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Cronaca - Uno è stato commesso a Mammagialla e un altro nel centro di Viterbo: entrambi gli assassini hanno agito a colpi di sgabello e sono reo confessi - Maria Sestina Arcuri la vittima più piccola - Un 16enne l'indagato più giovane

Quattro omicidi nel 2019 nella Tuscia

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Viterbo – (r.s.) – Maria Sestina Arcuri, Giovanni Delfino, Norveo Fedeli e Antonio D’Orazi. Sono le vittime dei quattro omicidi avvenuti nel 2019 nella Tuscia. Sestina, la più giovane (aveva solo 26 anni), è stata uccisa dal suo fidanzato. Secondo gli inquirenti. Perché lui, già a processo, si professa innocente da sempre: la compagna sarebbe precipitata dalle scale di casa, a Ronciglione, per un incidente.
L’indagato più giovane, invece, ha solo 16 anni. Ha causato la morte del suo vicino d’appartamento, a Bagnoregio, dopo avergli sferrato un violento pugno in faccia. Arrestato per omicidio preterintenzionale, è ora in una comunità educativa.
Sono reo confessi gli assassini di Giovanni Delfino e Norveo Fedeli, entrambi massacrati a colpi di sgabello. Il primo a marzo dal suo compagno di cella nel carcere di Mammagialla. Il secondo a maggio nel suo negozio nel centro storico di Viterbo.

Ronciglione - I rilievi dei Ris - Nei riquadri: Maria Sestina Arcuri e Andrea Landolfi

Il Giallo di Ronciglione
È a processo per omicidio volontario aggravato, ma lui si professa innocente da sempre. Per la procura di Viterbo, Andrea Landolfi Cudia ha sollevato la fidanzata Maria Sestina Arcuri oltre il parapetto delle scale e l’ha scaraventata al piano di sotto. Sarebbe successo nella notte tra i 3 e il 4 febbraio, in un appartamento di via Papirio Serageli a Ronciglione. “È stato un incidente”, continua a ripetere Landolfi, 30enne romano con la passione per la boxe. Da settembre è in carcere, su ordine della Cassazione.
La tragedia è avvenuta in casa di sua nonna: Mirella Iezzi, 80 anni. Lei quella notte era lì, e dice di aver visto Andrea e Sestina rotolare rovinosamente. La procura la indaga per omissione di soccorso, false dichiarazioni al pm e abbandono di persona incapace. Perché dopo quella caduta, secondo le indagini, il nipote (che è a processo anche per lesioni alla nonna) la prende a pugni e le rompe tre costole. Lei scappa impaurita e va al pronto soccorso a piedi.
All’alba del 4 febbraio, Landolfi chiama l’ambulanza perché la fidanzata è in uno stato di incoscienza. Secondo lui, dopo la caduta, Sestina si sarebbe alzata andando a dormire. Ma all’ospedale Belcolle di Viterbo la ragazza arriva in coma e con un ematoma cerebrale. Sottoposta a un lungo e delicato intervento chirurgico alla testa, muore il 5 febbraio dopo 24 ore di agonia. Aveva 26 anni, era originaria della Calabria e faceva la parrucchiera.


Viterbo - Omicidio a Mammagialla - La vittima: Giovanni Delfino

Omicidio a Mammagialla
Il 29 marzo Sing Khajan, 34enne indiano, uccide a colpi di sgabello Giovanni Delfino, viterbese di 61 anni. Erano compagni di cella nel carcere di Mammagialla. La vittima stava scontando un cumulo di pene per condanne passate in giudicato per vecchi reati di lieve entità. Mentre Khajan era stato arrestato poche settimane prima a Cerveteri: la notte di san Valentino aveva tentato di uccidere a coltellate il 70enne con il quale conviveva. Dal carcere di Civitavecchia, dove aveva già aggredito il compagno di cella con uno sgabello e un agente della penitenziaria, il 34enne era stato trasferito da poco a Mammagialla. Ora è a Rebibbia.
Giovanni Delfino è stato ammazzato al culmine di un litigio scaturito su cosa guardare in tv. Nonostante la prontezza dei soccorsi, è morto poche ore dopo all’ospedale di Belcolle. Era arrivato ancora vivo, ma versava in condizioni disperate. I medici hanno provato a operarlo, ma invano. 
Khajan è invece a processo davanti alla corte d’assise del tribunale di Viterbo. È reo confesso.


Omicidio in via San Luca - Nei riquadri: Michael Aaron Pang e Norveo Fedeli

Omicidio in centro
È reo confesso anche Michael Aaron Pang, il 22enne che ha ucciso il commerciante viterbese Norveo Fedeli. Aveva 74 anni e il 3 maggio è stato massacrato a colpi di sgabello nel suo negozio di via San Luca, nel centro storico di Viterbo. Il movente? La rapina, secondo gli inquirenti.
Pang, laureato in ingegneria informatica, era in Italia da qualche mese. Voleva rilevare un’attività di ristorazione a Vetralla. Origini sudcoreane e residenza negli Stati Uniti, a Overland Park (Kansas), è in carcere a Mammagialla dal 4 maggio.
Il giorno prima, all’ora di pranzo, il corpo di Fedeli è stato trovato dietro il bancone della sua jeanseria da una parrucchiera che lavora lì accanto. Le telecamere del quartiere San Faustino hanno inquadrato l’omicida una volta uscito dal negozio, con una scarpa imbrattata di sangue avvolta dentro una busta. Il fermo immagine ha fatto il giro delle caserme e questure italiane. Ma proprio nel Viterbese, a Capodimonte, un carabiniere ha ricollegato quel volto a un ragazzo da lui sottoposto a un controllo poco tempo prima. E Pang è stato rintracciato e arrestato nel paese sul lago di Bolsena.
Per i suoi difensori non c’è stata né premeditazione né movente della rapina. Il processo inizierà il 13 gennaio.


Bagnoregio - Antonio D'Orazi, l'anziano ucciso in una lite di condominio

Ucciso con un pugno in faccia
Il 25 luglio a Bagnoregio, durante una lite tra condomini  un 16enne colpisce con un violento pugno in faccia il 76enne Antonio D’Orazi. All’inizio l’anziano non sembrava in gravi condizioni. Vigile e cosciente, va comunque al pronto soccorso di Belcolle. I medici gli riscontrano un’emorragia interna e lo sottopongono a un intervento chirurgico. Ricoverato nel reparto di rianimazione, muore il 17 agosto.
Il 16enne, già indagato per lesioni gravi, il 27 agosto viene arrestato per omicidio preterintenzionale. Il gip, su richiesta della procura presso il tribunale per i minorenni di Roma, dispone la misura cautelare del collocamento in una comunità educativa del Frusinate.


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1 gennaio, 2020

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