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Viterbo - Il 27 gennaio, Giornata della memoria - Un'iniziativa dell'Unitus che per la mattinata ha organizzato in aula magna anche un convegno dedicato alla Shoah nella città dei papi - Nel capoluogo altre due iniziative, la commemorazione alle Pietre d'inciampo in via della Verità e il ricordo dello sterminio degli omosessuali a Palazzo Anselmi

Una targa ricorderà i 12 ebrei detenuti a Santa Maria in Gradi prima di essere deportati

di Daniele Camilli
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Viterbo – Una targa di commemorazione. In memoria di 12 ebrei viterbesi detenuti nel carcere di Santa Maria in Gradi. Prima di essere deportati nei campi di sterminio nazisti. E non tornare più. Gliela dedica l’università degli studi della Tuscia. Il prossimo 27 gennaio, Giornata della memoria. Il giorno in cui si ricordano le vittime della Shoah, lo sterminio di 12 milioni di persone. Sei milioni di ebrei. E sei milioni tra oppositori politici, criminali comuni, testimoni di Geova, rom, fuoriusciti, lesbiche, prostitute, omosessuali e malati di mente. 

Il 27 gennaio verrà scoperta la targa di commemorazione, all’interno di quella che oggi è la sede dell’università degli studi di Viterbo e un tempo era un carcere speciale per antifascisti e nel 1943-44 per gli ebrei deportati nei campi di sterminio. I primi sono ricordati ancora da un’altra targa. All’ingresso e mezzo sbiadita. La commemorazione degli ebrei viterbesi deportati è alle 9,30, in aula magna. Una targa che arriva a 75 anni dalla fine della guerra e 24 anni dopo il trasferimento del rettorato a Santa Maria in Gradi. I primi studi sulla deportazione degli ebrei viterbesi risalgono invece alla fine degli anni ’90. 


Viterbo - Il complesso di Santa Maria in Gradi

Viterbo – Il complesso di Santa Maria in Gradi


Al 2001 risale invece la targa affissa al terzo piano di via della Verità 19. Al punto che quasi mai nessuno se ne è reso conto. Da questa casa, a Viterbo, sono state deportati tre ebrei. Emanuele Vittorio Anticoli, Letizia Anticoli e Angelo Di Porto. Ricordati più dignitosamente, dal 2015, grazie alle Pietre d’inciampo dell’artista tedesco Gunter Demnig. E grazie all’università della Tuscia, all’associazione ArteInMemoria e a una studiosa in particolare, sempre della Tuscia. Elisa Guida. Sono stati loro a Viterbo le Pier d’inciampo. Piccoli blocchi in pietra ricoperti da una piastra di ottone sulla faccia superiore con i nomi delle persone deportate, il luogo di deportazione e la data di morte. Le pietre sono incorporate nel selciato stradale delle città, davanti alle abitazioni degli ebrei uccisi.

Qualche tempo fa, sul muro della casa cui le pietre fanno riferimento, è comparsa una svastica. Cancellata. Pare da una cittadina che pare abbia anche rischiato una multa per essere intervenuta sul muro di un privato.


Gunter Demnig - Pietre d'inciampo

Viterbo – Pietre d’inciampo


All’Unitus, il 27 gennaio, subito dopo aver scoperto la targa interverranno il rettore Stefano Ubertini, Claudio Procaccia, direttore del dipartimento beni e attività culturali della Comunità ebraica di Roma, Angelo Di Porto, familiare di deportati, i sindaci di Viterbo e Vetralla, rispettivamente Giovanni Arena e Francesco Coppari. Successivamente, un focus dedicato alla Shoah a Viterbo, con gli interventi dei direttori del Disucom e del Distu, Giovanni Fiorentino e Saverio Ricci, Elisa Guida, Simone Duranti e Matteo Stefano dell’Unitus e Luca Bruzziches, studioso della storia degli ebrei del viterbese.


Viterbo - I ragazzi della Fantappie ricordano la Shoah

Viterbo – I ragazzi della Fantappie ricordano la Shoah


Sempre il 27, e sempre dalle 9,30, l’iniziativa dell’istituto Fantappie della dirigente scolastica Valeria Monacelli. Prima la deposizione di una corona di fiori alle Pietre d’inciampo in via della Verità. Dove, invece, forse, non ci saranno il sindaco di Viterbo e il rettore dell’Università. Per il sindaco, in veste istituzionale, sarebbe la prima volta. Invece, per quanto riguarda l’Unitus, le pietre sono lì grazie a lei. Ragazzi e ragazze della scuola Fantappie si sposteranno poi verso il centro storico e infine a piazza del Comune dove lanceranno in aria dei palloncini. Poco dopo, alle 10 e mezza, l’evento commemorativo nella sala Regia di Palazzo dei Priori organizzato dall’istituto comprensivo con la partecipazione di Salvatore Regoli dell’associazione Iuppiter. Ci sarà anche Salvatore Federici, internato nel campo di prigionia di Bad Sulla in Germania.


Unitus - Aula magna

Unitus – L’Aula magna dell’Università


Stesso giorno, sempre in mattinata, a partire dalle 11,30, l’Altro circolo-centro culturale di iniziativa omosessuale e l’associazione fondazione Luciano Massimo Consoli ricorderanno la Giornata della memoria nella sala espositiva di Palazzo Anselmi della Provincia. Installazioni fotografiche e pannelli racconteranno la storia degli omosessuali perseguitati e sterminati dal nazifascismo. La mostra è di Claudia Celli Simi. Gli interventi di Alba Montori (Fondazione Luciano Massimo Consoli), Peppe Sini (Centro di ricerca per la pace e i diritti umani) e Luca Di Sciullo (Centro studi e ricerche Idos).

Daniele Camilli


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24 gennaio, 2020

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