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L'inchiesta - Acquapendente - Confermato l'allontanamento dalla 25enne disposto otto mesi fa - Il maestro Lino indagato anche per esercizio abusivo della professione medica - Ma la perizia psicologica della professoressa Giannini avrebbe in parte alleggerito la posizione del 62enne

Giovane soggiogata da una setta, no alla revoca del divieto di avvicinamento chiesta dal santone

di Silvana Cortignani
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Il santone Pasquale Gaeta, alias maestro Lino, in tribunale

Il santone Pasquale Gaeta, alias maestro Lino, in tribunale

Virginia Adamo

Virginia Adamo – Madre della presunta vittima

Il pubblico ministero Paola Conti

Il pubblico ministero Paola Conti

Acquapendente – Giovane soggiogata da setta, no alla revoca del divieto di avvicinamento chiesta dal santone.

Santone che nel frattempo sarebbe indagato anche per un’altra ipotesi di reato, l’esercizio abusivo della professione medica. Un reato procedibile d’ufficio, senza bisogno della denuncia da parte della vittima che, nel caso specifico, sarebbe una 25enne che non ha mai sporto denuncia contro il presunto aguzzino, denunciato invece dalla madre. 

E’giunta alle battute finali l’inchiesta sul maestro Lino. Al secolo Pasquale Gaeta, il maestro Lino è il 62enne d’origine napoletana indagato dalla pm Paola Conti della procura della repubblica di Viterbo per maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale in seguito alla denuncia ai carabinieri di Montefiascone da parte della madre di una 25enne di Monza. La figlia, secondo la donna, verso la fine del 2017, sarebbe stata convinta dall’indagato a mollare tutto per trasferirsi ad Acquapendente presso la comunità “Qneud” (Questa non è una democrazia) guidata dal santone, che dice di farsi portavoce delle teorie dell’esponente surrealista Alejandro Jodorowsky.

A lanciare l’allarme, convinta che la figlia sia stata plagiata, è stata Virginia Adamo, 45 anni. La pm Conte, riaprendo le indagini dopo una prima richiesta di archiviazione, lo scorso 23 maggio ha cristallizzato nell’incidente probatorio la versione della presunta vittima, la quale ha negato con grande lucidità e senza tentennamenti qualsivoglia influenza da parte del 62enne. Motivo per cui è stato ridotto da 300 a 100 metri il divieto di avvicinamento per l’uomo, ma è stata anche disposta sulla giovane, assistita dall’avvocato Vincenzo Dionisi, una perizia psicologica affidata dalla pm alla professoressa Anna Maria Giannini della Sapienza di Roma.

La professoressa Anna Maria Giannini ha depositato lo scorso mese di settembre la sua relazione, dalla quale la posizione dell’indagato, secondo la difesa, risulterebbe in parte alleggerita, almeno per quanto riguarda i reati di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale. Motivo per cui l’avvocato Bruno Barbaranelli ha chiesto al giudice per le indagini preliminari la revoca del divieto di avvicinamento. Ma la richiesta è stata rigettata dal gip Francesco Rigato. 

Le dichiarazioni rilasciate dalla presunta vittima in sede di incidente probatorio e successivamente alla consulente della procura, avrebbero nel frattempo portato alla luce altre condotte che potrebbero rivelarsi penalmente perseguibili.

Il maestro Lino, nonostante non ne abbia le competenze, avrebbe infatti praticato attività che richiedono la figura professionale di uno psicologo.

L’ulteriore reato che sarebbe in questi giorni al vaglio degli inquirenti, prima della chiusura dell’inchiesta, sarebbe per l’appunto quello di esercizio abusivo della professione medica. 

Secondo la madre della 25enne, Pasquale Gaeta si spaccerebbe: “Per un appartanenete al Movimento segreto delle aquile randagie, presentandosi come psicologo, adottando delle terapie mediche, utilizzando discipline quali Freud, psicodramma, psicomagia, strumentalizzando queste terapie solamente per soddisfare dei fabbisogni mostruosi a sfondo sessuale”. 

Silvana Cortignani


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17 gennaio, 2020

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