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Viterbo - L'Unitus in campo con altri atenei italiani per la liberazione dello studente egiziano arrestato al Cairo

“Caso Zaki, abbiamo aderito alla mozione dell’Università degli Studi di Bologna”

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Patrick George Zaky

Patrick George Zaky

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Su proposta del rettore Stefano Ubertini il senato accademico dell’Università della Tuscia (come stanno facendo altri atenei in Italia) all’unanimità ha aderito alla mozione dell’Università degli Studi di Bologna riguardante la vicenda dello studente egiziano.

Università degli studi della Tuscia


Il documento dell’Ateneo bolognese

Il Senato Accademico, nell’incontro straordinario del 12 febbraio 2020, ha approvato, su proposta del Magnifico Rettore Francesco Ubertini, di comune accordo con il Consiglio d’Amministrazione, i direttori e le direttrici di tutti i Dipartimenti, i e le Presidenti di Campus, la Consulta del personale tecnico-amministrativo, il Consiglio studentesco, la seguente mozione relativa all’arresto del giovane studente Patrick Zaki, iscritto al “Master Gemma” attivato presso l’Alma Mater: “Come membri della comunità scientifica e accademica dell’Alma Mater Studiorum Università di Bologna siamo fortemente colpiti e turbati dalle notizie circa l’arresto nei giorni scorsi di un membro della nostra comunità universitaria, lo studente della laurea magistrale Erasmus Mundus “Gemma” in Women’s and Gender Studies.

Chiediamo con forza che i rappresentanti del nostro Governo e dell’Unione Europea, che si sono peraltro già tempestivamente attivati, seguano con attenzione la vicenda affinché i diritti fondamentali di Patrick Zaki non siano in alcun modo violati.

Forti dei valori che contraddistinguono a tutti i livelli la nostra comunità accademica, quali la libertà di pensiero, l’importanza del pensiero critico, la responsabilità e l’impegno sociale, ribadiamo l’importanza di difendere, in ogni sede, e con ogni strumento, i diritti umani e più in particolare il diritto alla libertà individuale, i diritti politici e la tutela della libertà d’espressione.

Assicuriamo tutto il nostro impegno affinché Patrick Zaki possa tornare al più presto a frequentare le nostre aule universitarie.

Fino ad allora, consideriamo nostro compito fare tutto il possibile perché il Governo italiano e l’Unione europea non smettano di prodigarsi in ogni modo per favorire il rientro di Patrick nella nostra comunità”.

Università degli Studi di Bologna


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18 febbraio, 2020

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