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Viterbo - Il gruppo consiliare di Fratelli d'Italia candida San Martino al Cimino a patrimonio dell'umanità - Questa mattina la conferenza stampa

“Abbiamo tutte le carte in regola per ottenere il riconoscimento Unesco”

di Daniele Camilli
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Viterbo - La presentazione della candidatura Unesco di San Martino al Cimino

Viterbo – La presentazione della candidatura Unesco di San Martino al Cimino

Viterbo - Paolo Bianchini

Viterbo – Paolo Bianchini

Viterbo - Giovanni Arena

Viterbo – Giovanni Arena

Viterbo - Laura Allegrini

Viterbo – Laura Allegrini

Viterbo - Anna Bassetti

Viterbo – Anna Bassetti

Viterbo - Marco De Carolis

Viterbo – Marco De Carolis

Viterbo – “Candideremo San Martino al Cimino a patrimonio Unesco”. La proposta arriva dal gruppo comunale di Fratelli d’Italia, ed è stata presentata questa mattina al bar Sunday del borgo, un tempo anch’esso comune, tra Viterbo e il lago di Vico.

“L’idea di proporre San Martino al Cimino all’attenzione dell’Unesco – ha detto il consigliere di Fratelli d’Italia Paolo Bianchini – nasce dalla semplice constatazione che questo riconoscimento ce l’hanno anche Pienza e Sabbioneta, in virtù della loro natura di città di fondazione”.

La particolarità di San Martino è infatti questa. E’ una città di fondazione, come appunto Pienza in provincia di Siena e Sabbioneta in quella di Mantova. Città nate dal nulla secondo, però, un preciso progetto architettonico. Città nuove, anche dal punto di vista urbanistico e artistico. Che hanno fatto la differenza e influenzato il periodo e le esperienze successive.

Ai tavoli del bar, assieme a Bianchini, ci sono anche il sindaco di Viterbo Giovanni Arena, la consigliera di FdI Martina Minchella, l’assessore alla cultura Marco De Carolis e la rappresentante di Fdi a San Martino, Anna Bassetti. In sala, il consigliere comunale Antonio Scardozzi (FdI) e l’assessora ai lavori pubblici Laura Allegrini.

“San Martino – ha proseguito Bianchini – non ha nulla da invidiare a Pienza e Sabbioneta, né per l’importanza della committente, né per quella dell’artefice, neanche per la morfologia o per la presenza di eccellenze architettoniche. Abbiamo tutte le carte in regola per ottenere il riconoscimento Unesco”.

I punti forti della candidatura. “La committenza che ha portato alla costruzione della città, Donna Olimpia Maidalchini – ha sottolineato Bianchini – l’architetto progettista, Francesco Borromini, la morfologia della pianta, che rispecchia quella di piazza Navona a Roma, e un elemento caratterizzante su tutti, vale a dire l’abbazia cistercense con facciata in puro stile barocco”.

Il borgo di san Martino al Cimino risale al XIII secolo, quando fu edificata un’abbazia a opera dei monaci cistercensi di Pontigny. Nei secoli successivi, il borgo conobbe una notevole espansione urbanistica, demografica ed economica grazie a Olimpia Maidalchini, vedova del marchese Pamphilio Pamphilj e cognata di papa Innocenzo X, principessa, a sua volta, di San Martino al Cimino. Donna Olimpia affidò a Borromini la ristrutturazione architettonica del borgo.

“L’idea – ha poi aggiunto Bianchini – è anche quella di mettere in rete il borgo di San Martino con tutte le altre realtà territoriali del comune di Viterbo. Per creare un network tra frazioni”.

La proposta verrà molto probabilmente sostenuta anche da Paolo Portoghesi, “il nostro portabandiera”, lo definisce Bianchini. Il massimo esperto del barocco e di Borromini, un architetto di fama mondiale che ha più riprese ha dimostrato il suo amore per la Tuscia”.

“È il progetto per San Martino – ha commentato dato Minchella -. Una candidatura che permette di rovesciare il sistema ridando centralità a quelli che una volta erano veri e propri comuni. Il comitato promotore una volta costituito metterà in sinergia associazioni, istituzioni e cittadini”.

“Dobbiamo valorizzare e conservare – ha dichiarato De Carolis -. Quindi è importante non farci sfuggire questa opportunità. Viterbo è fatto di una serie di borghi diffusi. E questi sono il nostro centro storico.

D’accordo con la proposta anche il sindaco Arena. “L’amministrazione – ha detto il primo cittadino – sposerà questo progetto. San Martino è anche il primo esempio di case a schiera nella storia”.

Infine, per Bianchini, che ha concluso la conferenza stampa, “l’inserimento di San Martino al Cimino nel circuito delle città di fondazione riconosciute dall’Unesco non sarebbe una vittoria solo per il nostro territorio ma per l’intera cultura italiana in quanto chiuderebbe naturalmente un ciclo plurisecolare affiancando a Pienza e Sabbioneta, centri del XV e XVI secolo, una città barocca”.

 

Daniele Camilli


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25 gennaio, 2020

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