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Viterbo - Le aree assegnate agli espositori occupate dalla giostra

“Calcio in culo” al Sacrario nei posti dei banchi del mercatino dell’antiquariato

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 “Calcio in culo” al Sacrario anche al mercatino dell’antiquariato

“Calcio in culo” al Sacrario anche al mercatino dell’antiquariato

 “Calcio in culo” al Sacrario anche al mercatino dell’antiquariato

“Calcio in culo” al Sacrario anche al mercatino dell’antiquariato

 “Calcio in culo” al Sacrario anche al mercatino dell’antiquariato

“Calcio in culo” al Sacrario anche al mercatino dell’antiquariato

 “Calcio in culo” al Sacrario anche al mercatino dell’antiquariato

“Calcio in culo” al Sacrario anche al mercatino dell’antiquariato

Viterbo – (t.d.) – A pagare le spese, per lo sconsiderato piazzamento della giostra nel bel mezzo di piazza del Sacrario, anche il tradizionale mercatino dell’antiquariato che si tiene, ormai da moltissimi anni, la terza domenica di ogni mese.

Quando la mano destra non sa cosa fa la mano sinistra. Molti espositori, infatti, dopo aver prenotato telefonicamente al comune di Viterbo, pagata la quota dell’occupazione del suolo pubblico, in cambio di un preciso posto predefinito sulla piantina e contraddistinto da un numero, sono stati raggiunti telefonicamente perché il posto a loro assegnato era stato occupato da una giostra “calcinculo” risultata poi, dopo le opportune verifiche, anche impossibilitata ad aprire.

Della serie: lo stesso comune di Viterbo concede lo stesso suolo pubblico a due soggetti diversi. Più che la fantasia al potere sembra esserci l’improvvisazione e il dilettantismo al potere.

Disagio, ovviamente, per gli espositori ai quali era stato assegnato lo spazio contemporaneamente occupato dalla giostra e che si sono dovuti spostare su via Ascenzi, su piazza della Repubblica e sulla piccola piazzetta compresa tra via Marconi e via Emilio Bianchi. Risultato: un vuoto enorme al centro di piazza del Sacrario e frammentazione dell’intero mercato diviso in quattro piccoli, e poco funzionali, nuclei.


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17 febbraio, 2020

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