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Viterbo - Manifestazione del comitato Non ce la beviamo a piazza delle Erbe - Il sindaco Arena e il presidente della provincia Nocchi hanno disertato l'invito

“Talete, gli aumenti in bolletta vengano revocati”

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Viterbo - Il presidio di Non ce la beviamo a piazza delle Erbe

Viterbo – Il presidio di Non ce la beviamo a piazza delle Erbe

Viterbo - Il presidio di Non ce la beviamo a piazza delle Erbe

Viterbo – Il presidio di Non ce la beviamo a piazza delle Erbe

Viterbo - Il presidio di Non ce la beviamo a piazza delle Erbe

Viterbo – Il presidio di Non ce la beviamo a piazza delle Erbe

Viterbo – “No alla Talete e sì all’acqua pubblica”. Manifestazione di Non ce la beviamo in piazza delle Erbe, “per chiedere – spiegano Bengasi Battisti e Paola Celletti – la revoca dei fortissimi aumenti tariffari del servizio idrico previsti da Talete”.

“L’acqua non è una merce – affermano Battisti e Celletti -. La sua gestione privatistica non assicura il godimento del diritto all’acqua pubblica, sancito anche da una legge regionale del 2014 che ha fatto seguito al referendum del 2011. Per questo diciamo no alla Talete e chiediamo l’urgente attuazione della legge”.

Non ce la beviamo dice basta. “Le conseguenze negative e disastrose della gestione privatistica dell’acqua come merce – continuano Battisti e Celletti – sono sotto gli occhi di tutti. Nonostante i no di vari consigli comunali della provincia, un mese fa la conferenza dei sindaci dell’Ato 1 – Lazio Nord ha autorizzato Talete ad aumentare le bollette del 45% entro il 2024. Una decisione dagli esiti socialmente disastrosi”.

Il comitato, durante la manifestazione di questo pomeriggio, ne ha chiesto la revoca. “È evidente – attaccano Battisti e Celletti – che gli aumenti richiesti sono il frutto di una gestione esclusivamente privatistica di Talete, che pensa di risolvere i suoi problemi scaricandoli in modo irresponsabile sulle bollette. Il passaggio a una gestione pubblica dell’acqua, in quanto bene comune primario e diritto fondamentale di tutti, è l’unica strada percorribile”.

Alla manifestazione, apartitica e apolitica, erano stati invitati anche il sindaco di Viterbo Giovanni Arena e il presidente della provincia Pietro Nocchi per spiegare cosa è stato deciso nella conferenza dei sindaci del 30 dicembre e per chiarire i loro intendimenti futuri. Ma non si sono presentati. “Sarebbe stata una prova di grande sensibilità istituzionale e democratica verso tutta la cittadinanza – chiosano Battisti e Celletti -. Nocchi è il Governatore di tutta l’acqua e di tutte le acque della nostra provincia, Arena è uno dei soci più importanti della Talete”.



In piazza anche la consigliera regionale pentastellata Silvia Blasi e i consiGlieri del comune di Viterbo Luisa Ciambella (Pd), Massimo Erbetti (M5s) e Chiara Frontini (Viterbo 2020).

“Arena e Nocchi – dice Frontini sulla mancata presenza del sindaco e del presidente della provincia – non ci stanno mettendo la faccia, nonostante dovrebbero. Stiamo subendo aumenti in bolletta da parte di una società che fa acqua da tutte le parti e che ha da poco assunto assunto sei persone con una procedura poco chiara, che ha annesso il Cobalb e quindi pure i suoi debiti, e che ha dato più indennità e più soldi in busta paga ai suoi dirigenti”.

Luisa Ciambella spiega che, nella conferenza dei sindaci, “hanno detto sì all’aumento delle tariffe 27 primi cittadini. Undici dei quali di comuni che non sono mai entrati in Talete. Insomma, hanno votato l’aumento per gli altri. Un paradosso”.

“Dobbiamo uscire da Talete al più presto – afferma invece Erbetti – , e abbiamo bisogno dell’impegno di tutti i cittadini. Viterbo ha detto no agli aumenti, e anche la maggioranza ha votato. Ma poi sono andati in assemblea e hanno fatto l’esatto contrario. Un’assemblea che, secondo me, non è neppure valida. Il consigliere che ha rappresentato Arena, ha votato non avendo però la delega per quell’assemblea: non si è neppure reso conto di dove fosse”. E sull’incontro di ieri a Roma con Arera. “Abbiamo chiesto – spiega Erbetti – un presto di 40 milioni di euro, ma senza presentare un piano industriale. E giustamente Arera ha detto che vuole garanzie”.

Silvia Blasi. “Più volte – conclude la consigliera regionale – abbiamo portato alla Pisana il tema della gestione dell’acqua pubblica, ma sono ormai sei anni che stiamo aspettando l’applicazione della legge regionale in merito. Gli aumenti in bolletta votati in provincia sono assurdi, vergognosi e scandalosi. I cittadini stanno pagando la cattiva gestione, che ha dei responsabili, di una società che negli anni ha fatto anche assunzioni clientelari. E questi debiti milionari, non fatti dai cittadini, ora stanno comunque ricadendo nelle loro tasche dei cittadini”.

Consiglieri comunali e il comitato Non ce la beviamo hanno poi invitato i cittadini a partecipare al consiglio comunale straordinario sull’acqua del 13 febbraio a palazzo dei Priori a Viterbo.


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25 gennaio, 2020

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