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“Posso uccidere senza toccare”, processo bis allo sciamano

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Viterbo - Palazzo di giustizia [3]

Viterbo – Palazzo di giustizia

Viterbo – (sil.co.) – “Posso uccidere senza toccare”, processo bis per lo sciamano che, accecato dalla gelosia, avrebbe minacciato la ex di fare una strage tramite la magia.

Lo sciamano, nella fattispecie, è un uomo originario dell’Ecuador giá a processo per stalking davanti al giudice Silvia Mattei dopo la denuncia della ex. Lei è una insegnate di yoga con cui, nonostante fosse sposato con due figli, ha allacciato una relazione sentimentale nel marzo 2011 dalla quale, all’inizio del 2012, è nato un bambino. 

La presunta vittima, che lo ha mollato quando il piccolo aveva cinque mesi a causa delle continue scenate di gelosia, si è rivolta al centro antiviolenza Erinna nel 2014, dopo diversi tentativi di riconciliazione da parte dell’uomo e una escalation di atti persecutori per cui è stato sottoposto alla misura dell’allontanamento. 

Ieri ha preso il via un secondo processo, sempre davanti al giudice Mattei, perchè lo scorso mese di giugno ha aggredito nuovamente la ex, violando il divieto di avvicinamento, in occasione di un saggio di arti marziali del figlio. Motivo per cui sono scattati gli arresti domiciliari, cui è sottoposto da sette mesi.

La vittima ha ripercorso la sofferta relazione, tuttora costellata di litigi per il figlio. E ha rivelato un ulteriore episodio di violenza: “Mi ha aggredito anche lo scorso settembre, mi è piombato in casa prendendomi per il collo e dandomi della puttana perchè ho un’altra relazione”.

In passato l’imputato, giunto in tribunale scortato dai carabinieri, avrebbe detto alla sorella della ex: “Sono uno sciamano, ho poteri speciali, posso uccidere senza toccare”. Minacciando di fare una strage e togliersi la vita.

L’ultimo episodio, quello di inizio giugno 2019 che ha fatto scattare l’arresto, è avvenuto nella palestra dove il figlio della coppia doveva eseguire un saggio di arti marziali. L’uomo avrebbe aggredito la vittima, sferrandole un pugno davanti al minore e alle persone che affollavano in quel momento la struttura. 

Sentita la vittima, il processo è stato rinviato al 31 gennaio per sentire gli altri testimoni dell’accusa.


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