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Regione - Lo annuncia l'assessore alla sanità Alessio D'Amato

“Nel Lazio linee guida su screening oftalmologico neonatale”

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Alessio D'Amato

Alessio D’Amato

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Sanità, D’Amato: “Nel Lazio linee guida su screening oftalmologico neonatale”. Una diagnosi precoce migliora i processi di cura.

La regione Lazio con un decreto del commissario ad acta ha approvato il documento di indirizzo per lo screening oftalmologico neonatale universale e ha individuato la rete regionale dei servizi. La finalità del programma di screening è quella di favorire l’identificazione precoce e la presa in carico dei neonati con alterazioni congenite dell’apparato visivo con particolare riferimento alla cataratta congenita.

“I difetti oculari congeniti oltre a determinare un danno specifico alla funzione visiva, influenzano negativamente lo sviluppo delle capacità e dei normali percorsi di apprendimento del bambino. Una diagnosi precoce aiuta a migliorare i processi di cura e attraverso lo screening oftalmologico neonatale – spiega l’assessore alla sanità e l’integrazione sociosanitaria della regione Lazio, Alessio D’Amato -, come suggerito dall’organizzazione mondiale della sanità (Oms), possiamo riconoscere patologie che potenzialmente possono mettere in pericolo la visione e, in alcuni casi, la vita”.

Nello specifico nei punti nascita del Lazio verrà garantito a tutti, in maniera uniforme e omogenea, i neonati l’esecuzione di un test di screening oftalmologico ospedaliero (test primo livello) prima della dimissione, in caso di positività al test del riflesso rosso, confermata da uno specialista oculista, verrà garantita entro le prime 4 settimane di vita, una valutazione oculistica (test secondo livello) presso un Centro di secondo livello per la conferma diagnostica e la presa in carico dei bambini a rischio di ipovisione e cecità.

La rete dei servizi inseriti nel programma di screening oftalmologico neonatale

Primo livello di screening:

Policlinico Umberto I (Asl Roma 1), Policlinico A. Gemelli (Asl Roma 1), San Giovanni – Addolorata (Asl Roma 1), San Filippo Neri (Asl Roma 1), P.O. Santo Spirito (Asl Roma 1), San Giovanni Calibita – FBF (Asl Roma 1), San Pietro – FBF (Asl Roma 1), Santa Famiglia (Asl Roma 1), Cristo Re (Asl Roma 1), Quisisana (Asl Roma 1), Villa Mafalda (Asl Roma 1), Villa Margherita (Asl Roma 1), Mater Dei (Asl Roma 1), Santa Maria di Leuca (Asl Roma 1), Sant’Eugenio (Asl Roma 2), Policlinico Casilino (Asl Roma 2), Sandro Pertini (Asl Roma 2), Fabia Mater (Asl Roma 2), Madre G.Vannini – F. di S. C. (Asl Roma 2), G. B. Grassi (Asl Roma 3), San Camillo-Forlanini (Asl Roma 3), Villa Pia (Asl Roma 3), Città di Roma (Asl Roma 3), Civitavecchia San Paolo (Asl Roma 4), Tivoli San G. Evangelista (Asl Roma 5), Palestrina C. Bernardini (Asl Roma 5), Ariccia Ospedale dei Castelli (Asl Roma 6), Anzio P.O. Anzio-Nettuno (Asl Roma 6), Velletri P. Colombo (Asl Roma 6), Belcolle (Asl Viterbo), San Camillo De Lellis (Asl Rieti), S. M. Goretti (Asl Latina), Fondi P.O. (Asl Latina), Formia P.O. (Asl Latina), Città di Aprilia (Asl Latina), Fabrizio Spaziani (Asl Frosinone), Sora Santissima Trinità (Asl Frosinone), Cassino Santa Scolastica (Asl Frosinone) e Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.

Secondo livello di screening:

Policlinico A. Gemelli (Asl Roma 1), Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e Dipartimento di Oftalmologia (Asl Roma 1).

Assessorato alla sanità


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11 gennaio, 2020

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