gli spostamenti e le normali attività quotidiane.

Sono organizzati secondo i paradigmi della società tradizionale con suddivisione dei compiti per sessi. Alle donne spetta la gestione delle tende (i “chum”) la preparazione del cibo e l’accudimento dei bambini. Gli uomini si occupano delle mandrie di renne, della pesca e della caccia, quando necessaria come forma di sussistenza integrativa. Così da sempre. Con poche concessioni alle modernità.

Un’ora e mezza di serrato racconto che ha coinvolto emotivamente i presenti, permettendo loro di partecipare idealmente ad un viaggio fuori dagli itinerari abituali del turismo.

Al termine dell’incontro, Giuseppe Carrisi (presidente di Pizzicarms e promotore del Caffè letterario) ha dato appuntamento per domenica 16 febbraio con la proiezione del documentario di Paolo Cobelli “Andata e ritorno”, dedicato al dramma delle foibe.


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