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Verona - Era stata offerta anche la cittadinanza onoraria alla senatrice a vita - La protesta dell'opposizione e dell'associazione 'La città che sale'

Strada intitolata ad Almirante, Segre: “Io e lui siamo incompatibili, il comune faccia una scelta”

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Giorgio Almirante

Giorgio Almirante

Verona – Strada intitolata ad Almirante, Segre: “Io e lui siamo incompatibili, il comune faccia una scelta”.

Era lo scorso 16 gennaio quando il consiglio comunale di Verona aveva deciso di dare all’unanimità la cittadinanza onoraria alla senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta al campo di sterminio di Auschwitz.

Lo stesso giorno però è diventata ufficiale un’altra decisione presa dallo stesso comune. Sull’albo pretorio del Comune, compariva infatti la delibera della giunta di centrodestra che con una decisione, presa l’8 gennaio, intitolava una strada cittadina al fondatore del Movimento sociale italiano Giorgio Almirante.

“Si premiano le vittime e gli aguzzini”, ha commentato a Repubblica il capogruppo di Verona in comune e Sinistra in comune, Michele Bertucco, che aveva presentato la mozione Segre. 

A intervenire anche Liliana Segre. “Una via Almirante a Verona? Oh, povera strada – ha detto la senatrice a vita – . Mi chiedo se sia lo stesso comune. Le due scelte sono di fatto incompatibili, per storia, per etica e per logica. La città di Verona, democraticamente, faccia una scelta e decida ciò che vuole, ma non può fare due scelte che sono antitetiche l’una all’altra. Questo no, non è possibile”. 

Un’associazione, “La città che sale”, ha consegnato una lettera aperta al prefetto per chiedergli di non autorizzare la delibera. A riportare la notizia è Repubblica. “Sul piano politico – hanno dichiarato i membri dell’associazione – riteniamo che la proposta d’intitolare una via ad Almirante, in contemporanea al lodevole riconoscimento alla senatrice Segre, esponga l’intera città al ridicolo, oltre che alla indignazione, configurando una sorta di grottesca, anacronistica e strumentale compensazione ideologica. Come può la stessa città celebrare, contemporaneamente, la vittima di uno dei più abominevoli regimi politici novecenteschi, quello nazifascista, e intitolare una strada ad uno dei responsabili diretti di quello stesso regime?”.


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21 gennaio, 2020

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