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Viterbo - Comune - Serra & Co. pronti al ritorno nel Pd - Il dilemma della capogruppo: essere messa in minoranza o fare il bene del partito?

Luisa Ciambella, l’ultima fioroniana…

di Stefania Moretti
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Luisa Ciambella

Luisa Ciambella

Francesco Serra

Francesco Serra

Viterbo – L’ultima fioroniana accerchiata da panunziani. Il destino di Luisa Ciambella si profila chiarissimo, qualora Francesco Serra & Co. dovessero rientrare nel gruppo consiliare Pd di Palazzo dei Priori. 

Ciambella, da capogruppo, ne è la numero uno. Ma uno non fa numero. E la sicura minoranza cui va incontro rende forse più “sofferta” la decisione sul ritorno degli ex sospesi. 

Doveva succedere. Correre da solo alle comunali 2018, con una propria lista sganciata dai dem, era costata a Serra la sospensione, approvata dalle gerarchie regionali del partito. Idem per la consigliera comunale Patrizia Frittelli, eletta con lui. Ci erano andati di mezzo anche il consigliere regionale Enrico Panunzi e l’ex deputato Alessandro Mazzoli, “colpevoli” di appoggio al dissidente che, scendendo in campo contro il suo partito, aveva causato lo strappo.

L’altra verità – quella di Serra e della corrente panunziano-zingarettiana – è che la frattura fosse già aperta, perché l’accordo unanime su Ciambella candidata sindaca non c’era. 

La sospensione, comunque, era a tempo. E il tempo è scaduto il 31 dicembre. “Siamo e restiamo di centrosinistra”, ha dichiarato Serra a Tusciaweb, tendendo la mano ai colleghi Pd, Luisa Ciambella e Alvaro Ricci, con l’annuncio di una domanda di riammissione nel gruppo per lui, Frittelli e Lina Delle Monache.  

Il partito ne guadagnerebbe in coesione. Il gruppo in rappresentanza numerica: con cinque consiglieri, al posto dei due attuali, diventerebbe il più grande della minoranza. E Luisa Ciambella che ci guadagna? L’accerchiamento.

Con il panunziano Serra, che ha dalla sua Frittelli e Delle Monache, e il battitore libero Alvaro Ricci, ecco servito il 4 a 1. Col rischio concreto che il suo incarico di capogruppo sia spazzato via dalla corrente. Letteralmente. 

Che può succedere? Mica tante cose. La domanda di riammissione di Serra & Co. aspetta un sì o un no. E, da capogruppo quale a tutt’oggi è, il voto di Ciambella è determinante, perché in caso di parità con Ricci, vale doppio. Se si ritrovassero lui d’accordo all’ingresso di Serra & Co., lei in disaccordo, sarebbe Ciambella a prevalere. Ma la capogruppo dovrà ascoltare il partito e seguirne l’indirizzo politico, se non vuole trovarsi ancor più isolata. 

Non è un caso che Serra citi Zingaretti e la sua intenzione di “aprire alla società e ai movimenti”. Aprire, non chiudere, ha spiegato il segretario nazionale intervistato l’altro giorno da Repubblica e ha tenuto a ricordare Serra, col suo invito a mettere da parte le divisioni.

Ciambella non si pronuncia ancora. Aprirà a Serra e ai suoi o andrà contro corrente?

Stefania Moretti


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13 gennaio, 2020

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