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Viterbo - Silvia Somigli, segretaria generale Uil Scuola, annuncia un incontro con gli avvocati dello studio legale Pistilli & Associati venerdì 24 gennaio dalle 17 alle 19 all'Iiss Orioli in via Pinzi per discutere sul tema

“La ricostruzione di carriera è illegittima”

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Silvia Somigli

Silvia Somigli

Silvia Somigli

Silvia Somigli

Viterbo - Silvia Somigli e Massimo Pistilli

Viterbo – Silvia Somigli e Massimo Pistilli

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – I criteri utilizzati per la Ricostruzione di Carriera sono illegittimi, discriminatori laddove non valutano il servizio effettivamente prestato.

Lo ha stabilito la Corte di cassazione con la sentenza 31149/2019 del 28 novembre 2019, per il personale docente, e con la sentenza 31150/2019 sempre del 28 novembre 2019, per il personale Ata andando finanche oltre e superando quanto già sentenziato dalla Corte di giustizia il 20 settembre 2018, n. C-466/17.

La ricostruzione di carriera ha, tra le finalità la giusta determinazione della corretta fascia stipendiale, ai fini della progressione economica del personale della scuola, anche valutando il servizio prestato precedente all’immissione in ruolo.

La normativa non valuta però in forma integrale l’intero periodo.

Dopo aver riconosciuto i primi quattro anni in forma integrale, attribuisce al lavoratore solo i due terzi del restante periodo (esempio 10 anni di servizio pre-ruolo: 4 anni riconosciuti / dei restanti 6 utili solo i 2/3 ovvero 4 anni / totale servizio riconosciuto 8 anni, con decurtazione di ben 2 anni).

Gli effetti sono evidenti in quanto viene ritardato esattamente per il tempo decurtato il raggiungimento dello scatto effettivo in danno del dipendente.

Un simile criterio è tuttavia illegittimo in quanto discriminatorio, questo il principio riconosciuto dalla Corte di Cassazione, laddove generico e applicato in forma oggettiva.

Per i docenti:
Il lavoro svolto dal docente nel periodo in cui era “precario” mediante sottoscrizione di contratti a tempo determinato, deve essere parificato nel valore ai fini proprio della ricostruzione di carriera, esattamente come accade per il periodo in cui il docente è immesso in ruolo.

Il servizio deve essere valutato, in forma integrale, tenendo conto dei periodi effettivamente lavorati, per ogni singolo giorno di servizio con superamento dei principi dell’art.11 comma 14 della legge 124/1999 laddove è considerato come anno scolastico intero se ha avuto la durata di almeno 180 giorni oppure se il servizio sia stato prestato ininterrottamente dal 1febbraio fino al termine delle operazioni di scrutinio finale.

Conteggiato il periodo soggettivamente lavorato si applicherà, ai fini della ricostruzione di carriera il sistema di maggior favore per il lavoratore, computando anche gli spezzoni che non concorrono ex comma 14 alla qualificazione dell’anno valido.
Per il personale Ata:

Non applicandosi al personale Ata l’art.11 comma 14 della legge 124/1999, non vi è giustificato motivo oggettivo per il quale si debba decurtare un periodo, ancor meglio ai fini del servizio preruolo viene valutato comunque ogni singolo giorno lavorato.

Su contratto precario dal 01/09/ al 30/06 il docente avrà nel servizio preruolo un anno, mentre il personale Ata avrà esattamente e solo 10 mesi.

Non vi è motivo legittimo per la sottrazione di pur minimo periodo, perché non vi è norma che preveda un vantaggio nemmeno potenziale per il precario rispetto all’immesso in ruolo, ma nonostante questo il Miur nella valutazione del preruolo in ricostruzione di carriera decurta 1/3 eccedente i primi 4 anni.


Ai fini del riconoscimento della corretta anzianità di servizio, e del recupero dei periodi illegittimamente decurtati, è necessario predisporre ricorso, avverso la ricostruzione di carriera, innanzi al giudice civile, sezione lavoro, non applicando il MIUR direttamente i principi discendenti dalla Sentenza richiamata.

Visti precedenti giurisprudenziali già emessi dalla Corte di Cassazione, non vi sono rischi in ordine all’esito del contenzioso.
Per il personale docente, è comunque prevista consulenza in ordine alla fattibilità ai fini della determinazione del sistema di maggior favore.
Il ricorso ha un costo di appena 50 euro, ai soli fini della copertura delle spese di lite.

Ne parleremo con gli avvocati dello studio legale Pistilli & Associati venerdì 24 gennaio dalle 17 alle 19 all’Iiss “F.Orioli”- sede liceo artistico in via Cesare Pinzi 4 Viterbo.

Silvia Somigli
Segretaria generale Uil Scuola Viterbo


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22 gennaio, 2020

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