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Mafia viterbese, sarà abbreviato per 10 arrestati e processo ordinario per 3

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Scacco alla Mafia nel Viterbese - Gli arrestati all'uscita dalla caserma dei carabinieri [3]

Scacco alla Mafia nel Viterbese – Gli arrestati all’uscita dalla caserma dei carabinieri

Mafia a Viterbo - Gazmir Gurguri [4]

Mafia a Viterbo – Gazmir Gurguri

L'avvocato Giuseppe Di Renzo [5]

L’avvocato Giuseppe Di Renzo

Il pm Fabrizio Tucci [6]

Il pm Fabrizio Tucci

Giovanni Musarò [7]

Il pm Giovanni Musarò

Viterbo – Operazione Erostrato, chiusa a tempo di record l’udienza preliminare. A un anno esatto dal blitz antimafia scattato all’alba del 25 gennaio 2019, prima della scadenza dei termini di custodia cautelare, ha finito di delinearsi il futuro percorso giudiziario di tutti i 13 arrestati. Si è chiusa ieri, dopo appena un mese, l’udienza preliminare cominciata lo sorso 21 dicembre davanti al gup Emanuela Attura del tribunale di Roma.

A processo col rito ordinario davanti al collegio del tribunale di Viterbo il 9 marzo i tre arrestati cui viene contestata la sola aggravante del metodo mafioso. Davanti al gup di Roma il 10 febbraio per l’abbreviato gli altri dieci imputati, cui viene contestata l’associazione di stampo mafioso.

Tra coloro che hanno chiesto il rito alternativo che in caso di condanna consente lo sconto di un terzo della pena, da ieri, ci sono anche Gazmir Gurguri, la cui posizione il 19 dicembre era stata stralciata per un  vizio di notifica, e il presunto boss Giuseppe Trovato, assente per malattia all’udienza del 14 gennaio. 

Nel frattempo si è scoperto che il boss Trovato è stato colpito da un infarto nel carcere di Nuoro. Lo ha detto lo stesso imprenditore 44enne originario di Lamezia Terme alla gup Attura del tribunale di Roma durante il collegamento in videoconferenza, rilasciando spontanee dichiarazioni nell’udienza di ieri in cui, difeso dall’avvocato Giuseppe Di Renzo, ha chiesto anche lui l’abbreviato. “Sono voluto essere presente per rispetto del tribunale, ma la settimana scorsa ho avuto un infarto”, ha voluto spiegare al giudice per le udienze preliminari. 

Gas Gurguri, recluso invece nel carcere di Genova, ha chiesto di essere esaminato. Sarò quindi interrogato il prossimo 10 febbraio, prima della discussione dei pubblici ministeri Fabrizio Tucci e Giovanni Musarò e delle parti civili, mentre saranno rinviate ad altra data le arringhe delle difese. 

Ricapitolando. Saranno processati il 9 marzo col rito ordinario davanti al collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone:  il parrucchiere trentenne Mauel Pecci, titolare di un salone di bellezza in via Maria Santissima Liberatrice; l’artigiano Emanuele “Lele” Erasmi, 51enne, di Bagnaia; e l’unico romeno, Ionel Pavel, 36 anni, operaio di Canepina. Pavel è tuttora detenuto a Torino. Pecci e Erasmi, gli unici ai domiciliari, sono stati rimessi in libertà la settimana scorsa, il 16 gennaio, dopo un anno. 

In dieci, tutti in carcere, saranno giudicati a Roma con l’abbreviato: i presunti boss Giuseppe “Peppino” Trovato (44 anni, titolare di tre compro oro del capoluogo, originario di Lamezia Terme, residente da una quindicina di anni a Viterbo) e Ismail “Ermal” Rebeshi (albanese, di 37 anni, gestore a Viterbo di un autosalone e un locale notturno, già in carcere per droga dal 26 novembre 2018); Luigi “Gigi” Forieri (52enne residente a Caprarola, all’epoca titolare a Viterbo del bar di via Genova); i fratelli albanesi Spartak “Ricmond” Patozi e Shkelzen “Zen” Patozi, 32 e 35 anni (entrambi operai, Ricmond residente a Vitorchiano e Zen a Viterbo); il braccio destro pentito dei boss Sokol “Codino” Dervishi (operaio albanese di 34 anni, residente a Viterbo); Gazmir “Gas” Gurguri (anche lui albanese, operaio 35enne di Canepina); il viterbese Gabriele “Gamberone” Laezza (32 anni, operaio nella ditta di trasporti di famiglia); Fouzia “Sofia” Oufir (35enne d’origine marocchina, compagna e dipendente di Giuseppe Trovato); la 32enne viterbese Martina Guadagno (commessa in uno dei Compro oro gestiti da Trovato).

Silvana Cortignani


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